lla vigilia della presentazione del nuovo piano strategico, Stellantis accelera sulle partnership internazionali e manda un messaggio molto chiaro al mercato: senza una collaborazione sempre più stretta con i costruttori cinesi, produrre auto in Europa rischia di diventare economicamente insostenibile.Il gruppo guidato da Antonio Filosa ha annunciato una nuova joint venture con Dongfeng in Europa e, parallelamente, un memorandum d’intesa con Jaguar Land Rover negli Stati Uniti. Due operazioni differenti ma accomunate dalla stessa logica industriale: condividere tecnologie, ridurre i costi e rafforzare la competitività in una fase in cui il settore automotive europeo è schiacciato tra regolamentazione, transizione elettrica e concorrenza asiatica.L’intesa con Dongfeng e il piano per produrre in EuropaL’asse con Dongfeng non nasce oggi. I due gruppi collaborano da oltre trent’anni e recentemente hanno rafforzato la loro partnership in Cina per produrre veicoli a nuova energia a marchio Peugeot e Jeep nello stabilimento di Wuhan, destinati sia al mercato cinese sia all’export globale a partire dal 2027.Ora però il progetto si estende direttamente all’Europa. La nuova joint venture sarà controllata da Stellantis con il 51% e riguarderà vendita, distribuzione, produzione, acquisti e ingegneria dei veicoli elettrificati di Dongfeng, inclusi quelli del marchio premium Voyah. L’obiettivo è portare questi modelli nei mercati europei sfruttando anche la rete industriale del gruppo italo-francese.L’ipotesi più significativa riguarda la produzione futura nello stabilimento Stellantis di Rennes, in Francia, così da rispettare i requisiti europei sul Made in Europe e aggirare al tempo stesso le difficoltà legate ai dazi e ai costi logistici. In sostanza, la strategia sembra sempre più chiara: usare tecnologia e piattaforme cinesi per continuare a produrre in Europa senza perdere competitività.Filosa ha spiegato che “questo nuovo capitolo consentirà di offrire una gamma ancora più ampia di prodotti a prezzi competitivi, valorizzando la presenza globale di Stellantis e l’accesso di Dongfeng all’avanzato ecosistema cinese dei veicoli a nuova energia”. Una dichiarazione che fotografa bene il punto centrale della partita industriale: oggi il vantaggio tecnologico sulle batterie e sul software è largamente nelle mani dei costruttori asiatici.Dopo Leapmotor, un altro segnale sulla dipendenza tecnologica europeaL’accordo con Dongfeng arriva dopo quello con Leapmotor, che produrrà a Saragozza e Madrid. È il secondo grande partner cinese che entra nella strategia industriale di Stellantis nel giro di pochi mesi e difficilmente può essere considerato un caso isolato.I gruppi cinesi sono ormai avanti su batterie, supply chain e software, mentre l’Europa continua a pagare costi energetici elevati, burocrazia e una transizione ecologica imposta con tempi che l’industria fatica a sostenere. Per questo motivo le alleanze con Pechino stanno diventando sempre meno una scelta tattica e sempre più una necessità industriale.Anche in Italia gli effetti potrebbero essere rilevanti. Stellantis ha annunciato che a Pomigliano verranno prodotte e-car dal 2028 e non è escluso che il progetto coinvolga proprio un partner cinese. Restano invece in attesa di soluzioni gli impianti di Cassino e Mirafiori, mentre i sindacati chiedono garanzie occupazionali e nuovi investimenti.La Fiom ha presentato proposte per il rilancio attraverso modelli mass-market, investimenti industriali e l’arrivo di nuovi costruttori. Ma il vero nodo resta sempre lo stesso: costruire auto in Europa costa troppo e senza economie di scala globali il rischio di ridimensionamento industriale diventa concreto.L’intesa con Jaguar Land Rover negli Stati UnitiParallelamente Stellantis ha annunciato anche un memorandum d’intesa con Jaguar Land Rover negli Stati Uniti. L’accordo punta a creare “possibili sinergie nello sviluppo di prodotti e tecnologie”, facendo leva sulle competenze complementari delle due aziende.Secondo Filosa, “possiamo creare valore per entrambe le organizzazioni, restando pienamente focalizzati nell’offrire ai nostri clienti i prodotti che amano”. Anche in questo caso il concetto chiave è la condivisione dei costi. Sviluppare nuove piattaforme, software e tecnologie per l’elettrificazione richiede investimenti enormi che persino i grandi gruppi automobilistici faticano ormai a sostenere da soli.Il piano strategico di Filosa e la nuova gerarchia dei marchiI dettagli della nuova strategia saranno illustrati durante l’Investor Day di Auburn Hills, in Michigan, dove sono attesi investitori e media internazionali. Sarà presente anche il presidente John Elkann.Il mercato si aspetta un approccio più pragmatico rispetto agli ultimi anni. Filosa dovrebbe confermare una strategia multi-energia che continuerà a includere motori termici, ibridi ed elettrici, adattando l’offerta ai diversi mercati invece di puntare tutto esclusivamente sull’elettrico.Grande attenzione sarà dedicata alle piattaforme industriali, alle tecnologie e soprattutto alla struttura del portafoglio marchi. Stellantis continua a escludere chiusure o cessioni, ma appare sempre più probabile una gerarchia interna più netta, con la maggior parte degli investimenti concentrata sui brand globali più forti come Fiat, Jeep, Ram e Peugeot.Gli altri marchi potrebbero invece avere un ruolo più limitato o focalizzato su specifici segmenti geografici e commerciali. Un’impostazione che riflette la necessità di razionalizzare costi e investimenti in un mercato europeo sempre più difficile per chi produce automobili.Enrico Foscarini, 20 maggio 2026L'articolo Stellantis punta sui cinesi, l’elettrico è troppo per l’Europa proviene da Nicolaporro.it.