Sempio a Quarto Grado sugli audio e il video porno. Il timore su Marco Poggi e l’ossessione sessuale: «Ho dato una mano a sembrare strano»

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Si sente come un pugile suonato Andrea Sempio, che torna a parlare ai microfoni di Quarto grado su Rete4, per la prima volta in una lunga intervista dopo la chiusura delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Gli inquirenti di Pavia lo indicano come unico indagato nel nuovo filone d’inchiesta sul delitto di Garlasco, ora accusato di omicidio volontario con l’aggravante della crudeltà da un odio coltivato nei confronti della vittima: «Possono scrivere il capo di incolpazione che preferiscono – dice Sempio nelle anticipazioni dell’intervista di Martina Maltagliati nel programma condotto da Gianluigi Nuzzi con Alessandra Viero – per me non cambia nulla». Il 38enne non cambia posizione e insiste a dichiararsi completamente estraneo al massacro della sorella del suo amico Marco Poggi il 13 agosto 2007: «No, non sono io, cioè non ho commesso l’omicidio – insiste Sempio – non ho ammazzato Chiara Poggi».Il movente sessuale ipotizzato dalla Procura di PaviaPer gli inquirenti di Pavia coordinati dal procuratore Fabio Napoleone, Chiara Poggi sarebbe stata uccisa da Sempio perché respinto da una presunta ossessione sessuale per la vittima. Ossessione alimentata dalla visione di un video intimo che vedrebbe protagonisti Chiara e l’allora fidanzato Alberto Stasi. Una pista che emergerebbe anche dai soliloqui registrati nella sua Panda, intercettati dalle cimici dei carabinieri di Milano. Sempio nega: «Io non ho mai visto i video di Chiara, non c’è mai stato questo mio interesse verso Chiara, non c’è mai stato nulla di tutto ciò». E aggiunge: «Capisco che alla fine bisognava trovare un qualche tipo di movente, è stato scelto questo, va bene». Sul contenuto degli audio dice di non volerli commentare più di tanto, non avendoli ancora ascoltati né discussi con i magistrati.Cosa pensa Sempio della famiglia PoggiL’ipotesi che Marco Poggi, suo amico storico, possa nutrire dei sospetti dopo la chiusura indagini lo turba ma non lo convince. «Pensare che lui o la sua famiglia potessero avere dei dubbi nei miei confronti, ovviamente è un pensiero che mi farebbe star male. Io però non lo credo. Non credo che loro abbiano avuto dei dubbi, nonostante tutto il bombardamento mediatico che c’è stato». Più duro il giudizio sulle accuse, secondo lui infondate, che sui media e sul web hanno coinvolto anche i parenti della vittima: «Capisco l’odio che ci può essere contro di me, essendo la persona indagata, ma verso la famiglia Poggi o verso Marco stesso, a me sono sembrati proprio il punto più viscido e basso della vicenda».Le intercettazioni in auto e i post sul forumTra gli elementi più discussi ci sono gli audio in cui Sempio sembra parlare da solo della dinamica dell’omicidio e i suoi scritti su un forum. Il 38enne prova a ridimensionare, sostenendo che molti contenuti sarebbero stati travisati: «Era venuto fuori il tema dove io scrivevo dell’omicidio di Garlasco e poi si era scoperto che era un compito che mi avevano dato da fare, non era una cosa che avevo scelto io di fare». Ammette però una certa goffaggine ricorrente da parte sua: «So che gli ho dato una mano a sembrare un tipo strano, già quando erano uscite delle intercettazioni nelle precedenti indagini». Sulle frasi su violenze e killer trovate nei suoi appunti, la chiave di lettura per lui è quasi ovvia, parliamo di pensieri di una persona già sotto inchiesta: «Facile indovinare che cosa avessi in testa in quel momento».Sempio vittima della giustizia? Come rispondeAlla domanda se si senta vittima della giustizia, cerca di mantenersi diplomatico. «Per ora non posso dire di essere una vittima, perché se ci sono dei sospetti, è giusto che la legge faccia il suo lavoro, è giusto che ci sia l’indagine. Non sono contento di questa situazione, ma non posso neanche dire “magistrati cattivi” che se la prendono con me. Giusto che facciano il loro lavoro». Sulle prossime mosse si dice ormai assuefatto: «Dopo un anno e mezzo di tensione e colpi a destra e sinistra, fai anche fatica a reagire, è come un pugile che prende sessanta pugni: dal ventesimo in poi li incassa e fine».«Mi sveglio e penso solo a questa storia»A pesare, racconta, è soprattutto è la pressione prolungata a cui si sente sottoposto. Sono 18 mesi di esposizione mediatica e pressione giudiziaria, in cui ogni dettaglio della sua vita, si lamenta, è finito al vaglio dell’opinione pubblica. «È un anno e mezzo che dico che io mi sveglio e penso solo a questa storia». Sui post nel forum, sui pensieri scritti in passato, sulle reazioni che col senno di poi avrebbe gestito diversamente, rimanda ogni chiarimento alle sedi opportune: «Quando sarà il momento ci dedicheremo a spiegare anche quelle cose». Per ora, dice, l’unica nota positiva è che il percorso «è arrivato alla fine», con la chiusura delle indagini che apre la fase decisiva in vista di un sempre più probabile processo.L'articolo Sempio a Quarto Grado sugli audio e il video porno. Il timore su Marco Poggi e l’ossessione sessuale: «Ho dato una mano a sembrare strano» proviene da Open.