SpaceX ha presentato alla Securities and Exchange Commission il documento necessario per avviare la sua offerta pubblica iniziale (Ipo). È il passaggio formale che precede la quotazione e consente agli investitori di esaminare attività, conti, rischi e strategia della società prima dell’ingresso sul mercato azionario.La documentazione non indica ancora numero di azioni e prezzo dell’offerta, definendo però il perimetro industriale che SpaceX intende proporre al mercato. La società organizza i risultati in spazio, connettività e IA.Starlink è il centro economico del gruppoLa connettività satellitare è la parte più solida del quadro finanziario. Starlink ha prodotto 11,4 miliardi di dollari di ricavi nel 2025 e 3,3 miliardi nel primo trimestre 2026. L’Ebitda rettificato è stato rispettivamente di 7,2 miliardi e 2,1 miliardi. Gli abbonati erano 10,3 milioni alla fine del primo trimestre, più del doppio rispetto all’anno precedente.Questo equilibrio descrive quindi la fase attuale di SpaceX, in cui la rete satellitare ha assunto un peso economico superiore alle attività di lancio, pur dipendendo dalla capacità del gruppo di mettere in orbita e rinnovare grandi costellazioni. Il segmento spazio conserva invece una funzione abilitante, pur avendo generato 4,1 miliardi di ricavi nel 2025 e 619 milioni nel primo trimestre 2026, con un Ebitda rettificato passato da un valore positivo di 653 milioni a una perdita rettificata di 351 milioni.Starship assorbe capitale e condiziona la crescitaStarship resta il programma che può modificare la scala operativa di SpaceX, come indica anche il livello degli investimenti. La società ha speso 3 miliardi di dollari per il suo sviluppo nel 2025 e 930 milioni nel primo trimestre 2026. Il veicolo dovrebbe iniziare a lanciare satelliti nella seconda metà dell’anno, dopo una nuova prova suborbitale indicata nella documentazione.La rilevanza di Starship va oltre i lanci, perché molte delle iniziative future descritte da SpaceX dipendono da una capacità di accesso allo spazio più ampia e industrializzata. A questo sviluppo la società collega anche i data center orbitali, previsti non prima del 2028, introducendo però una cautela importante quando riconosce che “resta un lavoro significativo”. È una frase che delimita il confine tra obiettivo industriale e capacità già disponibile.L’AI amplia la spesa e il profilo di rischioL’acquisizione di xAI ha inserito l’intelligenza artificiale nel perimetro di SpaceX e ha aggiunto al gruppo un’area con ricavi già rilevanti, ma ancora in perdita. Il segmento IA ha generato 3,2 miliardi di dollari nel 2025 e 818 milioni nel primo trimestre 2026, con perdite Ebitda rettificate pari a 1,2 miliardi e 609 milioni. È anche l’area che assorbe la spesa più aggressiva in ricerca e sviluppo, con 12,7 miliardi nel 2025 e 7,7 miliardi nel primo trimestre 2026.SpaceX presenta questa scelta come l’accesso a un mercato potenziale senza precedenti. Nel documento afferma: “Riteniamo di avere identificato il più grande mercato totale indirizzabile azionabile nella storia dell’umanità”. La stima complessiva è di 28,5 trilioni di dollari, con la quota principale attribuita all’IA, soprattutto nelle applicazioni enterprise.La proposta più distintiva riguarda i data center in orbita. SpaceX sostiene di essere “posizionata in modo unico per dispiegare e gestire data center in orbita” grazie alla propria integrazione verticale, che combina lancio, produzione satellitare, connettività e competenze sui data center terrestri.La quotazione espone quindi una società con ricavi consistenti, margini concentrati nella connettività e una spesa orientata verso programmi ad alta incertezza. Starlink offre una base economica già verificabile, mentre Starship dovrebbe sostenere l’aumento di scala da cui dipendono molte ambizioni future. L’IA porta nel dossier la promessa più ampia e la pressione più forte sui costi. Per il mercato, la valutazione di SpaceX dipenderà dalla capacità di trasformare questa architettura in risultati misurabili, mantenendo l’ambizione dentro la prova dell’esecuzione.