“Mia madre mi disse che stavo per incontrare Gesù”: la storia di Shaina Montiel, sopravvissuta all’hantavirus quando aveva 5 anni

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“I miei sintomi erano così gravi che mia madre mi disse che avrei potuto incontrare Gesù da un momento all’altro”. Inizia così il racconto di Shaina Montiel, sopravvissuta a un’infezione da hantavirus che l’aveva portata a un passo dalla morte. Ne ha parlato in un’intervista all’ABC News, nel pieno dell’allarme internazionale scatenato dal recente focolaio esploso a bordo della nave da crociera MV Hondius.Il contagio nel 1993: l’edera e i roditoriOggi trentottenne, Montiel aveva appena 5 anni quando contrasse il virus, diventando all’epoca la paziente più giovane mai registrata per questa patologia. Ripercorrendo le probabili cause del contagio, la donna ha spiegato di essere entrata presumibilmente in contatto con escrementi di roditori infetti mentre giocava nel cortile della sua abitazione a Whittier, in California, un’area all’epoca caratterizzata da “tonnellate di edera incolta”. La malattia rimase inizialmente senza un nome. Montiel trascorse alcuni giorni in ospedale in condizioni critiche, finché un medico non ebbe un’intuizione decisiva, collegando il suo quadro clinico all’epidemia di hantavirus in corso in quel periodo nel sud-ovest degli Stati Uniti. Un focolaio devastante che, secondo i dati dei Centers for Disease Control (CDC) statunitensi, contagiò almeno 53 persone, uccidendone 32 a causa della sindrome polmonare da hantavirus, descritta come una “grave malattia respiratoria”.Le paure dei medici e l’appelloLa corretta e tempestiva diagnosi permise ai medici di intervenire e salvare la bambina. Le prospettive cliniche a lungo termine destavano però profonda preoccupazione nello staff medico: “Pensavano che in seguito avrei avuto molti gravi effetti collaterali“, ha ricordato Montiel. “Dal punto di vista cognitivo e fisico temevano che avrei potuto avere problemi in futuro, ma per fortuna non è stato così“. Oggi, osservando le notizie dell’epidemia che ha causato tre morti e molteplici ospedalizzazioni a livello internazionale tra i passeggeri della MV Hondius, l’ex paziente ha voluto diffondere un consiglio pratico: “Assicuratevi solo di non stare vicino a topi o ai loro escrementi, lavatevi le mani e indossate una mascherina”.La variante sudamericana: l’anomalia del ceppo AndesLe autorità sanitarie e People sottolineano, tuttavia, una fondamentale differenza epidemiologica tra l’infezione sopravvissuta da Montiel e l’emergenza odierna. Il virus del 1993 apparteneva a un ceppo diverso da quello denominato “Andes“, attualmente identificato tra i crocieristi della MV Hondius. Il ceppo Andes, originario del Sud America (in particolare di Argentina e Cile), presenta un’anomalia pericolosa: secondo i CDC è l’unico ceppo noto di hantavirus in grado di trasmettersi da persona a persona, diversamente dalle varianti nordamericane che si contraggono solo per via ambientale dai roditori. Nonostante la diversa modalità di trasmissione, la sintomatologia resta identica e debilitante: affaticamento, febbre, dolori muscolari, mal di testa, vertigini e brividi, a cui si aggiungono gravi complicanze gastrointestinali come dolore addominale, nausea, vomito e diarrea.L'articolo “Mia madre mi disse che stavo per incontrare Gesù”: la storia di Shaina Montiel, sopravvissuta all’hantavirus quando aveva 5 anni proviene da Il Fatto Quotidiano.