AGI - “La bolla delle acque matte”, il nuovo film di Anna Di Francisca, porta al cinema la storia di un piccolo borgo di montagna dell’Umbria ferito dal terremoto e rimasto sospeso tra macerie, burocrazia e desiderio di rinascita.Al centro del racconto c’è Lorenzo, interpretato da Fausto Russo Alesi, che sogna di ripopolare il paese e di riaprire un agriturismo trasformandolo in un ristorante capace di tenere insieme memoria locale e nuove presenze.La vicenda si sviluppa in un borgo isolato, dove la ricostruzione materiale procede a fatica e dove Lorenzo prova a immaginare una risposta diversa allo spopolamento: riaprire un’attività e creare un luogo di incontro. Il ristorante diventa così il punto di convergenza tra abitanti rimasti, persone arrivate da altri Paesi, ferite del sisma e nuove possibilità di convivenza. Nella trama entrano conflitti, pregiudizi, una storia sentimentale sfiorata, la presenza di una “sciacalla” e l’incontro tra cucine e culture diverse. Il cast comprende, oltre a Russo Alesi, Jaele Fo nel ruolo di Silvia, Lucia Vasini in quello di Elsa, Sidy Diop nel ruolo di Ibri, Igor Štamulak, Kel Giordano, Ida Sansone, Elvira Cuflic Basso, Jacob Olesen e Suleman Ahmed. “La bolla delle acque matte” è stato presentato in anteprima assoluta come evento speciale alla 44esima edizione del Bellaria Film Festival, dove Fausto Russo Alesi ha ricevuto il Premio Zefiro come miglior attore. Entrato in un tour di proiezioni in diverse città italiane, accompagnato in alcune tappe dalla regista e dal cast sarà in programmazione a Roma al Cinema Azzurro Scipioni dal 21 al 27 maggio.Le riprese si sono svolte tra Castelluccio di Norcia, Norcia e Arquata del Tronto, a partire dal primo settembre 2025 per circa quattro settimane. La scelta dei luoghi lega direttamente il film ai territori colpiti dal sisma del 2016 e alla Piana di Castelluccio, che nel racconto diventa anche immagine di un possibile futuro dopo la distruzione. Il titolo rimanda a un fenomeno naturale dell’area: sorgenti carsiche che scompaiono e riappaiono. Italy for Movies ricorda, in particolare, il caso del torrente Torbidone, riemerso dopo il terremoto del 30 ottobre 2016 dopo circa quarant’anni di assenza. Di Francisca spiega il nucleo tematico del film come un parallelo “tra chi ha perso tutto da migrante e chi ha perso tutto da terremotato”. Anna Di Francisca torna così a una forma di commedia sociale dopo film come “La bruttina stagionata”, “Due uomini, quattro donne e una mucca depressa” ed “Evelyne tra le nuvole”. Il film, dice, nasce “dal desiderio di rinascere, di guardare al futuro con ottimismo” e che la Piana di Castelluccio è stata pensata come simbolo di un luogo in cui passato e futuro si incontrano. Scritto dalla regista con Laura Fischetto, è una produzione Incipit Film in coproduzione con Casablanca, Korektif e RTV Slovenia, realizzata con il sostegno del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, del MiC e dell’Umbria Film Fund. La distribuzione italiana è di Incipit Film in collaborazione con Kio Film. La fotografia è di Sara Purgatorio, il montaggio di Davide Miele, le musiche di Paolo Perna, la scenografia di Luciano Cammerieri ed Helena Calvarese, i costumi di Susanna Ferrando.