La partita della nuova legge elettorale si gioca su un equilibrio sottile: garantire la governabilità senza comprimere la rappresentanza. È attorno a questo crinale che maggioranza e opposizioni stanno consumando uno dei confronti più delicati della legislatura. Il governo punta a introdurre un premio di maggioranza per assicurare stabilità agli esecutivi, mentre le minoranze difendono l’attuale impianto del Rosatellum e contestano la filosofia del nuovo testo. In Commissione Affari costituzionali della Camera, intanto, proseguono le audizioni degli esperti indicati dai gruppi parlamentari. A fare il punto su Formiche.net è il presidente della Prima Commissione Nazario Pagano, che rivendica la disponibilità della maggioranza a modificare il provvedimento ma critica la chiusura preventiva delle opposizioni.Presidente Pagano, a che punto siete con l’esame della proposta di legge elettorale?Per adesso stiamo portando avanti le audizioni, che erano parecchie. Dovremmo concluderle la prossima settimana. Abbiamo ascoltato tanti esperti indicati dai gruppi parlamentari e tutti sono stati ascoltati con eguale attenzione.Qual è il nodo politico centrale che emerge dal confronto?Ci sono due scuole di pensiero che si contrappongono. Da una parte c’è chi non ama i premi di maggioranza e ha una visione più proporzionalista, che richiama quello che accadeva nella Prima Repubblica. Ma con quel metodo è molto difficile costruire una maggioranza sia alla Camera sia al Senato che possa consentire di governare tranquillamente. Dall’altra parte c’è una visione maggioritarista, secondo cui oltre ai voti reali si assegna una maggioranza attraverso un premio. È quello che accade nei Comuni e nelle Regioni, sistemi che hanno garantito stabilità politica e amministrativa. Prima, invece, le amministrazioni cambiavano continuamente.Quindi il vostro orientamento resta quello di rafforzare la governabilità?L’impianto della proposta è maggioritarista. L’obiettivo è avere una maggioranza chiara ed evitare il rischio di governi tecnici o di situazioni di instabilità. In questa legislatura, pur non avendo un sistema pienamente maggioritario, è accaduto che il centrosinistra si dividesse in più fazioni. Questo dimostra che il tema della stabilità resta centrale.Le opposizioni contestano soprattutto il premio di maggioranza.Sì, ma la nostra posizione è molto chiara: questa maggioranza non considera il testo blindato. È opportuno dare un premio a chi vince per garantire stabilità. Su quanto debba essere questo premio e sulle modalità di assegnazione siamo disponibili al dialogo. Le opposizioni, però, si sono messe sull’Aventino. Dicono che il premio è troppo alto e che va bene mantenere l’attuale sistema, il cosiddetto Rosatellum, con una parte uninominale e una proporzionale. La mia sensazione è che su questo argomento non intendano trattare con la maggioranza a prescindere dai contenuti.State pensando a modifiche del testo?Qualche correzione la faremo. Si sta discutendo, ad esempio, dell’ipotesi di un ballottaggio se nessuno supera il 40%. E poi c’è un problema di coordinamento tra le due Camere: nel testo non è indicato cosa accadrebbe se tra Camera e Senato si dovessero verificare due maggioranze differenti. In quel caso l’unica soluzione sarebbe non attribuire il premio. Insomma, alcune questioni restano aperte.Come funzionerebbe concretamente il premio di maggioranza previsto dalla proposta?Secondo questo testo il premio viene attribuito alla coalizione che supera il 40%. Se una coalizione prende il 45% e l’altra il 43%, quella che arriva prima ottiene un premio di 70 deputati e 35 senatori. È il modo per garantire una maggioranza chiara.Anche il tema delle liste bloccate potrebbe essere rivisto?Siamo aperti a collaborazioni e al confronto. C’è anche l’ipotesi di modificare il meccanismo di assegnazione del premio eliminando le liste bloccate. Il nostro orientamento è quello di avere un approccio aperto alle opposizioni. È giusto fare la legge elettorale assieme. La proposta è nostra perché siamo al governo, così come nella passata legislatura chi governava avanzò la propria proposta, che poi non andò in porto.Insomma, il dialogo resta possibile?Da parte nostra sì. Sul premio di maggioranza le opposizioni non si sono dichiarate disponibili al dialogo e questa chiusura non ha tanto senso. Noi chiuderemo le audizioni mercoledì e poi andremo avanti.