Campania, Fico vuole riesumare il reddito grillino

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Certe idee spariscono, si schiantano contro la realtà e poi ritornano. In Campania il reboot dell’assistenzialismo porta la firma di Roberto Fico, che ha rimesso sul tavolo il vecchio sogno pentastellato di un sussidio regionale per chi non ha reddito. Una proposta che arriva dalla regione simbolo del reddito di cittadinanza e che racconta perfettamente la direzione presa dall’asse Pd-M5s del campo largo: più trasferimenti pubblici, più spesa corrente e inevitabilmente più pressione fiscale sui contribuenti.L’ex presidente della Camera, inaugurando un centro per l’impiego al rione Luzzatti di Napoli, ha spiegato: “In campagna elettorale ho parlato di una platea che doveva essere certificata dall’Inps per individuare coloro che veramente non hanno alcun tipo di opportunità di reddito”. Il problema, però, è che prima ancora delle dichiarazioni parlano i numeri. E i numeri raccontano una Regione con margini finanziari ridotti praticamente a zero.I conti della Regione: voragine sanità al 70% e patrimonio negativoIl bilancio campano 2026 supera i 38,5 miliardi di euro, ma quasi il 70% delle risorse viene assorbito dalla sanità. Dietro la facciata resta una Regione con un disavanzo consolidato di circa 2,7 miliardi e un patrimonio netto ancora negativo per oltre 3,6 miliardi di euro. Non esattamente il contesto ideale per immaginare nuovi maxi-sussidi regionali.Eppure il progetto politico sembra chiaro: trasformare la Campania nel nuovo laboratorio dell’assistenzialismo grillino dopo la fine del reddito nazionale voluta dal governo Meloni. Solo che replicare anche solo in parte il vecchio schema costerebbe cifre gigantesche.A dicembre 2025 l’Assegno di inclusione statale coinvolgeva in Campania 156.853 famiglie, pari a oltre 413mila persone, con un beneficio medio di 752 euro al mese. Tradotto: circa 118 milioni di euro ogni trenta giorni. Su base annuale significa muovere una cifra vicina a 1,4 miliardi di euro l’anno. Una montagna di soldi che Palazzo Santa Lucia semplicemente non ha.La stessa manovra regionale smentisce nei fatti la propaganda. Sulle politiche sociali la Campania dispone di circa 230 milioni vincolati e di poco più di 30 milioni aggiuntivi nel triennio finanziati con fondi regionali. In pratica, la Regione è riuscita a recuperare una decina di milioni extra all’anno sul welfare. Dove possa trovare oltre un miliardo resta una domanda senza risposta.La regina del reddito di cittadinanzaLa scelta di Fico, però, ha una logica elettorale evidente. La Campania è stata il cuore del reddito di cittadinanza per tutto il ciclo 2019-2023. Secondo i dati Inps, la regione da sola ha rappresentato tra il 17,4% e il 21% dei beneficiari nazionali. In altre parole, quasi un percettore su cinque viveva in Campania.La spesa complessiva sostenuta dallo Stato per il reddito di cittadinanza ha raggiunto circa 34,5 miliardi di euro dal 2019. Di questi, secondo le stime basate sui dati Inps, tra 8,2 e 8,4 miliardi sarebbero finiti in Campania. E quasi 5 miliardi soltanto tra Napoli e provincia.I numeri spiegano meglio di qualsiasi slogan perché il Movimento 5 Stelle continui a difendere il modello assistenziale. Nel 2019, anno di avvio della misura, i percettori in Campania erano circa 610.475, con un assegno medio di 558 euro. Nel 2020, complice anche il Covid, il numero era salito a 851.074 persone, con un beneficio medio di 606,84 euro. Il picco è stato raggiunto nel 2021: 922.786 assistiti con un assegno medio di 618,34 euro. Nel 2022 i beneficiari sono scesi a 878.709, mentre nel 2023 erano ancora 728.945, con un assegno medio di 630,47 euro.Numeri enormi che spiegano anche il peso politico del sussidio. Nel 2023 quasi 729mila persone ricevevano ancora il reddito in Campania: un bacino elettorale