La seconda Masterclass della Ripartenza ha visto come protagonista Andrea Imperiali, docente all’Università Cattolica e membro del Comitato IA di AGCOM. Riflettori accesi sull’intelligenza artificiale, una materia molto ampia che è al centro del dibattito pubblico da diverso tempo e non sempre in maniera nitida, cristallina. “Partiamo col dire che non è una tecnologia tradizionale: quando una tecnologia non si limita a farci fare meglio quello che già facevamo ed è talmente pervasiva da attraversare tutti i settori, quella tecnologia diventa una infrastruttura trasversale”, l’esordio dell’esperto: “In economia queste tecnologia si chiamano General-Purpose Technology. Tutte le GPT hanno sempre scatenato una rivoluzione industriale. Il precedente che ci aiuta a capire può essere quello dell’energia elettrica”.“Oggi sappiamo alcune cose. Sappiamo ad esempio che nella medicina si sta sviluppando questa medicina personalizzata in base al DNA individuale, una strategia che modificherà radicalmente la medicina e le nostre aspettative di sopravvivenza. L’AI sta modificando anche i modelli di apprendimento: si sta andando verso un modello adattivo”, ha aggiunto Imperiali, sottolineando che l’AI ha una caratteristica in più rispetto alle altre GPT: “È una tecnologia dual use, ossia è una tecnologia concepita a scopi civili, per produrre un beneficio all’individuo e alla società, ma che può essere impiegata per scopi offensivi, procurando un danno o una minaccia all’individuo e alla società”. Quindi l’AI può essere sia utilizzata per individuare malattie, sia per migliorare la tecnologia di guerra: “Quando una tecnologia riesce a essere sia GPT, sia dual use, la regolamentazione non è un’opzione: bisogna trovare un modello che possa mitigare i principali rischi”.Massimo Balsamo, 18 luglio 2026L'articolo Imperiali, l’AI e la nuova rivoluzione industriale proviene da Nicolaporro.it.