Il caldo ‘si mangia’ frutta e verdura, e calano i prezzi

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Il caldo si mangia la frutta e la verdura. Nessuno se le compra, e calano i prezzi. Un impatto diretto è legato proprio alle temperature elevate di questi giorni e quindi alla maturazione più veloce con un deterioramento dei prodotti. Le conseguenze si avvertono sulle quotazione all’ingrosso. Quindi, al di là degli ultimi dati sull’andamento dell’inflazione, sui costi che paghiamo tutti noi.La situazione contrastataMa l’effetto potrebbe essere solo temporaneo con rincari nei prossimi mesi. “Vediamo una situazione abbastanza contrastata – spiega a LaPresse il presidente di Fedagromercati-Confcommercio Valentino di Pisa – da un lato c’è un eccesso di produzione, dall’altra ci confrontiamo con consumi in sofferenza, cosa di cui non dobbiamo dimenticarci. La gente spende molto meno, in particolare nell’ortofrutta”.Albicocche, ciliege e pesche costano menoAlcuni dati di Cso Italy-Centro servizi ortofrutticoli descrivono con precisione la tendenza al ribasso. Nel 2025 il costo all’ingresso dell’albicocche, da fine maggio-inizio giugno, è partito da circa 1,77 euro al chilo, fino a scendere progressivamente, arrivando ai 1,25-1,15 euro al chilo di fine giugno-inizio luglio. Nel 2026, invece, i prezzi sono stati inizialmente leggermente più alti, subendo però presto un deciso calo e arrivando fino a 0,70 euro al chilo a inizio luglio, a causa dell’aumento dei volumi dei prodotti. Stessa traiettoria per le ciliegie pugliesi, i cui prezzi nel 2025 sono arrivati a 5 euro al kg a fine maggio-inizio giugno, mentre nel 2026 si sono attestati in media a 4 euro al chilo dalla metà di giugno in poi. Percorso dei prezzi simile per le pesche: nel 2025 i prezzi a fine giugno-inizio luglio si sono attestati sugli 1,15-1,25 euro al chilo, mentre nel 2026 a fine giugno si è arrivati a 0,70 euro al kg. La differenza di prezzo è dovuta principalmente a un calo produttivo nel 2025, causato da siccità e scarsità di prodotto, e dalla ripresa dei raccolti – e dunque dei volumi – nel 2026.Atteso un aumento nei prossimi mesiSecondo di Pisa però “un aumento dei prezzi si vedrà nei prossimi mesi, per l’impatto del grande caldo sulle colture che stanno partendo adesso, per esempio i pomodori. Tante colture stanno soffrendo moltissimo le temperature di adesso, le produzioni ne risentiranno”. Finora invece “abbiamo visto i cocomeri e i meloni che non costano molto”, spiega di Pisa.“In passato i prezzi volavano con 40 gradi – osserva di Pisa – invece oggi il loro è un mercato tranquillo, senza eccessivi sbalzi. Idem gli ortaggi: le melanzane all’ingrosso oscillano intorno all’euro al chilo, le zucchine sempre intorno all’euro al chilo, i pomodori oscillano dall’euro del pomodoro grappolo ai 2,5 del ciliegino. I meloni a seconda della varietà, tra l’euro e l’euro a cinquanta, i cocomeri tra i 40 e i 70 centesimi”.Attenzione anche a trasporti e energia“Non credo ci sia il rischio di dover importare da fuori, perché il caldo non ha risparmiato gli altri Paesi. La Spagna ha avuto grandi problemi, in Marocco durante tutto l’inverno è stato un disastro. Molte produzioni che arrivavano una volta dal Marocco, la vera e propria invasione che c’era una volta, quest’anno non c’è stata – osserva di Pisa – c’è poi da affrontare il tema degli altri costi legati alla produzione, ovvero trasporti, imballaggi, elettricità ed energia in generale. Problemi che abbiamo e avremo, e che non risolveremo nel lungo termine, dato che non mi pare siano stati presi provvedimenti su questi temi”.Questo articolo Il caldo ‘si mangia’ frutta e verdura, e calano i prezzi proviene da LaPresse