Medicina estetica, boom di "ritocchini" fra gli uomini

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AGI - Il segmento maschile della medicina estetica è definitivamente entrato nella maggiore età, è aumentato molto e le proiezioni lo danno in ulteriore crescita. Secondo il report 2025 dell’American Academy of Facial Plastic and Reconstructive Surgery, il 92% dei chirurghi plastici dichiara di avere pazienti uomini, che oggi rappresentano circa il 16% del totale dei loro pazienti.Medicina estetica, dunque, ampiamente sdoganata nel segmento “azzurro”. Ma, al contrario di quanto si potrebbe pensare, servono trattamenti dedicati e mano leggera. Le terapie a “taglia unica”, valide sia per l’universo maschile che per quello femminile, sono decisamente un “no-no”. La medicina di genere insomma ha un suo chiaro ruolo anche nelle terapie estetiche.Il ruolo della medicina di genereNe hanno discusso gli specialisti del 47esimo congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Estetica (SIME), che si apre domani a Roma. “È intuitivo che gli uomini non possano essere trattati alla stessa stregua delle donne”, afferma Emanuele Bartoletti, presidente SIME.Il botulino e il fenomeno BrotoxLa tossina botulinica è il trattamento più eseguito, rappresentando quasi la metà degli interventi estetici maschili, seguita dai filler dermici, scelti da oltre un terzo dei pazienti. In questo caso si parla di Brotox, termine nato dalla fusione di bro e botox.Protocolli personalizzati per l’uomoNell’uomo il protocollo viene personalizzato per evitare l’effetto “bloccato”, puntando su rughe della fronte e della glabella (le cosiddette rughe del pensatore) con dosaggi più contenuti per preservare un’espressività autentica. L’era dei visi “immobili” è finita per tutti, ma soprattutto per l’uomo servono dosaggi delicati e tecniche mirate per mantenere la mimica facciale, evitando l’effetto maschera.Espressività e anatomia maschile“L’uomo è più espressivo della donna – spiega Bartoletti – e deve mantenere questa maggior espressività, senza arrivare a quegli aspetti ‘freezati’ che peraltro sono molto antiestetici anche nelle donne. Non bisogna esagerare neppure con il sollevamento del sopracciglio; i maschi hanno in genere sopracciglia piatte o poco arcuate, non ha dunque senso far salire troppo la coda del sopracciglio.L’uomo presenta inoltre spesso una stempiatura, per cui non dobbiamo dimenticare la parte alta del muscolo frontale (la parte che nelle donne non si vede di solito, perché è coperta dai capelli). Il muscolo frontale, infatti, è a forma di doppia V; le due strisce laterali nell’uomo vanno trattate fino alla parte alta; se ci limitiamo a trattare solo la parte bassa della fronte, nel momento in cui la andrà a sollevare, si contrarranno solo questi due triangoli laterali, provocando la formazione nella parte alta di una specie di due piccoli rigonfiamenti decisamente non belli.Senza contare che questo inestetismo diventa un segno molto riconoscibile di trattamento, tra l’altro fatto male. Un fatto che va contro la tendenza attuale, da noi sostenuta da sempre, che il trattamento non deve essere riconosciuto, non si deve vedere, non deve essere visibile. I risultati ci devono essere, ma il ‘trucco’ non si deve vedere. Bisogna evitare di lasciare sul viso dei pazienti segni e indizi che possano ricondurre a una terapia di medicina estetica”.Derma maschile e risposta ai trattamentiLe differenze di genere continuano a livello del derma, nell’uomo decisamente più spesso a livello del volto (perché ha i follicoli piliferi). “Questo fa sì che l’uomo risponda meglio ad alcune terapie”, spiega Bartoletti.Tecnologie e bio-ristrutturanti“Tutto quello che comporta la stimolazione dei fibroblasti e la produzione di collagene ha più successo. E dunque radiofrequenze, laser, infiltrazioni con bio-ristrutturanti quali acido polilattico o idrossiapatite di calcio nell’uomo danno risultati migliori, o quanto meno con necessità di minor numero di sedute”, aggiunge.