Stellantis va a produrre (anche) in Cina e il ministro Urso invita i cinesi a venire a produrre in Italia

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Nel giorno in cui Stellantis annuncia un nuovo accordo da circa un miliardo di euro per produrre alcuni modelli di Peugeot e Jeep in Cina, il governo italiano manda un messaggio chiaro: se i costruttori cinesi vogliono venire a produrre in Italia, le porte sono aperte. Le due notizie non sono in alcun modo correlate. Eppure, a guardare bene, c’è un filo che le unisce: la Cina. I colossi dell’automotive europeo – sotto pressione tra costi di produzione elevati, ritardi sull’elettrico e concorrenza estera sempre più aggressiva – guardano sempre più spesso a Pechino come a una soluzione per salvare l’industria europea e i propri affari. E mentre le fabbriche nel Vecchio Continente chiudono o si svuotano, sono proprio i marchi cinesi a farsi avanti per assumerne il controllo.L’accordo di Stellantis con Dongfeng per produrre Jeep e Peugeot in CinaA pochi giorni dalla presentazione dell’atteso piano industriale, Stellantis ha annunciato di aver siglato un accordo del valore di circa un miliardo di euro con la società statale cinese Dongfeng per la produzione di veicoli Peugeot e Jeep in Cina. In base all’accordo, a partire dal 2027 la joint venture Dongfeng Peugeot Citroën Automobile Co. dovrebbe produrre nel suo stabilimento di Wuhan due nuovi veicoli a nuova energia a marchio Peugeot. Nello stesso anno, dovrebbe prendere il via anche la produzione di due fuoristrada a marchio Jeep destinati all’esportazione.Il progetto comporta un investimento complessivo superiore a 8 miliardi di yuan cinesi (circa 1 miliardo di euro), di cui Stellantis prevede un contributo di circa 130 milioni di euro. «Forte di oltre 30 anni di storica collaborazione e di competenze automobilistiche condivise, Stellantis e Dongfeng sono pronte a valorizzare ulteriormente i rispettivi punti di forza e a introdurre veicoli completamente nuovi, dotati di tecnologie all’avanguardia sull’elettrico, attraverso i brand che i clienti in tutto il mondo amano e di cui si fidano», commenta Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis. Yang Qing, presidente del gruppo Dongfeng, parla dell’apertura di un «nuovo percorso basato su sinergie complementari e vantaggi condivisi per tutte le parti».Urso apre le porte ai produttori cinesi: «Qui sono i benvenuti»E mentre Stellantis guarda alla Cina, i produttori di Pechino guardano all’Italia. «Ci sono una, due o tre aziende automobilistiche cinesi che stanno pensando di investire in Italia e nel caso sono le benvenute», ha fatto sapere il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, durante Investopia a Milano. Il titolare del Mimit ha rivendicato di essere riuscito a ottenere un cambio di strategia da parte di Stellantis in Italia, nonostante i dati sulla produzione di auto in Italia restino ancora molto bassi.«All’inizio della legislatura – ha ricordato Urso – abbiamo detto che Stellantis doveva tornare centrale nel nostro Paese. Così è stato, perché nel frattempo è cambiata la governance. Se guardate i dati sulla produzione industriale vedrete che sono in crescita e questo è dovuto in buona parte alla significativa crescita della produzione di auto nel nostro Paese». Durante la missione in Cina, l’Italia ha sottoscritto degli accordi per far capire che al governo interessa avere un’altra casa automobilistica, oltre a Stellantis, che intenda «produrre e non solo assemblare nel nostro Paese, utilizzando la filiera della componentistica italiana così performante a livello globale».ANSA/Alessandro Di Marco | Da sinistra: Antonio Filosa (ad di Stellantis), Adolfo Urso (ministro delle Imprese), John Elkann (presidente di Ferrari)L’Europa cerca alleati per salvare l’automotiveLe parole di Urso arrivano in un momento in cui l’asse tra industria europea e produttori cinesi si sta rafforzando. Negli ultimi anni, diversi costruttori occidentali hanno iniziato a valutare collaborazioni con gruppi asiatici per recuperare terreno sull’elettrico, accelerare i tempi di sviluppo e soprattutto ridurre i costi. Stellantis ha già stretto una partnership con Leapmotor, acquisendone il 21%, e il marchio cinese dovrebbe assumere il controllo dello stabilimento di Madrid, dove dal 2028 è prevista la produzione di un modello per il mercato europeo.Sempre Stellantis e Leapmotor stanno lavorando anche a un Suv elettrico con marchio Opel da produrre a Saragozza, sempre in Spagna. Il punto, per l’Europa, è capire a quali condizioni aprire questa nuova stagione dell’automotive. Gli investimenti cinesi possono diventare un modo per riempire fabbriche, salvare posti di lavoro e portare tutta quell’innovazione che oggi manca. Tutto ciò, a patto che gli stabilimenti europei non diventino solo fabbriche per l’assemblaggio, senza vero valore aggiunto per l’indotto locale.Quanto costa produrre un’auto in Europa e in CinaCi sono diverse ragioni per cui la Cina si trova oggi in una situazione di vantaggio competitivo rispetto all’automotive europeo, tra cui figurano senz’altro la lungimiranza degli investimenti sull’elettrico, il controllo delle filiere delle materie prime critiche, i generosi sussidi elargiti dal governo centrale. In più, c’è la questione relativa ai costi di produzione. Oggi, infatti, produrre un’auto in Europa costa molto di più che in Cina, non solo per il costo del lavoro, ma per un insieme di fattori: energia, investimenti, produttività, catena di fornitura, accesso alle materie prime e scala industriale.Secondo un’analisi di Oliver Wyman, il costo del lavoro per veicolo è diventato una metrica cruciale per valutare la competitività dei produttori, anche perché la manodopera rappresenta in genere il 65-70% dei costi di conversione, cioè quelli legati alla trasformazione industriale del prodotto. Secondo dati citati da alVolante, le case cinesi riuscirebbero a produrre un veicolo elettrico con costi fino a 10mila euro inferiori rispetto ai concorrenti europei. Dal 2015, inoltre, il prezzo medio delle auto elettriche è salito in Europa e negli Stati Uniti, mentre in Cina è sceso in modo drastico, avvicinandosi a quello dei modelli a benzina.Foto copertina: EPA/Andrej CukicL'articolo Stellantis va a produrre (anche) in Cina e il ministro Urso invita i cinesi a venire a produrre in Italia proviene da Open.