È stata presentata a Roma, presso la Biblioteca Centrale dell’Esercito, la nuova piattaforma digitale della Difesa rivolta ad aziende, Pmi, start-up e portatori di interesse interessati a collaborare con il dicastero. All’evento era presente il ministro Guido Crosetto, insieme ai vertici militari e istituzionali. Lo strumento punta a rendere più trasparente e tracciabile il rapporto tra amministrazione e sistema produttivo.La piattaforma voluta dal ministroCrosetto ha rivendicato la scelta di realizzare la piattaforma, spiegando che il percorso è durato oltre due anni. Lo strumento, ha chiarito, non nasce come un sistema di controllo fine a sé stesso, ma anche come tutela per chi lavora nella Difesa e dialoga con soggetti esterni. “Questa app serve a dare la libertà a chi lavora per la Difesa, nel solo interesse della Difesa, di lavorare con più tranquillità”.Il ministro ha collegato la piattaforma anche alla necessità di aprire l’amministrazione all’innovazione. I grandi gruppi hanno da sempre canali consolidati con il dicastero, mentre le realtà più piccole e innovative incontrano maggiori difficoltà.Innovazione oltre i grandi gruppiPer Crosetto, la velocità del cambiamento tecnologico impone di ampliare gli interlocutori della Difesa. Anche il caso ucraino, ha spiegato, mostra come spesso siano i soggetti più piccoli e rapidi a sviluppare soluzioni efficaci in tempi brevi.In questo quadro, la piattaforma serve a mettere in competizione grandi gruppi e realtà emergenti. “Noi dobbiamo mettere in competizione i nostri grandi con questi piccoli”, ha affermato Crosetto, collegando la concorrenza alla possibilità di aumentare tecnologia e velocità e di contenere i costi.Un quadro di trasparenzaMichele Corradino, presidente di sezione del Consiglio di Stato e consigliere giuridico del ministro, ha spiegato che il decreto punta ad assicurare in modo “imparziale e tracciabile” i rapporti tra personale della Difesa e portatori di interesse, nel rispetto dei principi di legalità e parità di trattamento.Corradino ha inserito l’iniziativa nel cambiamento del rapporto tra amministrazione e impresa. Gli appalti, ha ricordato, sono anche strumenti di politica industriale e innovazione. Per questo diventa necessario regolare il dialogo con il mondo produttivo e rendere ricostruibili le interlocuzioni che precedono le decisioni.Come funziona il sistemaIl generale Luca De Marchis, vice capo di gabinetto del ministro, ha illustrato il funzionamento del sistema. I portatori di interesse potranno accreditarsi tramite Spid o carta d’identità elettronica, indicando azienda, referenti autorizzati e requisiti richiesti. Il personale della Difesa userà invece un’app per registrare incontri, partecipanti, oggetto e modalità del contatto.Successivamente, ha sottolineato che il sistema riconosce soltanto soggetti già accreditati e consente di mantenere uno storico delle interlocuzioni. “Da oggi tutti, in condizioni di imparzialità, possono avere rapporti con la Difesa”.La piattaforma nasce così come infrastruttura di trasparenza e apertura, pensata per rendere più accessibile e verificabile il dialogo tra Difesa, imprese e innovazione.