Gadi Eisenkot, ex generale, principale rivale del premier uscente Benjamin Netanyahu e da oggi incaricato di formare il nuovo governo, è nato a Tiberiade il 19 maggio 1960. Cresciuto a Eilat, è il secondo di quattro figli di una famiglia di immigrati ebrei marocchini. Ha passato gran parte della sua vita all’interno delle forze armate, ricoprendo nel corso degli anni ruoli di comando nella brigata Golani, nella divisione corazzata Bashan e nella divisione Giudea e Samaria, fino ad arrivare ai vertici dell’Idf, dove nel 2012 è stato nominato vice capo di Stato maggiore, per poi diventare il 21esimo capo di Stato maggiore nel febbraio 2015. A ottobre 2008 Eisenkot, nell’ambito del conflitto con il Libano, ha inventato la ‘dottrina Dahiya’, che prende il nome dal quartiere Dahieh, roccaforte di Hezbollah a Beirut, in base alla quale nelle guerre definite asimmetriche è possibile anche agire in maniera “sproporzionata” e distruggere infrastrutture civili per negare il loro uso ai combattenti. Nel corso della sua carriera ha anche elaborato il piano ‘Gideon’ per migliorare le capacità delle forze di difesa israeliane a terra, in aria e in mare, nonché nei settori dell’intelligence e della sicurezza informatica. Una volta terminato il suo incarico come capo di Stato maggiore nel 2019, Eisenkot ha scelto la strada della politica ed è stato eletto alla Knesset nel 2022 tra le fila del Partito di unità nazionale di Benny Gantz. Il 12 ottobre 2023 è entrato a far parte del governo di emergenza guidato da Netanyahu dopo l’attacco del 7 ottobre, come ministro senza portafoglio e membro del Gabinetto di guerra. Con il passare dei mesi dell’operazione a Gaza, l’ex generale ha via via espresso posizioni diametralmente opposte rispetto a quelle del primo ministro in merito alla strategia necessaria per riportare a casa vivi gli ostaggi nelle mani di Hamas, sostenendo la necessità di un accordo per via diplomatica che consentisse la loro liberazione. Nel giugno 2024 Eisenkot si è dimesso dal governo insieme al suo schieramento politico, in aperto contrasto con la gestione della guerra da parte di Netanyahu. Nel giugno 2025 ha poi lasciato anche il partito di Gantz, di cui ha criticato le dinamiche interne, e si è dimesso dal suo seggio alla Knesset. Nel settembre 2025 Eisenkot ha fondato il partito ‘Yashar’ (letteralmente ‘retto’, ‘onesto’, ‘giusto’) che – secondo quanto si legge sul sito della formazione politica di stampo centrista – si pone come compito quello di essere una “valida alternativa” al governo e riportare Israele “sulla sua strada”, garantendone l’esistenza come “Stato ebraico, democratico, sicuro e potente, nello spirito della Dichiarazione d’indipendenza”. Eisenkot ha pagato un caro prezzo nel corso della guerra a Gaza. Il figlio 25enne Gal è morto in battaglia a Jabalia il 7 dicembre 2023, durante un’operazione di recupero dei corpi degli ostaggi. Mentre due nipoti, di 19 e 22 anni, sono morti nel corso dei combattimenti nella Striscia. Questo articolo Gadi Eisenkot, chi è l’ex generale che può archiviare l’era Netanyahu proviene da LaPresse