Nel 2025 l’Italia ha aumentato le importazioni da Israele. Balzo record negli acquisti di armi e munizioni di Tel Aviv, quadruplicati in un biennio. La Spagna di Sanchez invece esporta di più

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L’Italia non solo non ha interrotto i suoi rapporti commerciali con Israele, ma nell’ultimo anno li ha incrementati. Nel 2025 ha infatti aumentato del 2,8% le importazioni da Israele, e fra le voci che sono cresciute di più c’è quella delle importazioni di armi e munizioni, cresciuta del 43,79% rispetto all’anno precedente e addirittura del 335,65% rispetto al 2023. Non sono scese se non in maniera impercettibile le esportazioni italiane verso Israele: c’è stato un calo dello 0,3% rispetto al 2024 (-10,2 milioni di euro), ma un aumento del 4,77% (161,1 milioni di euro) rispetto al 2023. Sono i dati ufficiali forniti a maggio dall’Italian Trade Agency (ITA) di Tel Aviv, controllata dal governo italiano attraverso i ministeri guidati da Adolfo Urso e Antonio Tajani.Il saldo commerciale resta nettamente a favore dell’ItaliaL’export di Roma verso Tel Aviv è stato di 3,535 miliardi di euro nel 2025 secondo i dati appena pubblicati, mentre l’import è stato di 1,036 miliardi di euro, con un saldo commerciale attivo. La voce più consistente nelle esportazioni italiane è quella dei macchinari, seguita dai prodotti alimentari. Da Israele invece l’Italia importa soprattutto prodotti chimici di base, fra cui i fertilizzanti. Ma la voce cresciuta più rapidamente è proprio quella delle armi e delle munizioni, balzata dal nono al quarto posto. Nel 2023 valeva 16,56 milioni di euro, ma nel 2025 è cresciuta in valore assoluto di 55,592 milioni di euro.Il rallentamento della corsa dell’hi-tech israelianoSecondo la scheda ITA su Israele «l’economia presenta un elevato grado di diversificazione e di integrazione internazionale, sebbene sia caratterizzata da dimensioni medio piccole e da un forte orientamento dell’export verso i Paesi occidentali. Il settore hi-tech è altamente competitivo: copre circa il 50% dell’export nazionale e contribuisce in misura determinante al gettito fiscale che si origina nel Paese». Ma quel settore è maturo e con grandi difficoltà di trovare forza lavoro e oggi «Israele sta scommettendo tutto sul Deep-Tech (tecnologie basate su scoperte scientifiche complesse».Pedro SanchezE a sorpresa anche Pedro Sanchez aumenta l’export verso Tel Aviv nonostante gli annunciL’unico paese europeo che ha annunciato il congelamento dei rapporti commerciali con Israele è la Spagna di Pedro Sanchez, che ha disdettato anche tutti i principali contratti nel settore della Difesa sia in importazione che in esportazione. Ma l’interscambio non si è proprio fermato, anzi. I dati più recenti riguardano il mese di febbraio, in cui l’import da Israele si è effettivamente ridotto del 20,6% fermandosi a 56,2 milioni di euro. Le esportazioni spagnole però sono aumentate del 5,14% arrivando a 151 milioni di euro. Fra i contratti più rilevanti quello dell’azienda basca Construcciones y Auxiliares de Ferrocarriles (CAF) per la costruzione della linea rossa e di quella verde del tram di Gerusalemme. Una commessa assegnata nel 2019 e che vale 1,8 miliardi di euro e su cui in Spagna ci sono state molte polemiche e pressioni. L’azienda però le ha respinte scegliendo di volere continuare il proprio lavoro anche per non pagare una penale di centinaia di milioni di euro. E il governo Sanchez alla fine l’ha lasciata fare.L'articolo Nel 2025 l’Italia ha aumentato le importazioni da Israele. Balzo record negli acquisti di armi e munizioni di Tel Aviv, quadruplicati in un biennio. La Spagna di Sanchez invece esporta di più proviene da Open.