Cosmeticorexia: così i social stanno trasformando la skincare in un’ossessione

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La ricerca scientifica inizia a dare un nome preciso a un fenomeno sempre più diffuso tra adolescenti e preadolescenti: si chiama “cosmeticorexia”, o dermorexia, ed è una vera e propria ossessione per la pelle perfetta alimentata dai social media, dagli influencer e dall’industria della bellezza. A definire per la prima volta in modo strutturato questo fenomeno sono il professor Giovanni Damiani e il dottor Alberto Stefana in un editoriale scientifico pubblicato sulla rivista Dermatology and Therapy.La skincare non più come cura personale ma come dovere socialeSecondo gli autori, la cosmeticorexia rappresenta una “preoccupazione culturalmente rafforzata per il raggiungimento di una pelle perfetta”, che può spingere soprattutto i più giovani verso un uso eccessivo, compulsivo o inappropriato all’età di cosmetici, retinoidi, acidi esfolianti e procedure estetiche.Il fenomeno nasce all’interno di una trasformazione culturale profonda: la skincare non viene più percepita come semplice cura personale, ma come un dovere identitario e sociale. Su TikTok e Instagram milioni di contenuti mostrano routine in dieci o più passaggi, spesso promosse da influencer giovanissimi, normalizzando l’idea che anche una pelle sana debba essere continuamente “corretta”, trattata o perfezionata. Gli studiosi parlano apertamente di “medicalizzazione della bellezza”. Ingredienti una volta riservati alla dermatologia clinica sono entrati nella quotidianità dei ragazzi, spesso senza supervisione medica. Retinolo, acidi glicolici e salicilici vengono utilizzati sempre più precocemente, con rischi concreti per la barriera cutanea.I rischi dermatologici e psicologiciDal punto di vista dermatologico, i rischi comprendono dermatiti irritative e allergiche, fotosensibilità, alterazioni della barriera cutanea e peggioramento di patologie già esistenti come acne, dermatite atopica o psoriasi. Ma la preoccupazione maggiore riguarda forse il piano psicologico. Secondo Damiani e Stefana, la skincare compulsiva può rafforzare ansia, confronto sociale e insoddisfazione verso il proprio aspetto. In alcuni casi, i rituali cosmetici diventano strumenti per gestire emozioni e stress, creando un circolo vizioso di controllo continuo dell’immagine personale.Il fenomeno dei “Sephora Kids”: i bambini ossessionati dai prodotti anti-ageLo studio cita anche il fenomeno dei cosiddetti “Sephora Kids”: bambini e preadolescenti che acquistano prodotti anti-age e cosmetici destinati agli adulti, spesso spinti dai trend virali dei social network. Un comportamento che, secondo gli autori, rischia di alterare il rapporto naturale con la propria immagine fin dall’infanzia. Particolarmente significativo è il primo studio osservazionale citato dagli autori, condotto su pazienti dermatologici sottoposti a filler estetici. Tra questi è emersa una quota di soggetti con tratti definiti “cosmeticorettici”, accomunati da forte dipendenza dallo smartphone e dai social media, stati ansiosi e attacchi di panico. La cosmeticorexia non è ancora riconosciuta ufficialmente nei principali manuali diagnostici internazionali come DSM o ICD, ma secondo i ricercatori potrebbe rappresentare un disturbo clinicamente rilevante che necessita di criteri diagnostici standardizzati e di monitoraggio epidemiologico.L’ipotesi più preoccupante avanzata dal gruppo di ricerca guidato dal professor Damiani è che, nei casi più severi, questa ossessione possa evolvere verso forme di dismorfismo corporeo: una condizione psichiatrica caratterizzata da un’eccessiva preoccupazione per difetti fisici spesso minimi o immaginari. Gli autori sottolineano quindi la necessità di promuovere routine cosmetiche minimaliste e appropriate all’età, maggiore educazione digitale per famiglie e ragazzi e un ruolo più attivo dei dermatologi nella prevenzione di questi comportamenti.Il tema ha già attirato l’attenzione della stampa internazionale, dal “Financial Times” al “Guardian”, e ora anche la comunità scientifica inizia a considerarlo non più come una semplice moda passeggera, ma come un possibile nuovo problema psicodermatologico delle generazioni cresciute nell’era dei social.L'articolo Cosmeticorexia: così i social stanno trasformando la skincare in un’ossessione proviene da Nicolaporro.it.