La Russia non intende entrare in guerra con altri Paesi e non persegue obiettivi espansionistici. Lo ha affermato l’ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov, intervenendo alla XVIII Conferenza del Consiglio di Coordinamento delle Associazioni dei Connazionali Russi in Italia, svoltasi il 7 e l’8 novembre presso la Casa Russa di Roma. L’incontro ha riunito rappresentanti delle organizzazioni della comunità russa provenienti da diverse città italiane, offrendo un’occasione di confronto sulle attività associative, sulla tutela dell’identità culturale e sui rapporti con le istituzioni della Federazione Russa.Nel suo intervento, Paramonov ha descritto l’attuale situazione internazionale come una fase di trasformazioni profonde, caratterizzata dall’emergere di nuovi centri di potere e dal progressivo superamento di un ordine mondiale dominato dall’Occidente. Secondo il diplomatico, numerosi Paesi e regioni stanno acquisendo un ruolo crescente nella definizione degli equilibri globali, rivendicando un sistema internazionale nel quale le potenze occidentali non possano più imporre unilateralmente le proprie condizioni.L’ambasciatore ha quindi denunciato le pressioni esercitate sulla Russia attraverso le sanzioni economiche e quella che ha definito una retorica antirussa particolarmente aggressiva. Paramonov ha contestato le dichiarazioni occidentali sulla necessità di infliggere a Mosca una «sconfitta strategica», ribadendo la posizione ufficiale del Cremlino secondo cui la Federazione Russa non avrebbe intenzioni aggressive nei confronti di altri Stati. Un’affermazione che si inserisce nel confronto politico e diplomatico con l’Occidente, mentre rimane aperto il conflitto in Ucraina.Particolare attenzione è stata dedicata all’unità nazionale e al ruolo delle comunità russe all’estero. Richiamando l’Anno dell’Unità dei Popoli della Russia, Paramonov ha sottolineato l’importanza della coesione tra le diverse componenti etniche e culturali della Federazione, considerandola un elemento fondamentale per la sovranità e la stabilità del Paese.Il diplomatico ha inoltre evidenziato il ruolo della Chiesa Ortodossa Russa nella vita dei connazionali residenti in Italia, ricordando la presenza di oltre cento parrocchie sul territorio nazionale. Secondo Paramonov, la Chiesa continua a rappresentare un punto di riferimento religioso, culturale e sociale per le comunità russe all’estero. L’ambasciatore ha anche criticato le restrizioni imposte alle organizzazioni religiose ortodosse in alcuni Paesi, attribuendole a motivazioni politiche.Ai partecipanti è giunto anche un messaggio di Ghennady Ovechko, segretario esecutivo della Commissione governativa per gli affari dei connazionali residenti all’estero e direttore del Dipartimento per i rapporti con i connazionali del ministero degli Esteri russo. Ovechko ha richiamato l’importanza della memoria storica della Seconda guerra mondiale, sottolineando il ruolo dell’Unione Sovietica nella sconfitta del nazismo e ringraziando le associazioni italiane per le iniziative dedicate alla commemorazione della vittoria del 1945.Il funzionario ha inoltre espresso apprezzamento per la partecipazione dei rappresentanti della comunità russa in Italia ai principali forum internazionali della diaspora e alle attività del Consiglio regionale di coordinamento dei connazionali russi.La conferenza ha riservato uno spazio anche alle questioni consolari. I delegati hanno potuto rivolgere domande ai consoli generali della Federazione Russa a Genova, Kirill Ignatov, a Milano, Danis Bashirov, e a Palermo, Andrey Biryukov, oltre che al responsabile dell’Ufficio consolare dell’Ambasciata russa a Roma, Kirill Terentev.L’incontro ha così confermato l’importanza attribuita da Mosca alle proprie comunità all’estero, considerate un elemento di continuità culturale e un canale di collegamento con la Federazione Russa in una fase di rapporti particolarmente difficili con i Paesi europei.