L'IA, l'abbiamo scritto spesso, fa ormai parte delle nostre vite: se ignorarne l'esistenza non è possibile (e forse anche controproducente), è importante imparare a farne buon uso, evitandone l'abuso. Un recente sondaggio condotto da Gallup ha indagato il rapporto della Gen Z, i giovani nati tra il 1997 e il 2012, con questa tecnologia, delineando un quadro inaspettato: nonostante la maggior parte la usi giornalmente o settimanalmente, non lo fa con entusiasmo o positività, ma con scetticismo e timore.. Ti uso, ma ti odioIl sondaggio, condotto tra febbraio e marzo 2026, ha coinvolto 1.572 giovani statunitensi tra i 14 e i 29 anni di età. I risultati parlano chiaro: se da un lato più della metà degli intervistati ammette di utilizzare strumenti di intelligenza artificiale generativa almeno una volta a settimana (e solo il 19% non lo fa mai), rispetto al 2025 l'entusiasmo nei confronti di ChatGPT, Gemini e affini è crollato, passando dal 36% al 22%, la speranza è scesa dal 27% al 18% e la rabbia è salita di 9 punti percentuali (dal 22% al 31%).. I motivi di questo pessimismo? Tutti legittimi: otto giovani su dieci ritengono che utilizzare l'IA renderà più difficile imparare in futuro, e molti si dicono preoccupati che ricorrere ai chatbot possa influire negativamente su creatività e pensiero critico. Altri hanno paura che l'IA "rubi" loro il lavoro, che rimpiazzi l'interazione tra esseri umani e che diffonda fake news.. Curiosità e timoreQuasi la metà di chi lavora ritiene che i rischi dell'IA superino i benefici, e il 69% si fida di più di un compito portato a termine con la sola intelligenza umana. «Ho la sensazione che qualsiasi cosa mi interessi abbia il potenziale di essere sostituita, forse anche nei prossimi anni», afferma Sydney Gill, 19 anni. . Il sentimento che emerge con più forza dal sondaggio, è importante sottolinearlo, è la curiosità (che prova il 49% degli intervistati): è però seguita a ruota da ansia (42%) e rabbia (31%), sentimenti che salgono rispetto allo scorso anno, in controtendenza a quelli positivi. Insomma, la Gen Z è una generazione che non rifiuta l'IA (d'altronde, come potrebbe?) ma che lo usa con il timore di venirne fagocitata..