Gli Ncc e il nuovo scontro nella maggioranza. Forza Italia: «Non è una liberalizzazione selvaggia»

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Forza Italia prova a estendere la sua svolta liberale anche alla mobilità. Dopole aperture sul fine vita e sulla legge su consenso e violenza sessuale, gli azzurri aprono un nuovo fronte nella maggioranza: la riforma degli Ncc. Una proposta di legge a prima firma Andrea Caroppo, vicepresidente della commissione Trasporti della Camera, che alleggerisce alcuni vincoli per il noleggio con conducente, spostando dalle mani dei Comuni a quelle delle Regioni la competenza sulle autorizzazioni e cancellando il foglio di servizio elettronico. Se la Lega parla di «liberalizzazioni selvagge», Fratelli d’Italia per procedere chiede un accordo di maggioranza.Interpellato da Open, Caroppo respinge le accuse: «Non entriamo nel rilascio delle licenze taxi né aumentiamo automaticamente le autorizzazioni Ncc. Spostiamo la competenza dal livello comunale a quello regionale. Certamente interveniamo sull’esercizio dell’attività, questo è vero, ma non è una liberalizzazione del servizio». Per il deputato azzurro, il punto è un altro: «Da dopo la pandemia abbiamo un sistema in cui l’offerta non è all’altezza della domanda di mobilità, che è fortissima. Noi vogliamo migliorare l’offerta di trasporto pubblico non di linea e possibilmente ridurre anche i costi».Cosa dice la propostaLa pdl è stata depositata a giugno 2025 e sottoscritta da 44 deputati di Forza Italia. Dopo l’estate, racconta Caroppo, proprio perché le posizioni nei partiti sono diverse e distanti, in commissione Trasporti si è deciso di avviare un’indagine conoscitiva più ampia su tutto il trasporto pubblico non di linea: taxi, Ncc, piattaforme, enti locali, Comuni, Regioni e associazioni di categoria. Indagine che si è chiusa a fine aprile. Ora FI chiede di passare all’esame della proposta di legge.Il cuore della pdl è appunto lo spostamento delle competenze sugli Ncc dai Comuni alle Regioni. Nel testo «le regioni disciplinano l’esercizio del servizio di noleggio con conducente tramite specifici regolamenti unici» e l’autorizzazione viene rilasciata dalle amministrazioni regionali «attraverso bando pubblico di concorso». Oggi, ragiona Caroppo, sono gli oltre 8 mila Comuni a dover valutare il fabbisogno di mobilità nei singoli territori. «Spesso ci si concentra sul problema delle grandi città e delle metropoli», spiega il deputato, «ma c’è anche un problema in tante parti d’Italia, alcune delle quali hanno un turismo molto stagionale e non hanno un numero sufficiente né di licenze taxi né di autorizzazioni Ncc».Il testo interviene poi su alcuni vincoli operativi. Nella proposta si legge che «l’inizio di un nuovo servizio può avvenire senza il rientro in rimessa» quando, per la stessa giornata, siano pervenute più prenotazioni o ne arrivino durante lo svolgimento di un altro servizio. E’ previsto inoltre che «il prelevamento e l’arrivo a destinazione dell’utente possono avvenire anche al di fuori del territorio della regione che ha rilasciato l’autorizzazione» e introduce il «libero accesso alle zone a traffico limitato di tutti i comuni» per i titolari di autorizzazione Ncc.Le distanze con gli alleati«La nostra è una posizione storica», rivendica Caroppo. «Noi non votammo la riforma del 2018 del governo giallo-verde, che introdusse vincoli eccessivi nei confronti degli Ncc: dall’obbligo di rientro in rimessa al foglio elettronico, fino alla moratoria sulle nuove autorizzazioni». Per il deputato azzurro, molte di quelle previsioni sono state poi «demolite» dalle pronunce dei giudici. Da qui la nuova proposta: «Prendiamo atto delle sentenze che ci sono state».Resta sensibile il nodo del foglio elettronico. La Lega lo considera un «presidio indispensabile contro l’abusivismo», mentre Fratelli d’Italia difende l’impianto normativo esistente e vuole attendere i decreti attuativi. Per Forza Italia, invece, quello strumento rischia di diventare una schedatura degli utenti. «È una registrazione dell’utente, con nome, cognome, punto di partenza e punto di arrivo», dice Caroppo. «Siamo contrari anche per una questione di privacy». Ma l’azzurro precisa di non voler abbassare la guardia sui controlli: «La lotta all’abusivismo tocca tutti, sia tassisti sia Ncc. Tutti coloro che hanno un titolo a esercitare un’attività hanno interesse a tenere gli abusivi fuori dal mercato. Ma possiamo trovare altre formule di controllo».Gli alleati, per ora, non sembrano convinti. Fratelli d’Italia, con il capogruppo in commissione Fabio Raimondo, ha fatto sapere che «l’attuale normativa resta un caposaldo» e che può essere migliorata, «ma non stravolta». La Lega, con Elena Maccanti, alza ancora di più il tiro: «No a liberalizzazioni selvagge che consegnerebbero il settore nelle mani delle multinazionali e degli algoritmi, penalizzando operatori e utenti».La svolta “liberale” di Forza ItaliaDentro Forza Italia la scelta viene rivendicata. La proposta aveva avuto il via libera del segretario Antonio Tajani ed è stata menzionata anche nell’ultima assemblea del gruppo alla Camera dal nuovo presidente Enrico Costa. «Noi siamo in linea con il nostro pensiero storico», insiste Caroppo, e il Parlamento è «il luogo deputato all’esaltazione del confronto e alla ricerca della sintesi». Insomma, FI non intende fare marcia indietro al primo altolà.Il dossier si inserisce infatti in una fase in cui gli azzurri stanno provando a marcare un profilo più autonomo dentro il centrodestra. Al Senato la capogruppo Stefania Craxi lavora ormai da settimane a una mediazione sul fine vita. Mentre in commissione Giustizia, sulla legge contro la violenza sessuale, come raccontato da Open, FI è stata l’unica forza di maggioranza ad aprire esplicitamente alla proposta della senatrice Julia Unterberger per tentare di uscire dallo stallo. Ora la stessa postura si sposta dal terreno dei diritti a quello del mercato: meno vincoli, meno burocrazia, più offerta.L’importante, per gli azzurri, è non congelare il dossier. «La nostra proposta sugli Ncc è un punto di partenza», sottolinea Caroppo. «Può essere migliorata e modificata, non c’è dubbio. Ma senza pregiudizi e mettendo da parte i classici slogan». Il primo test arriverà a fine maggio, quando, archiviate le amministrative, il nuovo fronte azzurro dovrebbe finire al centro di un tavolo di maggioranza con il governo.L'articolo Gli Ncc e il nuovo scontro nella maggioranza. Forza Italia: «Non è una liberalizzazione selvaggia» proviene da Open.