Lo sguardo. La naturalezza, la sensibilità, la presenza scenica. Ma soprattutto la disponibilità di grandi ruoli dove esibire talento e professionalità. Per questo le attrici francesi sono oltre, e purtroppo la partita con l’universo nostrano è persa sulla carta. Si badi bene: qui non si parla di incapacità o impreparazione delle magnifiche interpreti italiane, bensì sulla capacità del cinema francese di scrivere opere con protagoniste femminili sia in maggior quantità che qualità. Di conseguenza di valorizzare le performer transalpine in termini di identità, visibilità e successo.La 79ma edizione del Festival di Cannes in corso ne è esempio lampante.A partire dalla monumentale Léa Drucker vista ieri nel secondo film concorrente, La vie d’une femme (La vita di una donna) della cineasta e attrice 40enne francese Charline Bourgeois-Tacquet. Un racconto strutturato in capitoli che vede al centro una chirurga maxillofacciale di mezz’età in apparentemente totale controllo della propria esistenza. Appagata da una professione di successo e da un matrimonio rassicurante, Gabrielle – questo il suo nome – sembra infallibile. Ovviamente non è così, e sarà l’incontro con una giovane scrittrice a incrinare le sue certezze, cui daranno seguito alcuni eventi che la metteranno davanti alle proprie fragilità.Una storia “normale”, tutto sommato, con la quale quasi qualunque donna occidentale può rispecchiarsi. Ma per incarnarla occorreva un’attrice superlativa. Mai sopra le righe, la 54enne Drucker – apprezzata sempre ove reciti, in particolare la ricordiamo a Cannes anche lo scorso anno in Dossier 137 “scippata” del premio come miglior attrice – letteralmente “diventa” Gabrielle. Naturale, sensibile, bellissima nella sua imperfezione non “botulinizzata”, Drucker è solo una delle stelle del firmamento recitativo che vedremo sulla Croisette quest’anno che, per inciso, non fa eccezione rispetto al passato prossimo, indicando infatti una tendenza.Partiamo proprio dalla sua omonima, l’altra Léa, la giovane Seydoux, è prima donna in ben due film del concorso: L’inconnue di Arthur Harari e Gentle Monster dell’austriaca Marie Kreutzer. In questo film incontra un vero “mostro” sacro del divismo d’Oltralpe, madame Catherine Deneuve, verso la quale non servono sottolineature.Fa da perfetto pendant la presenza della “divina” Isabelle Huppert nel secondo lungometraggio francofono di Asghar Farhadi, Histoires Parallèles: qui se la vedrà con la magnifica Virginie Efira che, a sua volta rincontreremo protagonista assoluta del primo film francese del giapponese Hamaguchi Ryusuke (il premio Oscar per Drive my car), Soudain.Ecco poi apparire sulla Croisette la bellezza intatta della “nostra” Monica Bellucci, interprete con Hafsia Herzi (talentuosa anche come regista) di Histoires de la nuit della francese Lea Mysius. E se la ex “compagna” della Seydoux nel leggendario La vie d’Adele di Kechiche, Adèle Exarchopoulos è la leading actress di Garange di Jeanne Herry, a una delle regine inconstratate dell’empireo transalpino sono affidati ruoli da protagonista in ben due film: Marion Cotillard guida infatti il cast sia di Karma diretto dal marito Guillaume Canet, sia di Roma Elastica di Bertrand Mandico, ambientato nella nostra Capitale “del cinema” all’inizio degli anni ’80.L'articolo Cannes 2026, Léa Drucker e le altre: tutte le attrici in lizza per la Palma D’Oro proviene da Il Fatto Quotidiano.