Casa, la crisi dell’abitare al centro di Futuro Direzione Nord

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La crisi abitativa, il recupero dell’edilizia pubblica e il futuro dell’housing sociale sono stati al centro del panel “Casa, c’è ancora un mercato per i diritti?” nell’ambito della XXVIII edizione di Futuro Direzione Nord, la rassegna di convegni istituzionali promossa dalla Fondazione Stelline dal titolo “Prospettive in bilico”, svoltasi l’11 maggio nella sede di Assolombarda. Al dibattito hanno partecipato Lucia Albano, sottosegretario al Mef; Emmanuel Conte, assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa del Comune di Milano; Alan Rizzi, presidente di Aler Milano; Luigi Borrè, presidente di Near Spa Benefit; Filippo Catena, direttore Fondi Abitare e Rigenerazione CDP Real Asset; Vincenzo Barbieri, presidente LUM Libera Unione Mutualistica; Fabrizio Candoni, CEO di Wegreenit. Albano: “La casa è diventata una crisi sistemica”Ad aprire il dibattito è stata Lucia Albano, che ha descritto la situazione abitativa come una crisi ormai strutturale e non più emergenziale. “Quando una famiglia supera il 30% del reddito destinato alla casa, l’abitare non è più sostenibile”, ha osservato, ricordando che a Milano il costo dell’abitare arriva a incidere fino al 47% del reddito.Il sottosegretario ha illustrato i principali strumenti del Piano Casa nazionale: il recupero di circa 60mila alloggi ERP, il Fondo Housing Cohesion affidato a Invimit, il coinvolgimento dei privati nella costruzione di edilizia convenzionata, il rifinanziamento del fondo di garanzia prima casa e il rilancio del rent to buy per i giovani. “L’obiettivo è costruire un abitare più affordable e affrontabile”, ha spiegato.Conte (Comune di Milano): “Non solo case, ma un nuovo modo di abitare”Per Emmanuel Conte il tema non può essere affrontato soltanto dal punto di vista edilizio. “Preferisco parlare di abitare più che di casa”, ha detto l’assessore milanese, sottolineando come trasporti, servizi, verde e prossimità siano elementi essenziali quanto gli alloggi stessi.Conte ha rivendicato il ruolo centrale del pubblico nella governance del Piano Casa milanese: il Comune mette a disposizione aree bonificate e chiede in cambio agli operatori privati una quota consistente di alloggi in affitto calmierato. Il target individuato è quello dei lavoratori della fascia media – insegnanti, infermieri, dipendenti pubblici – che oggi non riescono più a sostenere il mercato libero ma non rientrano nell’edilizia pubblica.Rizzi (Aler Milano): “Piano Casa, pronti per un passaggio epocale”Alan Rizzi ha definito il nuovo Piano Casa “un passaggio epocale”, soprattutto perché introduce una prospettiva di lungo periodo sulla gestione del patrimonio abitativo pubblico. “Noi come Aler siamo pronti”, ha assicurato il presidente di Aler Milano.Rizzi ha però evidenziato anche un problema strutturale: oggi il patrimonio pubblico italiano rappresenta appena il 4% del totale, contro percentuali molto più alte in Paesi come Austria, Svezia e Regno Unito. Da qui la necessità, secondo il presidente di Aler, di superare la distinzione rigida tra edilizia popolare e sociale e costruire un sistema pubblico capace di rispondere anche alla cosiddetta fascia grigia.Catena (CDP Real Asset) : “La partnership pubblico-privato funziona”Filippo Catena ha portato l’esperienza di CDP Real Asset nel social housing, attiva da oltre quindici anni sul territorio nazionale. Il modello dei fondi, ha spiegato, ha permesso di generare un importante effetto moltiplicatore: “Con un miliardo e mezzo investito da CDP abbiamo attivato oltre 5 miliardi di investimenti”.Secondo Catena, la chiave è integrare capitale pubblico e privato in progetti di lungo periodo, capaci non solo di offrire abitazioni sostenibili ma anche di rigenerare interi quartieri. Un approccio che oggi si estende anche a studentati, senior housing e servizi abitativi dedicati alle nuove fragilità sociali.Borrè (Near Spa Benefit): “Una finanza civile per il Piano casa”Per Luigi Borrè il nodo centrale è la stabilità delle regole. “Quando si parla di rigenerazione urbana si ragiona su orizzonti di venti o trent’anni”, ha spiegato il presidente di Near Spa Benefit, sottolineando come continui cambi normativi rischino di bloccare investimenti e progetti.Borrè ha difeso il ruolo della finanza, definendola “irrinunciabile” per sostenere il Piano Casa, ma ha distinto tra una finanza speculativa e una “finanza civile”, orientata al lungo periodo e capace di produrre ritorni anche sociali. Il rischio da evitare, secondo lui, è creare nuovi quartieri isolati e privi di connessioni urbane e culturali.Candoni (Wegreenit): “La riqualificazione energetica è anche sicurezza sociale”Il tema energetico è stato affrontato da Fabrizio Candoni, CEO di Wegreenit, che ha ricordato come gran parte del patrimonio immobiliare italiano necessiti ancora di importanti interventi di efficientamento.Candoni ha spiegato che gli interventi di riqualificazione non producono soltanto risparmi economici, ma incidono direttamente sulla qualità della vita e sulla sicurezza urbana. “Un edificio rigenerato, illuminato, accessibile e ben mantenuto genera anche meno degrado e meno microcriminalità”, ha osservato. Per sostenere questo processo, però, servono tempi certi, garanzie pubbliche e una finanza “paziente”.Barbieri (LUM): “Casa e lavoro non possono più essere separati”Tra gli interventi più netti quello di Vincenzo Barbieri, che ha richiamato il legame sempre più evidente tra crisi abitativa e mercato del lavoro. “Con questi stipendi e questi costi abitativi le due cose non si parlano più”, ha detto il presidente di LUM.Barbieri ha insistito sulla necessità di una regia pubblica forte e di una strategia specifica per la fascia grigia, composta da lavoratori che non riescono ad accedere né all’edilizia popolare né al mercato privato. “Il problema della casa non può essere affrontato come un semplice problema di mercato”, ha ribadito.Una sfida che riguarda il futuro di MilanoDal panel è emersa una convinzione condivisa: Milano rischia di perdere attrattività se non riuscirà a garantire ai giovani lavoratori, agli studenti e alle famiglie la possibilità di vivere stabilmente in città. La sfida dell’abitare, hanno sottolineato più relatori, non riguarda soltanto gli alloggi ma il futuro stesso della città metropolitana, della sua crescita economica e della sua coesione sociale.L'articolo Casa, la crisi dell’abitare al centro di Futuro Direzione Nord proviene da Nicolaporro.it.