“La ragione per la quale noi abbiamo voluto, sempre con tempi che sono un po’ al cardiopalma nella nostra quotidianità, venire qui per la terza volta in meno di quattro mesi è che ci siamo dati come obiettivo quello di confrontarci con l’amministrazione e con la città ogni volta che ci sono dei passaggi importanti che vengono portati avanti”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla seduta del Consiglio Comunale di Niscemi dove è arrivata in mattinata, accompagnata dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, per una visita istituzionale. La cittadina siciliana fu colpita da una terribile frana a causa del maltempo nei mesi scorsi. “Il decreto legge che il Consiglio dei ministri ha approvato il 27 febbraio dopo un analogo confronto che noi avemmo in questa sala e che poi è stato convertito in legge dal Parlamento a fine aprile ha previsto, oltre alle disposizioni generali che riguardavano tutti i territori che erano stato colpiti da Ciclone Harry, anche delle disposizioni molto specifiche per affrontare la questione della frana di Niscemi – le parole della premier -. In particolare il decreto su questo fronte stanziava 150 milioni di euro per raggiungere tre obiettivi fondamentali: finanziare i programmi di demolizione di edifici pericolosi e che rientrano nell’area della frana; avviare un programma vasto di prevenzione strutturale, riduzione del rischio idraulico e idrogeologico del territorio di Niscemi; erogare i contributi ai cittadini proprietari che sono proprietari di immobili crollati o da demolire per acquistare terreni dove costruire case nuove oppure per comprare case già disponibili a Niscemi o nei comuni limitrofi”. “Quello che siamo qui a dirvi oggi è che, con tempi che sono oggettivamente abbastanza veloci, siamo pronti a mettere a terra quelle risorse. Domani abbiamo un altro Consiglio dei ministri in cui vorremmo licenziare due programmi, ciascuno del valore di 75 milioni di euro per un totale quindi di 150 milioni. Il primo programma riguarda la messa in sicurezza del territorio, il secondo riguarda il tema degli indennizzi ai proprietari di case”, ha annunciato la premier. In un punto stampa, sempre a Niscemi, Meloni ha ribadito che “il governo è venuto stamattina a confrontarsi col Consiglio comunale, ma anche poi con il comitato dei cittadini su due programmi che intendiamo licenziare domani in Consiglio dei Ministri e che mettono a terra i 150 milioni stanziati dal decreto” varato anche per occuparsi dello specifico della frana di Niscemi. “Noi a febbraio scorso – ha ricordato la premier – abbiamo varato un decreto, poi convertito in legge dal Parlamento ad aprile, per stanziare questi 150 milioni che avevano l’obiettivo della messa in sicurezza del territorio, degli indennizzi, della demolizione delle case che sono inagibili, e domani portiamo in Cdm due diversi programmi: uno sulla messa in sicurezza del territorio e sulle opere infrastrutturali fondamentali, quindi ripristino delle infrastrutture anche e soprattutto viarie, e un altro che riguarda tanto gli indennizzi delle famiglie che hanno perso la casa, secondo una serie di criteri, e anche tutto il tema delle demolizioni che sono necessarie”. “Mi pare che rispetto a quello che abbiamo visto dopo il 1997, quando ci sono venuti 7 anni per fare un piano di messa in sicurezza del territorio e gli indennizzi li stavamo dando ancora nel 2025, portare in Cdm in meno di quattro mesi tutto quello che tecnicamente e concretamente serve per rispondere ai cittadini sia un grande passo in avanti”, ha concluso Meloni. “Obiettivo messa in sicurezza frana e ripristino infrastrutture”“Il programma” da 75 milioni di euro “che riguarda la messa in sicurezza del territorio” di Niscemi e che sarà licenziato domani in Cdm “è stato predisposto dal prefetto Ciciliano sulla base dell’analisi scientifica che è stata condotta dal Dipartimento della Protezione Civile, che ha fatto un lavoro molto complesso per studiare la frana in tutti i suoi aspetti, individuando tre diversi corpi di frana che, incredibile a dirsi, si sono mossi insieme, cioè nello stesso momento, ma separatamente l’uno rispetto all’altro. Quindi una situazione che ha chiaramente una complessità tecnica e geologica enorme che non può essere affrontata con interventi localizzati, ma ha bisogno di misure che siano generali e strutturali. E questo è l’obiettivo di questo primo specifico programma con il quale noi vogliamo non solo di mettere in sicurezza la frana, cosa che non era stata fatta in passato, ma anche di portare avanti gli interventi che sono necessari a ripristinare le infrastrutture viarie fondamentali per arrivare, vivere e lavorare a Niscemi”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla seduta del Consiglio comunale di Niscemi dove è arrivata in mattinata, accompagnata dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, per una visita istituzionale. “In 4 mesi fatto ciò che altri non hanno fatto in 7 anni” “Io sono venuta qui la prima volta il 28 gennaio, poi sono tornata il 26 febbraio, avevo promesso che qui non si sarebbe ripetuto quello che era accaduto dopo la frana del 1997, cioè la vergogna insostenibile di risarcimenti che sono arrivati addirittura dopo decenni. Io ero rimasta abbastanza colpita quando ho letto che dopo la frana del 1997 c’erano voluti 7 anni per approvare un progetto di consolidamento, al quale poi comunque non erano seguiti grandi fatti concreti, e che addirittura alcuni degli indennizzi erano arrivati a dicembre 2025. E quindi capisco un certo scetticismo nei confronti delle istituzioni, nei confronti dello Stato centrale, e mi piacerebbe raccontare una storia diversa”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla seduta del Consiglio comunale di Niscemi. “Mi pare che stiamo provando a raccontare una storia diversa qui, cadenzando le risposte – ha aggiunto la premier -. Chiaramente il nostro lavoro non è che finisce oggi e non finisce qui, però stiamo cercando di dimostrare che in meno di 4 mesi stavolta abbiamo fatto quello che in altri tempi non è stato fatto in più di 7 anni. E quindi le cose possono cambiare, non siamo eternamente destinati a rivivere gli errori del passato, non c’è niente che dobbiamo dare per scontato”.Questo articolo Meloni a Niscemi: “Domani in Consiglio dei ministri 150 milioni per messa in sicurezza e indennizzi” proviene da LaPresse