Medicina rigenerativa scongiura amputazione, la storia di Giuseppe

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Non solo cicatrici da acido, tagli o ustioni. La metodica Made in Italy Biodermogenesi di medicina rigenerativa – ideata per la cura della pelle – è stata protagonista di un caso che verrà illustrato al 47mo Congresso della Società italiana di medicina estetica (Sime), al via a Roma. La metodologia ha permesso di salvare la gamba a Giuseppe, un giovane lavoratore agricolo che nel 2020, a 19 anni, aveva subito un incidente sul lavoro che gli aveva provocato un’amputazione quasi totale della gamba destra. La premessa è che la ricerca che descrive questo caso clinico non è ancora stata pubblicata, ma i dati e le immagini che verranno presentati a Congresso da Salvatore Marafioti, senologo, chirurgo generale ed estetico, evidenziano “risultati superiori alle mie stesse aspettative”. Per Giuseppe questo vuol dire non solo aver scongiurato il rischio di amputazione della gamba, ma essere tornato a camminare.In questo caso la medicina rigenerativa “non si è limitata alla sola pelle, ma ha coinvolto anche muscoli e tendini. Un risultato che dimostra una volta come questa metodologia permetta di ‘leggere’ la profondità delle lesioni e interagire in maniera intelligente con i tessuti biologici, stimolandone la riparazione effettiva”, afferma Maurizio Busoni, docente del Master di Medicina Estetica dell’Università di Barcellona. L’incidente e l’odissea di GiuseppeNel 2020, mentre Giuseppe stava lavorando la terra con il trattore, quest’ultimo si è ribaltato, sbalzandolo dal sedile. Nella caduta il pantalone da lavoro è finito nella motozappa attaccata al trattore, che era rimasta in funzione. Così scarpone, piede e polpaccio destro sono stati lacerati. Trasportato al Pronto Soccorso e stabilizzato, il giovane è stato poi trasferito in un centro specializzato dove ha ricevuto una diagnosi di amputazione quasi totale dell’arto inferiore destro. Dopo essersi rivolto a diverse strutture ospedaliere ed essere stato sottoposto a numerosi interventi di chirurgia vascolare ed ortopedica nel tentativo di salvare la gamba destra, è arrivato da Marafioti. E questo dopo aver letto sulla stampa dei risultati ottenuti su Maria Antonietta Rositani, sopravvissuta alle ustioni dopo l’aggressione dell’ex marito.La valutazione inizialeLa situazione era complessa. “Nel 2023 – spiega Salvatore Marafioti, senologo, chirurgo generale ed estetico – la gamba destra di Giuseppe appariva visibilmente più sottile e meno sviluppata rispetto all’altra. Era presente una lesione profonda nella parte anteriore, dove il tessuto osseo appariva esposto. La ferita era lunga circa 12 millimetri e profonda circa 3 millimetri. L’osso era ben visibile, poiché il tessuto che normalmente lo copre risultava mancante. Questa lesione era inserita in un’area molto più estesa di infiammazione e infezione, che copriva una superficie di circa 8 centimetri di larghezza e 14 di lunghezza. In pratica, l’infiammazione interessava gran parte della zona anteriore della tibia destra, dalla parte sotto il ginocchio fino alla zona sopra la caviglia”. La zona era molto gonfia, appariva lucida e, al tatto, risultava molto calda e arrossata. “In alcuni punti si presentava dura, in altri più morbida, e da più aree fuoriusciva materiale purulento (pus), indice di infezione attiva”. Il paziente “non riusciva a sollevare il piede (estendere la caviglia) a causa della perdita di parte dei tendini principali anteriori”, dice Marafioti.Il metodo BiodermogenesiLa metodica, non invasiva e priva di effetti collaterali, agisce erogando tre tipi di stimoli (vacuum, campi elettromagnetici e una leggerissima stimolazione elettrica). Stando agli studi pubblicati finora, favorisce la rigenerazione tissutale, migliorando visibilmente la qualità della pelle e riducendo gli esiti cicatriziali, contrastando l’infiammazione.Per Giuseppe è stato previsto un protocollo di medicina rigenerativa di 12 sedute con cadenza settimanale, abbinato a un piano nutrizionale.Il risultati“A fine ciclo il paziente presentava chiari segni di miglioramento: scomparsa dello stato infettivo e flogistico, assenza di zone esposte o lesioni cutanee, appianamento delle zone cicatriziali, ricompattazione dello strato cutaneo. Abbiamo documentato, inoltre, neoangiogenesi degli strati sottocutanei e aumento di spessore del tessuto. Giuseppe ha riacquistato la sensibilità superficiale a caldo, freddo e dolore”, dice il chirurgo. Ma c’è di più. “Non solo la pelle: sono stati rigenerati anche muscoli, vasi e ossa. Questa è vera medicina rigenerativa”, evidenzia Busoni. “Continueremo a valutare a distanza le zone anatomiche già trattate nel caso di Giuseppe, per capire come evolveranno nel tempo”, conclude Marafioti.Questo articolo Medicina rigenerativa scongiura amputazione, la storia di Giuseppe proviene da LaPresse