Un’altra botta. Forte. Anche sulla Fondazione Milano Cortina la procura di Milano subisce una sconfitta non da poco. La storia è vecchia, ma significativa. C’è un ex amministratore delegato, Vincenzo Novari – contro l’operato del quale io ho scritto decine di volte – che fa tutta una serie di scelte molto opinabili. Poi c’è un nuovo amministratore delegato, Andrea Varnier, con tutt’altro stile e ben altri risultati. Entrambi sotto la scure della procura, che avrebbe voluto procedere come un treno contro e l’uno e l’altro dicendo che essendo la Fondazione Milano Cortina di fatto pubblica, avrebbe dovuto fare le gare eccetera eccetera. Peccato che per fare le gare sarebbero serviti mesi, nei ricorsi e controricorsi che caratterizzano la giustizia italiana. E allora il Governo, per tempo, aveva detto e scritto e riconfermato con un decreto che la Fondazione Milano Cortina era di natura privata, non pubblica. E che quindi non erano da fare le gare.Era un provvedimento corretto – anche se la cosa più efficace sarebbe stata nominare commissario straordinario Andrea Varnier – ma la procura ha trascinato tutti quanti davanti alla Corte Costituzionale. E che cosa ha detto, oggi, la corte costituzionale? Molto semplicemente ha detto che “le censure avanzate dal Gip del Tribunale di Milano si fondavano su un’errata ricostruzione del quadro normativo e, pertanto, non potevano essere esaminate nel merito“.Leggo sulle agenzie: “Il Gip sosteneva, infatti, che il legislatore avesse introdotto una “falsa interpretazione autentica”, alterando il significato della disciplina precedente e utilizzando impropriamente lo strumento del decreto-legge, in assenza dei requisiti di necessità e urgenza. Inoltre, la norma sarebbe risultata incompatibile con il diritto dell’Unione europea e con gli obblighi derivanti dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione. La Corte costituzionale, tuttavia, ha seguito una strada diversa. Secondo la sentenza, il giudice milanese ha individuato in maniera errata l’oggetto delle questioni”. Fine dell’agenzia. Dunque, la Consulta boccia la procura. Il governo aveva detto, e ribadito, la natura privatistica della Fondazione. I pm e il gip invece dicevano di no. Ha avuto ragione il Governo. E – almeno per una volta – ha prevalso il buon senso di ritenere assurde le procedure pubbliche per eventi come le Olimpiadi, che di certo non si conformano alle lungaggini burocratiche italiane.L'articolo Ennesimo colpo alla Procura di Milano: sconfessati sulla Fondazione Milano Cortina proviene da Nicolaporro.it.