Renaissance in economics, lanciato Manifesto per nuova economia

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 Il ‘Manifesto per una nuova economia‘ è al centro del congresso che nelle giornate di giovedì 14 e venerdì 15 maggio viene ospitato dall’università di Roma Tor Vergata e dall’università Roma Tre, la terza conferenza internazionale di ‘Renaissance in economics‘. Due giorni per rimettere al centro il senso dell’economia, oltre numeri e indicatori tradizionali, un incontro che mette assieme ospiti accademici internazionali, rappresentanti istituzionali e organizzazioni del mondo economico e sociale e civile, che si confrontano sulle grandi trasformazioni in atto: crisi climatica, disuguaglianze, transizione tecnologica. A inaugurare il congresso ci ha pensato il rettore di Roma Tor Vergata Nathan Levialdi Ghiron: “Sono molto importanti momenti come questo – ha detto poi a margine – perché consentono di poter introdurre il tema dell’economia sociale e civile all’interno delle università. Credo che su questi temi un coinvolgimento generale possa avere un ruolo molto importante, sia introducendo nuovi elementi di riflessione, sia attraverso momenti comuni attraverso i quali condividere questo tipo di riflessione con docenti, studenti e tutta la società civile”. ‘Renaissance in economics’ è organizzato da NeXt Economia · FedercasseûBcc, Confcooperative, università Roma Tor Vergata, università Roma Tre. La Conferenza fa parte del programma ufficiale del Festival nazionale dell’economia civile, in programma a Firenze dal primo al quattro ottobre 2026. All’apertura c’era per Roma Capitale l’assessora per le attività produttive e pari opportunità Monica Lucarelli: “Qualunque conferenza che porti a un confronto su un nuovo modo di vedere l’economia in linea con i tempi che corrono, con la sostenibilità che deve essere sempre di più al centro delle scelte politiche e quindi anche delle scelte della formazione, sarà sempre estremamente importante. Il fatto di trovarsi a confronto con un progetto che vede tanti professori, professoresse e tanti ragazzi che sono parte del progetto è fondamentale, perché solo attraverso la partecipazione e il confronto che sia anche intergenerazionale si può arrivare a dettare delle linee che siano adeguate ai tempi che oramai vanno veloci e che richiedono sempre di più un’attenzione sullo sviluppo dei territori che però sia sostenibile. E questo si può fare solamente se al centro di tutte le politiche e di tutte le scelte ci sono le persone”.I lavori si sono aperti con la sessione plenaria dedicata alla ‘Discussione del manifesto’, con l’intervento di Leonardo Becchetti (co-fondatore di NeXt economia): “La nostra missione precisa è quella di unire i generativi nel mondo accademico, economico e imprenditoriale per sconfiggere una falsa narrazione. Oggi si parla solo degli alberi che cadono, dello stretto di Hormuz, delle terre rare. Invece c’è una foresta che cresce. La comunità scientifica in 2000 anni ha aumentato di 536 miliardi di anni la vita media felice, gli anni di vita media felice nel mondo. E quindi noi vogliamo far presente questa capacità di creare intelligenza relazionale, di far vincere l’intelligenza relazionale, con un manifesto nel rinascimento economico fondato su pilastri rappresentati da una visione di persona, di impresa, diverse, generative, che creano ricchezza di senso, valore economico, valore sociale e ambientale. Nuovi indicatori per misurare la realtà e soprattutto la cittadinanza attiva, perché la democrazia si salva e si tutela se non chiediamo alle persone solo di andare a votare, ma di partecipare e di contribuire alla creazione di valore”. A seguire una lezione civile di Uri Gneezy (titolare della cattedra Epstein/Atkinson alla Rady school of management dell’università della California, San Diego), che l’ha così riassunta: “In economia comportamentale non partiamo da deduzioni, ma analizziamo direttamente i dati. Il mio lavoro si concentra sugli incentivi, per cercare di capire come siamo motivati dagli stessi. Non si tratta semplicemente di un processo in cui tu paghi e io faccio ciò di cui hai bisogno, piuttosto quello che osserviamo è che le persone reagiscono agli incentivi a volte in modo bizzarro e sotto pressione sembrano performare ancora peggio”.Questo articolo Renaissance in economics, lanciato Manifesto per nuova economia proviene da LaPresse