gigantesco.Leggi anche:Campo largo, il programma che porta l’Italia al fallimentoNapoli simbolo dell’assistenzialismo di massaNapoli è diventata il simbolo nazionale del sistema assistenziale costruito negli anni grillini. Nel biennio 2022-2023 la sola provincia rappresentava circa il 10% di tutti i percettori italiani, con oltre 180mila famiglie coinvolte e una spesa mensile stimata tra 100 e 120 milioni di euro.A marzo 2021, per esempio, a Napoli 157mila famiglie percepivano il reddito o la pensione di cittadinanza, per un totale di 459mila persone coinvolte. Nello stesso periodo in tutto il Nord Italia le famiglie beneficiarie erano 224.872, per poco più di 452mila soggetti complessivi. E mentre nel Nord il sussidio costava circa 109,7 milioni al mese, la sola Napoli assorbiva già 102,2 milioni di euro. Il paradosso è tutto qui: una misura presentata come strumento temporaneo contro la povertà è diventata in alcune aree una gigantesca infrastruttura permanente di consenso politico.Il lato oscuro del sistemaAccanto ai costi astronomici ci sono poi le frodi. Ed è impossibile parlare di un ritorno del reddito grillino senza ricordare cosa è successo negli anni passati. La Guardia di finanza di Napoli, in appena dodici mesi, aveva denunciato 298 persone nell’area nord della provincia. Otto di loro, secondo gli accertamenti, sarebbero addirittura usciti dai domiciliari per andare al Caf a presentare la domanda. In un altro caso la richiesta risultava inoltrata mentre il beneficiario era detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Un uomo avrebbe perfino simulato identità e accento bulgaro utilizzando documenti falsi per ottenere il beneficio.Le anomalie hanno assunto col tempo contorni surreali. A Ponticelli una salumeria avrebbe trasformato le card in denaro contante. A Scampia un percettore era stato fermato con una pistola pronta a sparare e 21mila euro cash. A Pozzuoli risultavano beneficiari del sussidio persino dodici parcheggiatori abusivi. Tra Marano e l’area flegrea erano emersi collegamenti familiari con storici clan camorristici. In quel filone compariva anche la figlia di un uomo coinvolto nell’omicidio del giornalista Giancarlo Siani, che avrebbe percepito circa 8.500 euro.Il danno stimato per Napoli e provincia tra il 2021 e il 2022 aveva sfiorato i 20 milioni di euro. A livello nazionale Guardia di finanza e magistratura hanno registrato oltre 665 milioni di euro percepiti o richiesti indebitamente, con più di 62mila soggetti segnalati.Il nuovo laboratorio politico del “tassa e spendi”La Campania governata dal Pd e consegnata ai grillini in nome del campo largo rischia di trasformarsi ancora una volta nel laboratorio nazionale del reddito di cittadinanza. Non sviluppo, non investimenti, non imprese, non lavoro produttivo: il modello resta quello dell’assistenzialismo permanente finanziato dalla fiscalità generale.Eppure i numeri raccontano una realtà impietosa. Dopo oltre 34,5 miliardi di euro spesi dallo Stato per il reddito di cittadinanza dal 2019, con circa 8,5 miliardi assorbiti dalla sola Campania, il Mezzogiorno non è diventato più competitivo né più attrattivo. In compenso si è consolidato un sistema che ha alimentato dipendenza dal sussidio, consenso politico e perfino frodi per oltre 665 milioni di euro accertate a livello nazionale.La verità è che questa sinistra massimalista, illiberale e ossessionata dalla redistribuzione continua a proporre la stessa ricetta: più trasferimenti pubblici, più spesa corrente e inevitabilmente più tasse per chi produce, lavora e paga regolarmente. La Campania diventa così il simbolo perfetto del campo largo: un’alleanza che sacrifica crescita e libertà economica per inseguire un modello fondato sull’assistenza permanente.Enrico Foscarini, 14 maggio 2026L'articolo Campania, Fico vuole riesumare il reddito grillino proviene da Nicolaporro.it.