Si indaga sulle cause della tragica morte dei cinque italiani durante un’escursione subacquea nell’atollo di Vaavu, nelle Maldive. Una delle ipotesi è la cosiddetta narcosi da azoto. Cos’è la narcosi da azotoLa narcosi da azoto è un’alterazione neurologica che può colpire i subacquei durante immersioni profonde, generalmente oltre i 30-40 metri. È causata dall’aumento della pressione dell’azoto respirato con le normali bombole ad aria compressa. L’effetto viene spesso paragonato a una sorta di “ebbrezza da profondità“: il sub può sentirsi euforico, confuso o rallentato nei riflessi, con una riduzione della lucidità mentale e della capacità di prendere decisioni. I sintomiI sintomi possono variare da persona a persona e dipendono dalla profondità, dalla velocità di discesa, dall’esperienza e dalle condizioni fisiche del subacqueo. Tra i sintomi più comuni: sensazione di euforia o falsa sicurezza; difficoltà di concentrazione; rallentamento dei riflessi; perdita di coordinazione; alterazione della percezione del tempo e dello spazio; confusione mentale; ansia o panico improvviso; difficoltà nel leggere strumenti o seguire procedure. Nei casi più gravi, il sub può perdere la capacità di reagire correttamente a un’emergenza. La narcosi da azoto può diventare estremamente rischiosa soprattutto in ambienti complessi, come grotte, relitti o immersioni profonde, dove servono lucidità e precisione. Un sub in stato di narcosi potrebbe: perdere l’orientamento; consumare aria più rapidamente; dimenticare procedure di sicurezza; non riconoscere situazioni di pericolo; separarsi dal gruppo; non riuscire a trovare la via d’uscita. In ambienti chiusi o con scarsa visibilità, questi effetti possono avere conseguenze fatali. Questo articolo Italiani morti alle Maldive, cos’è la narcosi da azoto: sintomi e rischi proviene da LaPresse