Proseguono alle Maldive le operazioni di ricerca e recupero dopo il grave incidente subacqueo in cui hanno perso la vita cinque persone. Le attività risultano al momento sospese a causa del peggioramento delle condizioni del mare e dovrebbero riprendere nelle prossime ore, compatibilmente con l’evoluzione del meteo. L’area sarebbe inoltre frequentata da squali grigi, circostanza che potrebbe complicare ulteriormente le operazioni di recupero. Dan Europe e le operazioni di recupero dei corpi alle Maldive“La nostra priorità è aiutare le autorità locali a trovare i subacquei e restituirli alle famiglie. Si parla troppo presto di presunti errori o malfunzionamenti, mentre sono in pieno svolgimento le operazioni di search & rescue e c’è un’indagine in corso che speriamo chiarisca cosa sia accaduto”, ha dichiarato a LaPresse Dan Europe, la fondazione medica no profit che si occupa di sicurezza delle immersioni, attraverso il marketing and communication manager Cristian Pellegrini. Il gruppo coinvolto nell’incidente era composto da subacquei esperti, tra cui istruttori e guide con competenze anche in ambito scientifico. L’immersione si sarebbe però svolta in un contesto particolarmente complesso, caratterizzato da grandi profondità e ambienti come grotte e cavità sottomarine. “Si tratta di un’immersione che richiede competenze molto specifiche: certificazioni di profondità e preparazione tecnica per immersioni in grotta”, ha spiegato a LaPresse la direttrice medica di Dan Europe Chiara Ferri.Fattori di rischio in immersione e possibile narcosi da azotoIn scenari di questo tipo, ha aggiunto l’esperta, cambiano procedure operative, attrezzature e gestione dei gas respiratori, con l’utilizzo possibile di miscele diverse dall’aria compressa e sistemi a circuito chiuso. Tra i principali rischi figura la narcosi da azoto, che può ridurre lucidità, destrezza e capacità cognitive, aumentando il rischio di disorientamento in ambienti complessi. “Parliamo di grotte e ambienti con forte presenza di sedimento sabbioso: basta poco per perdere completamente la visibilità e non riuscire più a individuare il punto d’ingresso o di uscita”, ha spiegato Ferri, sottolineando come in pochi istanti la sospensione dei sedimenti possa azzerare la visibilità.Tra le ipotesi al vaglio vi sarebbe anche quella di un possibile disorientamento del gruppo all’interno della grotta. “Se uno dei sub avesse avuto un malore, oppure se il gruppo avesse perso l’orientamento in un ambiente sconosciuto, il sollevamento del sedimento potrebbe aver aggravato ulteriormente la situazione”, ha aggiunto, precisando tuttavia che si tratta al momento solo di ipotesi. Meno probabile la pista di una contaminazione delle bomboleL’esperta ha invece giudicato meno probabile la pista di una contaminazione delle bombole, così come quella della tossicità da ossigeno, “non compatibile con i parametri di profondità ipotizzati”. “Parliamo di operazioni estremamente complesse, rese ancora più difficili dalle condizioni meteo-marine e dalle correnti presenti nella zona”, ha concluso la consulente, ricordando che eventuali squadre tecniche opererebbero con sistemi a circuito chiuso, i cosiddetti rebreather, utilizzati nelle immersioni avanzate per consentire permanenze più lunghe in profondità. Questo articolo Sub italiani morti alle Maldive, medico subacqueo: “Possibile narcosi da azoto” proviene da LaPresse