Tumori aggressivi, il Nobel Semenza e la strategia per disinnescarli

Wait 5 sec.

I tumori sfruttano i meccanismi dell’ipossia per sopravvivere, sviluppare metastasi e resistere alle terapie. Ma proprio in questa raffinata tattica potrebbe nascondersi il tallone d’Achille per batterli. Ne ha parlato il Premio Nobel per la Medicina 2019 Gregg L. Semenza, tra i più autorevoli scienziati al mondo nel campo della biologia cellulare e della ricerca oncologica, intervenuto agli Ifo di Roma ad un affollato incontro scientifico dedicato alle prospettive dell’oncologia di precisione. Nel suo ‘tour’ in prestigiosi istituti della Capitale, Semenza ha affrontato i temi più caldi della sua ricerca. Ossigeno e tumoriComprendere come i tumori aggressivi sopravvivono in assenza di ossigeno – e riescono a sfuggire alle difese immunitarie – potrebbe aprire nuove prospettive terapeutiche di precisione e cambiare finalmente la storia di queste malattie. “Ospitare Gregg Semenza – ha detto Giovanni Blandino, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena – significa accogliere uno degli scienziati che hanno cambiato il modo di comprendere il comportamento biologico dei tumori. Le sue scoperte hanno aperto nuove prospettive nella ricerca oncologica, nella medicina personalizzata e nello sviluppo di terapie innovative. Per i nostri ricercatori e clinici” la presenza del Nobel “rappresenta un’opportunità straordinaria di confronto scientifico internazionale”.La sala gremita testimonia la risposta dei professionisti degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri per la lezione dello scienziato satunitense. Semenza ha ricevuto il Nobel per la Medicina per il suo lavoro rivoluzionario sui meccanismi attraverso cui le cellule percepiscono e si adattano alla carenza di ossigeno, grazie all’identificazione del fattore HIF (Hypoxia-Inducible Factor), oggi considerato uno dei principali regolatori biologici della crescita tumorale. Lo studioso ha illustrato alla platea degli Ifo il legame tra tumori e ipossia, ma anche i nuovi approcci terapeutici mirati a bloccare HIF-1 e HIF-2, proteine centrali nella risposta cellulare alla carenza di ossigeno. Il nuovo inibitore duale e i primi risultati contro i tumoriIl Premio Nobel ha presentato i risultati preclinici di S9N, un innovativo inibitore duale sviluppato dal suo gruppo di ricerca e progettato per colpire contemporaneamente entrambe le proteine, rendendo i tumori nuovamente sensibili all’immunoterapia. “Risultati particolarmente promettenti sono emersi in tumori aggressivi come il carcinoma mammario triplo negativo, il glioblastoma e alcuni tumori del colon-retto”, spiegano dagli Ifo. Non solo: nel mirino del professore di Oncologia e Medicina alla Johns Hopkins University di Baltimora c’è anche la chiave per aumentare l’efficacia delle immunoterapie e aprire nuove prospettive di precisione contro i tumori più cattivi.Il Nobel Semenza nel corso del suo intervento agli IfoQuesto articolo Tumori aggressivi, il Nobel Semenza e la strategia per disinnescarli proviene da LaPresse