Ven, 6 Nov 2026In una nota viene poi precisato: «Non vengono trattenute le somme degli iscritti».DiLuca CosentiniCondividi l'articolo(Foto: Nicolò Campo/Insidefoto)Dopo i dubbi e le accuse di una gestione tutt’altro che trasparente, sono arrivate anche le risposte da parte dello stesso Fondo Fine Carriera Calciatori e Allenatori attraverso una nota pubblicata nel corso del pomeriggio odierno.«Il Fondo Fine Carriera Calciatori e Allenatori – si legge – respinge con fermezza le accuse apparse sulla stampa nelle ultime ore, che considera del tutto strumentali e di natura politica. Non può sfuggire che arrivino a poche settimane dalle elezioni federali del 14 dicembre e all’indomani della candidatura del senatore Adriano Galliani da parte delle componenti tecniche (Assoallenatori e Assocalciatori, ndr)».«Il Fondo non trattiene le somme degli iscritti – prosegue la nota –. Gli oltre 185 milioni di euro di contributi da erogare al 30 giugno 2025 corrispondono alle posizioni maturate da tutti gli iscritti, compresi calciatori e allenatori ancora in attività. A differenza di altri istituti simili, il Fondo non ha esercitato fino ad oggi alcuna prescrizione e ogni posizione è rimasta liquidabile per intero anche a distanza di decenni. La solidità patrimoniale non è in discussione: a fronte di debiti verso gli iscritti per oltre 191 milioni di euro, l’attivo supera i 197 milioni. Dalla costituzione sono state liquidate oltre 29.300 posizioni e nella stagione 2025/26 sono stati erogati circa 20,5 milioni di euro a 717 iscritti».E in merito alle some che non sarebbero state versate agli iscritti, il Fono precisa: «Le somme che sarebbero state “scovate” – circa 1,2 milioni di euro riferiti a oltre 90 iscritti – non sono state liquidate perché gli iscritti interessati non hanno ancora presentato la domanda. Se l’avessero fatto, le avrebbero già ricevute entro il termine di due mesi previsto dallo Statuto. Per questo appare strumentale che chi li assiste, invece di supportare i clienti nell’avviare la procedura, preferisca sostenere che il Fondo non paga quando ci sono ex calciatori che potrebbero ritirare quanto spetta loro da mesi. Delle 627 posizioni contestate, solo 9 riguardano iscritti che non avevano mai chiesto prima una liquidazione. Si tratta in larga parte di richieste seriali, inoltrate strumentalmente dallo stesso studio legale, che vertevano soprattutto su richieste di estratti conto e versamenti, dati che ogni iscritto può controllare autonomamente sul portale del Fondo. È a queste richieste di informazioni, e non alle liquidazioni, che si riferiscono anche tutti i tempi di attesa contestati. Il Fondo risponde fornendo immediatamente all’iscritto le credenziali per accedere alla propria posizione, con procedure di autenticazione pensate per proteggere i dati personali e previdenziali degli iscritti, e non ha mai negato un’informativa a chi ne aveva diritto».«Si ricorda – conclude la nota del Fondo – che la liquidazione avviene su domanda dell’iscritto, presentata direttamente al Fondo, perché non è possibile sapere se e quando una carriera si sia conclusa in via definitiva. Il tesseramento federale, che il Fondo consulta per le proprie verifiche, non basta a stabilirlo: molti calciatori proseguono come allenatori o riprendono a versare dopo una pausa. Per questo, ai fini dell’articolo 22 dello Statuto, la “cessazione definitiva” coincide con l’assenza di un contratto professionistico al momento della domanda. Chi la presenta viene liquidato entro due mesi e, se in seguito firma un nuovo contratto, riparte da zero. Le liquidazioni multiple sono quindi fisiologiche. Ogni anno, inoltre, AIC e AIAC ricordano a calciatori e allenatori, durante i ritiri, l’esistenza del Fondo, e sui portali delle due associazioni sono illustrate le procedure da seguire».Developed by 3x1010