Un esperimento di monitoraggio di alcuni grossi carnivori africani si è trasformato in un documento prezioso delle interazioni tra specie che possono favorire la diffusione di zoonosi.Telecamere nascoste all'ingresso della Python Cave, una grotta del Queen Elizabeth National Park in Uganda solitamente popolata da pipistrelli della frutta egiziana (Rousettus aegyptiacus), hanno filmato non solo leopardi africani (Panthera pardus pardus) e iene macchiate (Crocuta crocuta), ma anche un viavai di altre creature tra rettili, uccelli e mammiferi avventurarsi nella caverna per strappare qualcuno dei suoi alati abitanti.Il punto è che i pipistrelli della frutta egiziani sono riserve note del virus Marburg, patogeno della famiglia dei Filoviridae - la stessa di Ebola - che provoca una febbre emorragica altamente letale.. Un ingresso un po' troppo affollato. Nel corso di quattro mesi, tra febbraio e giugno 2025, i ricercatori del Kyambura Lion Project in Uganda hanno fotografato oltre 14 specie di vertebrati impegnate a cacciare pipistrelli, mangiare le loro carcasse o toccare il loro guano, ed esplorare l'interno della grotta in 321 eventi distinti.La ricerca, ora su Current Biology, ha permesso di acquisire i video di 10 specie colte mentre interagivano con i pipistrelli della frutta: oltre a leopardi e iene anche cercopitechi dal diadema (Cercopithecus mitis), aquile coronate (Stephanoaetus coronatus), varani del Nilo (Varanus niloticus), zibetti africani (Civettictis civetta), genette panterine (Genetta maculata: un carnivoro di medie dimensioni), pitoni africani (Python sebae), babbuini, roditori e diversi rapaci.. Gli scienziati sapevano che i pipistrelli della frutta egiziani possono trasmettere il virus Marburg all'uomo o direttamente o attraverso ospiti intermedi, ma questa è la prima volta che è possibile vedere una così ampia moltitudine di possibili intermediari in un hotspot noto del patogeno.. Non entrate in quella grotta. In questo trambusto non poteva mancare l'uomo, esperto per eccellenza di occasioni di spillover (il salto di specie compiuto da alcuni virus): le telecamere nascoste hanno filmato 214 persone spingersi fino all'ingresso della caverna, incuranti dei divieti e dei cartelli che segnalavano il rischio di contagio.Alla grotta si sono avvicinati studenti di scolaresche, turisti, tirocinanti di un istituto per la fauna selvatica locale: tra queste persone, solo una (un turista) indossava una mascherina, nonostante sia ormai appurato che gli ingressi in caverne popolate da pipistrelli siano tra gli eventi che più favoriscono l'infezione da virus Marburg.La grotta era tappezzata di cartelli che avvertivano del rischio, e dal 2011, per i turisti era disponibile una piattaforma a una trentina di metri dall'ingresso, per sbirciare al suo interno senza esporsi al possibile contagio. Ciò nonostante, molti incautamente si sono spinti a pochi metri dall'entrata, rischiando di entrare in contatto con il guano infetto.. Doppio valore. E lo studio originario? Beh, i filmati hanno permesso di concludere che i leopardi catturano pipistrelli della frutta vivi, arrivando ad agguantarne anche 30 o 40 in una sola notte. Ma c'è da scommettere che lo studio assumerà anche un altro, inizialmente insospettabile tipo di importanza, non per la fauna locale ma per la salute pubblica..