Il Governo Meloni tiene aperta la porta del nucleare per usi militari. Bocciato l’emendamento che limitava l’atomo solo a finalità civili

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Il Governo Meloni tiene la porta aperta anche agli usi militari del nucleare. Accade anche questo nei giorni in cui, nelle commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera, si accelera sulla discussione dei circa 500 emendamenti al disegno di legge delega al Governo sull’energia dell’atomo (Leggi l’approfondimento). E se in queste ore il ministro degli Esteri, Antonio Tajani dichiara che “bisogna continuare a lavorare perché l’Iran non costruisca l’arma nucleare”, il giorno prima – in commissione Ambiente – la destra ha bocciato l’emendamento che chiedeva di limitare l’uso del nucleare ai soli scopi civili nella ricerca e nella produzione di energia. Una modifica proposta da Alleanza Verdi e Sinistra e firmata dai deputati Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e Francesca Ghirra. “È una bocciatura gravissima, perché dimostra che il governo Meloni vuole tenersi aperta la porta anche agli usi militari. A questo punto la premier deve spiegare quali siano le sue reali intenzioni” commenta Bonelli.Il disegno di legge e la discussione che acceleraIl ddl è stato presentato il 17 ottobre 2025. Con i suoi quattro articoli, conferisce al governo la delega, da esercitare entro un anno, per disciplinare “la produzione di energia da fonte nucleare sostenibile”. La delega dovrà prevedere un programma nazionale, la disciplina della disattivazione e dello smantellamento delle installazioni nucleari esistenti sul territorio nazionale, la disciplina della ricerca, dello sviluppo e dell’utilizzo dell’energia da fusione, e modalità di promozione delle attività di ricerca e sviluppo nel settore della fissione. Il ddl prevede per l’attuazione degli investimenti previsti dalla delega, 20 milioni di euro per ciascun degli anni 2027, 2028 e 2029, a valere sulle risorse del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese assegnate al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Durante la quarta riunione sul fascicolo degli emendamenti, con i voti che procedevano spediti, sono stati ulteriormente contingentati i tempi, già ridotti nella seduta del 13 maggio, da 5 minuti a 3 minuti per ciascun gruppo, più un minuto a titolo personale. È stato poi applicato una sorta di ‘canguro’, respingendo in blocco un centinaio di emendamenti del M5s sul deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Posto in votazione il solo ‘principio comune’, individuato nella disciplina sulla realizzazione del deposito. E con sedute fiume, l’obiettivo è chiudere i voti entro il 19 maggio, per poi andare in Aula il 26 maggio.Il Governo Meloni e la porta aperta agli usi militariSecondo Bonelli, la bocciatura dell’emendamento che avrebbe limitato il nucleare agli usi civili è questione “di una gravità inaudita”. “Nessuno può accusarci di raccontare frottole: bastava votare il nostro emendamento – aggiunge – per chiarire che, a prescindere dal nucleare che vogliono imporre al Paese, il suo utilizzo sarebbe stato limitato esclusivamente agli scopi civili. È inaccettabile”. Eppure nelle varie dichiarazioni politiche non si fa alcun cenno a questo aspetto. Non lo fa neppure il ministro Gilberto Pichetto Fratin, parlando del nucleare in Italia, a margine del convegno ‘Sustainable Economy Forum’, a San Patrignano (“Lo avremo verso la metà del prossimo decennio”. Non lo fa neppure Giorgia Meloni che, al premier time dei giorni scorsi, ha ribadito: “Entro l’estate sarà approvata la legge delega”. Secondo la relazione che accompagna il ddl, i referendum che in passato hanno bocciato il nucleare non rappresentano un ostacolo giuridico perché le nuove tecnologie non sarebbero “comparabili” con quelle abbandonate dall’Italia.Confindustria preme, la destra sostiene il ddl, l’opposizione resta critica Per Confindustria si tratta di una opportunità da cogliere: il presidente Emanuele Orsini chiede a tutte le forze politiche di sostenere “in modo responsabile” la sperimentazione nucleare. “Il nucleare è una componente indispensabile per lo sviluppo futuro dell’Italia. Senza energia sicura, competitiva e a basse emissioni non c’è crescita industriale, non c’è autonomia strategica, non c’è transizione ecologica realmente sostenibile” dichiarano Alberto Gusmeroli, presidente della commissione Attività produttive della Camera e Tullio Patassini, responsabile nazionale del Dipartimento Energia della Lega. Dalle opposizioni restano forti le critiche. “In commissione congiunta Attività Produttive-Ambiente le stiamo sentendo di tutte tra da parte della maggioranza. C’è chi delira di futuro energetico dei nostri figli, chi vaneggia di competitività industriale – sempre che Urso non affossi definitivamente la nostra manifattura nel prossimo anno – di bollette stabili, di ‘Bengodi’ elettrico e altre follie” commenta il deputato M5S Enrico Cappelletti. E aggiunge: “Meloni parla di nucleare sostenibile, una baggianata terribile: ammesso che un giorno ne arriverà uno sostenibile a livello ambientale, non ce ne sarà mai uno sostenibile a livello economico”. E cita Bankitalia (“Il nucleare non ridurrà le bollette”), il report The World Nuclear Industry (“L’energia prodotta da nucleare costa tre volte di più di quella prodotta da fotovoltaico”) e l’Agenzia Internazionale per l’Energia (“Le nuove centrali nucleari europee portano energia a 170 dollari/MWh”). Infine una frecciatina politica: “Non si è visto un sindaco di centrodestra spalancare le porte al deposito di rifiuti nucleari. Chissà perché”.L'articolo Il Governo Meloni tiene aperta la porta del nucleare per usi militari. Bocciato l’emendamento che limitava l’atomo solo a finalità civili proviene da Il Fatto Quotidiano.