Il business della Figurine Panini arricchisce l’AIC: 32 milioni di utili in dieci anni

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Sab, 7 Nov 2026Il legame tra l’azienda modenese e l’Associazione Italiana Calciatori rappresenta una fonte di entrare importante, con ricavi particolarmente vantaggiosi.DiRedazioneCondividi l'articoloIl Presidente dell'AIC Umberto Calcagno (Foto: Pier Marco Tacca/Getty Images)Le figurine dei calciatori non sono solo una passione per tifosi e collezionisti. Dietro gli album Panini c’è anche un business che negli anni ha portato parecchi soldi nelle casse dell’Associazione Italiana Calciatori (AIC). La gestione dei diritti d’immagine dei giocatori ha infatti permesso alla società controllata dal sindacato di realizzare 31,6 milioni di euro di utili in dieci anni.Un’attività che ha contribuito a rendere i conti dell’AIC particolarmente solidi. Ma negli ultimi anni qualcosa è cambiato: la Lega Serie A ha infatti ridotto la quota dei ricavi destinata all’AIC, passando dal 50% al 25%. La decisione che ha aperto anche un confronto tra le due parti.Come racconta La Gazzetta dello Sport, la questione era già emersa diversi anni fa. Nel 2012 le società di Serie A erano entrate nel business delle figurine, fino ad allora gestito esclusivamente dall’AIC. Da quel momento i ricavi erano stati divisi a metà tra le due parti, con incassi arrivati fino a 12,5 milioni di euro a stagione.La svolta è arrivata nel 2024. I club hanno iniziato a raccogliere direttamente le firme dei calciatori, e oggi coprono circa l’80% del totale dei giocatori del campionato. Nello stesso periodo la Lega ha firmato un nuovo accordo con Panini, che comprende anche la sponsorizzazione del premio Man of the Match.In un primo momento l’AIC non era stata coinvolta, tanto che il suo marchio non compariva nell’album della stagione 2024-25. Dopo mesi di tensioni e anche alcune discussioni in tribunale, le parti hanno trovato un accordo, fino al 2030. Tale accordo prevede che all’associazione spetterà il 25% dei ricavi delle figurine. Da quel momento i rapporti tra Lega e AIC sono migliorati tanto che in occasione della presentazione della nuova collezione Panini, il presidente Umberto Calcagno era presente insieme al numero uno della Lega Serie A Ezio Simonelli.Oltre 31 milioni di utili in dieci anniPer capire quanto questo business pesi sui conti dell’associazione bisogna guardare ad AIC Service, ovvero la società interamente controllata dall’AIC e nata nel 1998. Il sindacato si occupa delle attività istituzionali, mentre la parte commerciale è gestita da AIC Service.I numeri sono cresciuti molto negli anni. I ricavi di AIC Service sono passati dai 5,4 milioni di euro del 2010 agli 11,4 milioni del 2022. In quel periodo la società poteva ancora contare sul 50% dei ricavi delle figurine, che da soli valevano 6,25 milioni di euro. Non ci sono però solo gli album Panini. Una parte delle entrate arriva anche dalla cessione a FifPro, il sindacato mondiale dei calciatori, dei diritti d’immagine per i videogiochi. Nel 2025, il 28% dei ricavi proveniva dall’estero.L’ultimo bilancio presenta però una particolarità: i 10,7 milioni di euro di ricavi, comprendono di fatto i guadagni di due stagioni, dopo la chiusura della disputa con la Lega. Con costi pari a 5,1 milioni, l’utile si è attestato intorno ai 4 milioni di euro.Per quanto riguarda gli utili, AIC Service ha trasferito all’associazione il 70% degli utili sotto forma di dividendi, contribuendo a coprire le spese amministrative. Al 31 dicembre 2025, il patrimonio netto della società era pari a 17,5 milioni di euro. Non risultavano debiti bancari e la liquidità disponibile ammontava a 5,7 milioni. A questi si aggiungono 8,6 milioni investiti in titoli di Stato e obbligazioni e 3,1 milioni di immobilizzazioni materiali. Tra i beni dell’associazione ci sono il quartier generale di Vicenza, un immobile della storica sede e l’ufficio di via Monteverdi a Roma.Anche le spese della società sono aumentate negli anni. Nel 2011 i costi per i servizi erano pari a 2,4 milioni di euro e quelli per il personale a 840mila euro. Nel 2025 hanno raggiunto rispettivamente 3,2 milioni e 1,1 milioni. Sono cresciuti anche i compensi degli amministratori di AIC Service, passati da 420mila a 684mila euro.Nel bilancio dell’AIC figurano poi 801mila euro di consulenze legali nel 2025, rispetto ai 657mila dell’anno precedente. Tolta l’IVA, che l’associazione non può detrarre per via della sua attività istituzionale, la spesa è di circa 650mila euro e riguarda 21 professionisti.La risposta del Presidente CalcagnoLa riduzione delle entrate dalle figurine è quindi un tema importante per il futuro dell’associazione. La quota destinata all’AIC è passata da 6,25 a 2,75 milioni di euro, ma il presidente Umberto Calcagno non vede rischi per i servizi offerti ai calciatori.«A tutti i calciatori, quando si iscrivono, ricordiamo che cedono il diritto collettivo per sostenere l’associazione, i servizi di consulenza, l’assistenza legale gratuita, i corsi di formazione. E tutto il gruppo dirigenziale, me compreso, ha gli stessi compensi lordi del 2011».Sul calo dei ricavi legati alle figurine, Calcagno ha aggiunto: «In questi anni siamo riusciti a mantenere una situazione equilibrata dal punto di vista finanziario, per cui il calo non inciderà sui servizi. E comunque stiamo già cercando nuove fonti di ricavo». Ora la sfida sarà quindi trovare nuove entrate per compensare la riduzione della quota riconosciuta dalla Lega Serie A.Developed by 3x1010