L’ultimo scivolone Nato: cade il governo lettone ma i droni erano ucraini

Wait 5 sec.

La guerra in Ucraina ha fatto cadere un governo europeo senza passare dal fronte. La premier lettone Evika Siliņa ha annunciato le proprie dimissioni il 14 maggio 2026, provocando di fatto il crollo della coalizione tripartita di centro-destra in carica dal 2023. A innescare la crisi non è stato un tradizionale scontro di bilancio né una spaccatura ideologica tra partiti, ma un tema inedito nella storia politica europea: la violazione dello spazio aereo lettone da parte di droni ucraini diretti verso obiettivi in Russia, deviati secondo Kiev dalla guerra elettronica di Mosca.Tutto è cominciato quando la notte tra il 7 e l’8 maggio tre droni ucraini provenienti dallo spazio aereo russo hanno violato il confine lettone, scendendo nella regione orientale di Rēzekne. Uno di essi ha colpito un deposito di stoccaggio del petrolio, centrando dei serbatoi vuoti e provocando un principio d’incendio. Per fortuna nessuna vittima, ma l’impatto politico è stato immediato e dirompente.I sistemi di difesa aerea lettoni, pur avendo ricevuto avvisi notturni, non sono riusciti a intercettare i velivoli. Le autorità militari hanno confermato che erano stati attivati gruppi mobili anti-drone, ma l’intercettazione non si è concretizzata. La lentezza nella risposta e i ritardi nell’allerta alla popolazione locale hanno scatenato una valanga di critiche verso il governo.La versione ucraina è arrivata pochi giorni dopo: il ministro degli Esteri di Kiev, Andrii Sybiha, ha dichiarato che gli episodi in Lettonia sono stati il risultato della guerra elettronica russa, che avrebbe deliberatamente deviato i droni ucraini dai loro obiettivi in Russia, facendoli precipitare in territorio NATO. La Russia, d’altro canto, fa sapere che i droni militari ucraini vengono dispiegati fuori dal territorio ucraino, utilizzando le repubbliche baltiche come scorciatoia per gli obiettivi russi: un atto di cobelligeranza che si sarebbe rivoltato contro la Lettonia ma che viene fatto passare come un attacco diretto della Russia. Che invece potrebbe semplicemente aver deviato i droni senza però puntare a un obiettivo specifico ma solo come atto difensivo.Evika Silina, ex Primo Ministro della Lettonia.La Caduta a Catena: Prima il Ministro della Difesa, Poi la PremierLa premier Siliņa ha reagito all’incidente chiedendo le dimissioni del ministro della Difesa Andris Sprūds, esponente del Partito dei Progressisti, accusato di non aver garantito una risposta tempestiva e di aver esposto la Lettonia a una minaccia aerea inaccettabile. Sprūds si è dimesso domenica 11 maggio, sostenendo tuttavia di volersi sottrarre all’uso politico della vicenda per preservare la reputazione delle forze armate.Neanche a dirlo, la mossa si è rivelata un boomerang. Il Partito dei Progressisti, privato del proprio ministro, ha ritirato il sostegno alla coalizione, lasciando Siliņa senza maggioranza alla Saeima, il parlamento unicamerale lettone. Il mercoledì successivo il governo ha perso ufficialmente la fiducia parlamentare, e giovedì 14 maggio è arrivato l’annuncio delle dimissioni in una dichiarazione televisiva.“Mi dimetto, ma non mi arrendo”, ha dichiarato Siliņa davanti alle telecamere. E ancora: “L’invidia politica e gli interessi di parte ristretti hanno prevalso sulla responsabilità. I partiti e le maggioranze cambiano, ma la Lettonia resta. E la mia responsabilità verso la società viene prima di tutto.”La Lettonia non è un Paese qualsiasi sulla mappa europea. Membro NATO e UE, confina con Russia e Bielorussia e da anni vive la sicurezza nazionale come una questione quotidiana. Ogni incidente nello spazio aereo baltico viene letto dentro una cornice più larga: la vulnerabilità del fianco orientale dell’Alleanza, la guerra elettronica russa e la capacità degli stati membri di proteggere i propri cieli.Il caso lettone mostra quanto la guerra in Ucraina possa produrre instabilità politica anche nei Paesi europei più determinati a contenerla. Riga è da anni uno dei sostenitori più convinti di Kiev, una delle capitali più dure verso Mosca e uno dei governi che con più forza chiede una presenza NATO rafforzata sul fianco est. Eppure proprio la guerra che sostiene l’ha travolta dall’interno.Non è un caso isolato. Da marzo 2026 droni ucraini hanno violato lo spazio aereo di diversi Paesi baltici e della Finlandia, sollevando ovunque interrogativi sulla tenuta dei sistemi di difesa aerea a bassa quota e sulla necessità di rafforzare la cooperazione tra gli alleati.Cosa Succede Ora: Elezioni a Ottobre, Governo ad InterimIl presidente lettone Edgars Rinkevics è stato incaricato di avviare le consultazioni con i partiti parlamentari per la nomina di un nuovo capo del governo. Gli analisti politici ritengono tuttavia poco probabile la nascita di una nuova maggioranza stabile: le elezioni parlamentari sono previste per ottobre 2026, e lo scenario più realistico resta quello di un governo ad interim che accompagni il Paese al voto.Nel frattempo la crisi non si esaurisce alle dimissioni di Siliņa. Il ministro dell’Agricoltura Armands Krauze e il direttore della Cancelleria di Stato Raivis Kronbergs sono stati arrestati dall’Ufficio per la prevenzione e la lotta alla corruzione lettone (KNAB) con l’accusa di abuso d’autorità e presunta negligenza nell’assegnazione illegale di aiuti governativi a imprese del settore del legname. Un’indagine che alcuni media locali definiscono la più importante operazione anticorruzione nella storia del Paese.La caduta del governo Siliņa non cambia nell’immediato la linea strategica della Lettonia: Riga resterà probabilmente uno degli alleati più fedeli dell’Ucraina e continuerà a sostenere le sanzioni contro Mosca. Ma il caso manda un segnale chiaro a Bruxelles e alle capitali NATO: la guerra in Ucraina non è solo una questione di fronte. Produce effetti destabilizzanti, spesso imprevedibili, anche nei Paesi che la sostengono con più convinzione. E la domanda sulla capacità degli Stati europei di proteggere i propri cieli — con droni sempre più numerosi e sofisticati in circolazione — è destinata a rimanere aperta a lungo.Nel video l’intervista di Giorgio Bianchi a Roberto Vivaldelli di Inside Over.The post L’ultimo scivolone Nato: cade il governo lettone ma i droni erano ucraini appeared first on Radio Radio.