La totalità degli impianti dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto dell’Ex Ilva è stata spenta. Lo comunicano fonti sindacali, spiegando che la comunicazione da parte di Maurizio Saitta, Direttore Generale di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, è arrivata nel corso dell’incontro al ministero del Lavoro che verte sulla richiesta di Cigs per 8.622 lavoratori.Fim Cisl: “Serve chiarezza su tempi cig e politiche attive reali”“Si è tenuto oggi al Ministero del Lavoro il tavolo dai duplici risvolti, sia tecnici sia politici, per l’esame congiunto sulle nuove procedure relative alla cassa integrazione. Il confronto impone a tutte le parti una condivisione di responsabilità per gestire uno scenario difficile, con l’obiettivo prioritario di individuare soluzioni concrete e tutele aggiuntive per i lavoratori di tutti i siti del gruppo”, si legge in una dichiarazione del Segretario Nazionale della Fim-Cisl Valerio D’Alò. “In merito alle procedure degli ammortizzatori sociali, la FIM CISL evidenzia la necessità di chiarire immediatamente il disallineamento temporale tra la richiesta di cassa integrazione fino a febbraio e le garanzie sul finanziamento degli strumenti di sostegno al reddito attive fino a giugno. Occorre snellire le tempistiche operative per evitare blocchi alle aziende ed eliminare ogni incertezza sui pagamenti diretti da parte dell’Inps. A tutela dei lavoratori, proponiamo l’istituzione di un confronto a cadenza mensile tra azienda e RSU, programmato due giorni prima della chiusura dei flussi, per verificare il regolare adempimento degli obblighi aziendali”, spiega D’Alò, aggiungendo che invece “sul fronte del reinserimento e della formazione, si richiede di valutare l’estensione dei Lavori di Pubblica Utilità a tutti i lavoratori di ADI e dei diversi siti coinvolti”. Per quanto riguarda le politiche attive, “sollecitiamo le Regioni interessate ad azzerare il vincolo dei sei mesi di attesa per accedere ai corsi di formazione. L’obiettivo è avviare subito la riqualificazione professionale, costruendo cataloghi formativi coordinati tra azienda e istituzioni che offrano competenze reali e spendibili, evitando percorsi poco utili rispetto al profilo professionale dei lavoratori”. “Resta inoltre prioritario fare piena luce sullo stato delle attività produttive sito per sito, sulle prospettive legate all’esito della gara e sui dettagli relativi all’applicazione del decreto e alla conversione in legge del limite del 50% nonché sugli strumenti a beneficio dei lavoratori al riguardo dei lavori usuranti da ciclo integrale. A questo proposito, riteniamo fondamentale conoscere lo stato di avanzamento del lavoro sugli altri strumenti a supporto della vertenza, quali l’esodo incentivato e il riconoscimento dei lavori usuranti, pur nella consapevolezza che questi temi saranno oggetto di specifici confronti”, prosegue il sindacalista. Per la Fim Cisl “è indispensabile mantenere un canale di relazioni industriali solido e costante per accompagnare la platea dei lavoratori, in particolare quanti affrontano per la prima volta la cassa integrazione, garantendo risposte chiare, orientamento dettagliato e prospettive concrete per il futuro occupazionale. Il tavolo è aggiornato al prossimo 10 novembre perché possa essere presente anche l’Inps con cui affrontare gli aspetti tecnici”.Gambardella (Uilm): “Oggi no condizioni per discussione compiuta su cigs”“Come prevedevamo, purtroppo le condizioni per fare una discussione compiuta non c’erano. Questo è stato confermato dalle interlocuzioni avute dai tecnici del Ministero. Fin dall’inizio abbiamo espresso la necessità di una legge speciale, anche per gestire questa fase della prosecuzione della cassa integrazione. Abbiamo espresso tante criticità, perché preso atto la volontà da parte dell’Amministrazione Straordinaria di non voler continuare ad anticipare la cig, è chiaro che il pagamento diretto dell’Inps crea enormi difficoltà per i lavoratori, perché noi non abbiamo garanzie che ci possa essere la continuità nell’erogazione degli ammortizzatori sociali”, afferma Guglielmo Gambardella, Segretario nazionale Uilm. “Mentre con l’ADI questa regolarità c’è stata, il passaggio di transizione non viene garantito. Abbiamo esposto una serie di questioni, dalla tredicesima fino al riconoscimento di istituti contrattuali, e il Ministero ha preso atto che oggi non c’erano le condizioni almeno per delineare un quadro chiaro sui lavoratori che si troveranno dalla mattina alla sera prima con la busta paga di AdI e poi con quella dell’Inps”, ha aggiunto. “Abbiamo dunque colto favorevolmente questo rinvio da parte del Ministero per avere un aggiornamento, anche perché l’interlocutore per l’erogazione dell’ammortizzatore sociale è l’Inps, non il Ministero, e senza definire un quadro chiaro il rischio è di acuire danni già enormi. Correremmo il rischio di trovarci di fronte lavoratori disperati e disorientati. Speriamo che l’incontro del 10 dia una risposta esaustiva”. Questo articolo Ex Ilva, a Taranto spenti tutti gli impianti dell’area a caldo proviene da LaPresse