Qui al bar sospettavamo che certe cose, tipo rimandare a casa gli stranieri – beninteso, quelli irregolari, segnatamente quelli che delinquono – fosse difficile farle soltanto in Italia. Ne abbiamo avuto la prova definitiva adesso, scoprendo che alla Commissione europea si stanno preparando a incontrare, il mese prossimo, il portavoce del ministero degli Esteri dei talebani. Sì, i feroci islamisti afgani hanno pure i portavoce. Vivono come nel 700 dopo Cristo, ma su certe cose si sono modernizzati.Il signor Abdul Qahar Balkhi prenderà un aereo e atterrerà a Bruxelles per parlare con i rappresentanti dell’esecutivo. E non lo farà di sua iniziativa; è stato invitato. Oggetto della discussione, ovviamente, sarà il rimpatrio dei suoi connazionali non graditi, poiché si sono resi responsabili di reati. A noi sembra un principio giusto: vieni qui, non ti integri, campi da fuorilegge, ti cacciamo. Bisognerà soltanto capire se esiste una Magistratura Democratica dell’Ue, che vada a spiegare a Ursula von der Leyen che l’Afghanistan non è un Paese sicuro. In Germania, tutti questi scrupoli non se li sono fatti: i rappresentanti del regime sono già d’accordo con il governo di Friedrich Merz e, se dobbiamo dirla tutta, l’idea di rispedire da loro gli afgani criminali era balenata quando alla cancelleria c’era ancora il socialdemocratico Olaf Scholz. Certo, Berlino si è trincerata dietro le garanzie richieste ai fondamentalisti: niente pena di morte, niente trattamenti brutali. Restiamo umani. Altrettanto mostrerà di pretendere l’Europa. E poi chi controllerà? Potremmo nominare osservatori speciali i magistrati italiani: hanno una spiccata sensibilità, è comprovato. E se guardano lì anziché qui da noi, può darsi che un po’ di rimpatri cominciamo a farli anche noi.Il Barista, 15 maggio 2026L'articolo L’Europa remigra gli immigrati (e li rimanda dai talebani) proviene da Nicolaporro.it.