«Pechino non vuole l’indipendenza di Taiwan. E io voglio che Taipei si calmi e la Cina si calmi». Così, in un’intervista a Fox News, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha precisato che il destino dell’isola è stata una delle principali preoccupazioni del presidente cinese Xi Jinping durante il vertice di Pechino. «Vorrei che le cose rimanessero come sono», ha precisato Trump, ipotizzando poi che la Cina non attaccherà l’isola durante il resto del suo mandato. «Non credo che faranno nulla finchè sarò in carica. Quando non ci sarò più, penso che potrebbero farlo, a dire il vero. Non sono sicuro che faranno qualcosa se le cose rimarranno come sono». Parole a cui ha replicato subito il ministero degli Esteri taiwanese che, in una nota, ribadisce come «la nostra posizione è chiara: Taiwan continuerà a contribuire alla pace e alla stabilità regionale. Siamo determinati a mantenere lo status quo nello Stretto. Questa è sempre stata la posizione del presidente Lai Ching-te e il fermo impegno dei 23 milioni di abitanti di Taiwan. È evidente che siamo un Paese sovrano e democratico».L’analisi di Cacciari: «Taiwan potrebbe essere una catastrofe. Si rischia una nuova Yalta globale»«Non credo che sarà molto semplice per la Cina sbarcare a Taiwan e prendersela così tipo Hong Kong. Tuttavia è chiaro che sarà altrettanto difficile che si giunga ad un confronto catastrofico. Ma certamente, se domani la Cina prendesse Taiwan, sarebbe una catastrofe negli equilibri mondiali, quindi mi auguro che sarà un processo in qualche modo anche lungo, diplomatico». Così in un’intervista a La Stampa, al Salone del Libro, il filosofo Massimo Cacciari interviene sul tema. «Nel frattempo – aggiunge – gli Stati Uniti consolidano il loro territorio, che è un territorio globale ovviamente». E spiega: «Si potrebbe arrivare ad un grande trattato tipo Yalta che stabilisca questa ripartizione del globo: qui c’è l’impero americano, qui c’è la Cina, qui c’è l’India, qui c’è quello che avanza della Russia, che è poca cosa». Per Cacciari «l’ordine che si ricostituirà non avrà nulla a che fare con quello uscito dalla seconda guerra mondiale». E il nuovo: «Nessuno lo sa, questa è la situazione nella quale ci troviamo. Il gioco fondamentale sarà tra Stati Uniti e Cina». L'articolo L’avvertimento del presidente Usa su Taiwan: «Pechino non vuole la sua indipendenza». La replica da Taipei: «Siamo un paese sovrano e democratico» proviene da Open.