De Jong a cuore aperto: «Non mi sono saputo vendere, la gente non ha conosciuto il vero Frenkie»

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Frankie de Jong fa mea culpa sul rapporto con i media, chiarisce le voci di mercato ribadendo l’amore per il Barça e analizza il nuovo corso con FlickIl centrocampista olandese Frenkie de Jong ha concesso una sincera e lunga intervista al quotidiano SPORT, affrontando a tutto tondo i temi più caldi che lo riguardano: dalle incomprensioni con la stampa al suo futuro con il Barcellona.Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondoIl rapporto con i media e l’immagine pubblicaDe Jong si mostra molto autocritico, ammettendo che la decisione di allontanarsi dai media in passato ha danneggiato la sua immagine. “Ho sbagliato a smettere di parlare con la stampa“, afferma, spiegando che questo vuoto comunicativo ha permesso all’opinione pubblica di giudicarlo unicamente attraverso le narrazioni esterne. Il giocatore chiarisce di non amare i team di comunicazione o le relazioni “dietro le quinte” con i giornalisti, preferendo mantenere la schiettezza e la trasparenza tipiche della sua cultura olandese.Il mercato e la fedeltà al BarcellonaIl centrocampista riflette anche sulla complessa estate del 2023, quando il club tentò di cederlo per arginare i problemi economici. Nonostante le forti pressioni e le offerte sul tavolo, De Jong ha mantenuto fermo il suo desiderio di restare. Oggi assicura che il suo rapporto con Deco e Joan Laporta è “molto buono” e scarta categoricamente qualsiasi ipotesi di addio per questa estate: “Non ho mai pensato, nemmeno per un momento, di andarmene“.Condizione fisica e le voci sul MondialeIn merito alle recenti assenze (come la mancata convocazione contro il Betis), De Jong spiega che sono state causate da una forte influenza e dalla necessaria cautela medica dopo il lungo infortunio. Smentisce con forza i rumors secondo cui si starebbe “risparmiando” in vista dell’imminente Mondiale: il Barça è sempre stato la sua priorità, ma le condizioni cliniche non gli hanno permesso di forzare i tempi.Stile di gioco, giovani talenti e leadershipSpaziando sulle dinamiche di campo e di spogliatoio, l’olandese ha toccato diversi punti chiave:I giovani: elogia il clima della squadra e l’impatto dei talenti de La Masia, spendendo parole di grande ammirazione in particolare per le irruzioni in prima squadra di Ansu Fati e Lamine Yamal.La tattica: difende il suo stile di gioco (spesso criticato in patria per l’eccessiva conduzione palla), sostenendo che le sue giocate nascono sempre dalla lettura degli spazi. Approfitta anche per sfatare il mito secondo cui il Barça di Guardiola giocasse esclusivamente a uno o due tocchi.Hansi Flick: definisce il nuovo tecnico un eccellente gestore delle dinamiche di gruppo, capace di mantenere i giocatori concentrati e di dare fiducia, pur avendo idee tattiche molto chiare.Infine, De Jong dedica parole di profonda stima a Robert Lewandowski (giunto ai saluti), esaltandone la professionalità maniacale e l’importanza cruciale che ha avuto come esempio da seguire per i giocatori più giovani arrivati in prima squadra.