Una presunta testimone dice di aver incrociato Salim El Koudri prima dell’attentato di Modena. L’avrebbe sentito parlare con «uno straniero più anziano». Diceva «che l’avrebbero visto tutti». E aggiungeva che «sarebbero stati pagati 40 mila euro e se andrà bene avrebbero preso anche di più». La testimone oggi, sotto anonimato, parla con Il Giornale. Ma gli investigatori hanno già verificato le sue parole. E le hanno giudicate prive di riscontri. La testimone è infatti andata in questura sabato sera subito dopo la strage: «Nell’immediato non sono stati trovati riscontri diretti, ma quanto riferito rimane all’attenzione», è quanto hanno fatto sapere gli inquirenti.La versione della testimoneSecondo quanto racconta il quotidiano è stato un giornalista di Brescia a fare da tramite attraverso la direzione del Giornale. La testimone vive e lavora a Modena. E secondo il quotidiano «è vicina a Israele, un fatto che potrebbe far pensare male. In realtà quando ci parliamo il suo racconto appare lineare e non infiocchetta in alcun modo quello che sostiene di avere visto verso le 20.10 di venerdì scorso, poche ore prima della tentata strage». «Sono uscita per andare a prendere la macchina percorrendo una strada che conosco bene. Quando stavo arrivando davanti a un negozio gestito da pachistani ho notato due persone, che sembravano straniere ed erano vestite bene», racconta lei. Il più giovane – che sarebbe Salim – aveva «un giubbotto chiaro, beige, e pantaloni scuri larghi» e l’altro più anziano, di spalle «come se non volesse farsi vedere».Salim El Koudri e il complotto della strage di ModenaLa paramedica sostiene di essere arrivata a pochi passi e di aver camminato facendo finta di nulla. E poi di aver sentito il più giovane «che parlava a voce alta, quasi esaltato, dicendo “succederà qualcosa che vedranno tutti”». E subito dopo aggiunge che «sarebbero stati pagati 40 mila euro e se andrà bene avrebbero preso anche di più». Pensa «al solito straniero che fa lo sbruffone. Li ho visti tante volte e ci sono abituata». Poi però «l’uomo più anziano, rimane di spalle per non farsi vedere e fa segno con la mani al ragazzo di abbassare la voce, come se volesse dirgli “basta”». Il giorno dopo Salim El Koudri compie il suo attacco.La poliziaLa polizia fa sapere al quotidiano di averla sentita. Al contrario di quello che dice Il Giornale, gli inquirenti dicono che «sembrava un po’ vaga». Lei aggiunge che in quel negozio pakistano «lo scorso anno durante la prima guerra con Israele (quella dei 12 giorni) inneggiavano all’Iran». Dice di essere sicura del riconoscimento di El Koudri. E aggiunge che «parlava in italiano, ma non perfettamente». E ancora: «Sono sicura che era lui e se mi chiamano sono pronta a tornare in questura per ribadirlo senza problemi».Cosa non tornaLa prima cosa che non torna nel racconto è proprio la radice della testimonianza. La donna ascolta il colloquio in cui si preconizza una strage ma non va subito dagli inquirenti. Ci va quando la vicenda è su tutti i giornali. Poi c’è da dire che se davvero qualcuno ha commissionato la strage a Salim El Koudri, pare francamente ridicolo che poi abbia deciso di parlarne con lui in mezzo alla strada. Per di più davanti al negozio di pakistani che secondo la donna inneggiava all’Iran durante la guerra dei 12 giorni. Ma anche qui non ci sono riscontri. Curioso è anche che la donna conosca tanti «stranieri che fanno gli sbruffoni», ma nessun italiano, visto che la caratteristica umana non sembra aver risparmiato gli italiani. A meno che non si abbia un certo bias sugli stranieri.L’italianoInfine, la testimone riferisce di aver sentito parlare Salim in un italiano stentato. Noi non sappiamo come parli l’italiano El Koudri, ma sappiamo che la sorella ha detto in un’intervista di parlare male l’arabo e bene l’italiano e che il fratello era sempre il primo della classe a scuola. Pare poco probabile che il 32enne parli male la lingua del paese in cui è nato. La testimonianza sembra raccontare molto poco sull’attentato di Modena, e tanto invece su come certi italiani vedono gli stranieri. Gli stereotipi valgono anche in caso di strage.L'articolo Salim El Koudri e la presunta testimone: «40 mila euro per la strage di Modena» proviene da Open.