Tumore e diritti, le novità sul Piano oncologico mentre la ricerca corre

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Nella XXI Giornata nazionale del malato oncologico interessanti novità per i 4 milioni di connazionali che convivono con un tumore, ma anche per i familiari e per quanti dedicano le loro forze alla ricerca contro queste malattie. Il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Sergio Iavicoli, ha annunciato che il 26 maggio si riunirá – per la prima volta – la Cabina di regia per l’attuazione del Piano oncologico nazionale. Un passaggio importantissimo per il Piano 2023-27, richiesto a lungo dalla Favo di Francesco De Lorenzo ed Elisabetta Iannelli.Senza la Cabina di regia, infatti, il Pon “resta un documento programmatico privo di gambe”, aveva chiarito De Lorenzo nel corso di un recente incontro a Roma, dove ha annunciato anche l’addio alla presidenza Favo, Federazione che ha guidato a lungo e di cui resta presidente onorario. Il drappello dei nuovi farmaci anti-cancroInsomma, dopo le pressanti richieste delle associazioni dei malati di tumore, qualcosa si muove. Intanto l’oncologia “si conferma oggi l’area terapeutica più studiata al mondo. Sono 9.036 i medicinali in ricerca e sviluppo dedicati ai tumori, pari a quasi il 40% dell’intera pipeline globale (fonte Citeline) e al 26% del totale dei pazienti arruolati nei trial clinici nel 2025, con oltre 300.000 partecipanti (fonte Iqvia)”, sottolinea Marcello Cattani, presidente di Farmindustria.I successi della ricerca e delle terapie contro il tumore“I progressi scientifici e tecnologici degli ultimi anni – aggiunge – stanno cambiando la lotta contro il cancro, rendendo curabili molte forme di tumore e trasformandole in molti casi in condizioni croniche con cui è possibile convivere. Un esempio concreto: in Italia negli ultimi 10 anni le persone che sopravvivono dopo una diagnosi di tumore sono 1 milione in più, grazie anche al ruolo fondamentale dei farmaci”.Cresce anche il numero degli studi clinici oncologici. Trial in cui le terapie innovative vengono testate dai pazienti. “All’inizio del 2026 erano 20.383 quelli in corso a livello globale, con un aumento del 5,8% rispetto all’anno precedente. E in Italia, secondo l’Agenzia Italiana del Farmaco, circa il 35% degli studi clinici è relativo alle neoplasie”, segnala Cattani. Intanto tecnologie digitali e AI stanno rendendo i processi di ricerca e sviluppo più rapidi ed efficienti, favorendo l’identificazione di nuove molecole e una maggiore personalizzazione delle terapie. “Ma per mettere pienamente a frutto le potenzialità dell’innovazione e farla arrivare prima ai pazienti, è sempre più importante prevedere schemi di accesso precoce alle terapie innovative”, insiste il presidente di Farmindustria, convinto che occorra continuare a investire in innovazione. La strategia di Cattani richiede anche di semplificare i percorsi autorizzativi, ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso ai farmaci e valorizzare la collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica, imprese e associazioni dei pazienti. Per rendere davvero accessibili i più avanzati frutti della ricerca, ma anche i nuovi diritti. E venire incontro agli italiani che, nel corso della loro vita, si trovano a fare i conti con una diagnosi di tumore.Questo articolo Tumore e diritti, le novità sul Piano oncologico mentre la ricerca corre proviene da LaPresse