Dire * – È stato un gioco di equilibri quello della tre giorni tra Xi Jinping e Donald Trump. Il presidente americano ripartito dalla Cina, porta con sè una collaborazione sicuramente rafforzata con il paese e “accordi commerciali fantastici” (anche se ancora poco tangibili) ma i nodi su Taiwan e Iran non si sono allentati.Il presidente cinese, come riporta una nota del ministero degli Esteri, ha affermato che le porte del suo paese sono aperte: “Entrambi crediamo che il rapporto Cina-USA sia la relazione bilaterale più importante al mondo. I nostri due paesi dovrebbero essere partner piuttosto che rivali. Il presidente Trump e io abbiamo anche concordato di costruire una relazione costruttiva di stabilità strategica tra Cina e Stati Uniti per promuovere lo sviluppo costante, solido e sostenibile delle relazioni tra Cina e Stati Uniti e portare più pace, prosperità e progresso nel mondo”. Xi Jinping ha anche posto l’attenzione sul peso della loro relazione nel mondo: “Le relazioni tra Cina e Stati Uniti riguardano il benessere di oltre 1,7 miliardi di persone di entrambi i paesi e influenzano gli interessi degli oltre otto miliardi di persone del mondo”.Soddisfatto della due giorni anche il presidente Trump che ha definito quelle avvenute in Cina “conversazioni positive e costruttive” e invitato il suo omologo a settembre negli Stati Uniti. Durante un’intervista a Fox News, il tycoon ha spiegato inoltre che la Cina continuerà ad acquistare petrolio da Teheran ma non fornirà equipaggiamenti militari all’Iran. Sul tema, il presidente americano ha spiegato che i due Paesi hanno una visione molto simile: “Non vogliamo che abbiano un’arma nucleare. Vogliamo che lo stretto sia aperto” ha detto Trump. Linea condivisa sì da Xi Jinping, ma solo se con Teheran verrà firmato un accordo di cessate-il-fuoco stabile e duraturo.* Fonte: agenzia Dire.