Il caso Epstein Files torna al centro del dibattito americano, questa volta per una dichiarazione arrivata da uno dei vertici dell’amministrazione statunitense. Ospite del podcast di Joe Rogan, il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha affermato che Jeffrey Epstein sarebbe stato legato “ai più alti livelli di Mossad e CIA” — una frase che, pronunciata da chi occupa quella carica, cambia di fatto lo status della vicenda.“Quello è il vaso di Pandora, ogni tanto ciccia fuori qualcosa”, si apre il commento a questa nuova puntata del caso, che ricostruisce la vicenda partendo dai fatti noti: Epstein, “miliardario pedofilo, accusato di aver utilizzato minorenni” e di essersi servito lui stesso “dei servigi di queste povere schiave sessuali minorenni”, con denunce secondo cui “alcune di esse siano pure state fatte sparire” e la possibilità che quelle ragazze “abbiano intrattenuto anche l’attuale presidente degli Stati Uniti”. Lo stesso Vance, viene fatto notare, si è lamentato del modo in cui il rilascio dei file è stato gestito, rivolgendo critiche dirette alla procuratrice generale Pam Bondi.I contatti con NetanyahuGli elementi che vengono messi in fila per sostenere l’ipotesi di un Epstein “asset dello stato profondo, di CIA e del Mossad, oppure anche freelance, disponibile a creare collegamenti” sono diversi come riporta Giorgio Bianchi a “Un Giorno Speciale”: una mail in cui JP Morgan si dice “sorpresa del fatto che Epstein sia riuscito ad organizzare un incontro di un loro emissario con Benjamin Netanyahu“; i contatti non solo con l’ex premier israeliano Ehud Barak ma appunto con Netanyahu; il legame con Ghislaine Maxwell, “figlia di Robert Maxwell, l’uomo che a Israele è morto in circostanze misteriose sul suo yacht” e a cui “Israele ha dedicato i funerali di stato”; e infine l’attico di Epstein a Manhattan, la cui sicurezza sarebbe stata curata “dall’intelligence israeliana” al punto da ospitare “un agente molto importante del Mossad”. Da qui l’interrogativo lasciato aperto: “non sia mai che tutto questo silenzio su Israele, i massacri, le invasioni, non sia dovuto al fatto che qualcuno magari è ricattabile”.Il paradosso è tutto nel contrasto tra la retta indignazione pubblica e il silenzio di fronte ai fatti concreti: “Noi abbiamo l’Unione Europea che si sta sbracciando per questo chat control, per proteggere i bambini dalle mire dei pedofili, poi quando abbiamo un pedofilo conclamato che a quanto pare era un asset delle due intelligence più potenti del pianeta, nessuno dice niente, nessuno dice mezza parola, nessuno chiede chiarimenti”. Un meccanismo già visto con il caso di al-Jolani, l’ex numero due di Al-Qaeda diventato presidente della Siria: “Prima ti dicevano che eri un complottista. Dopo è tutto normale”.The post Vance sgancia la bomba su Epstein al podcast di Rogan: “Tutto normale adesso?” appeared first on Radio Radio.