Si intitola “Industria e Stato” la seconda tavola rotonda della nuova edizione de La Ripartenza, l’evento ideato da Nicola Porro. Protagonisti di questo confronto Sandro Pappalardo (Presidente ITA Airways), Lorenzo Mariani (Amministratore Delegato e Direttore Generale Leonardo S.p.A.) e Stefano Lucchini (Chief Institutional Affairs and External Communication Officer Intesa Sanpaolo).Lorenzo Mariani ha acceso i riflettori sul legame tra sicurezza ed economia, una connessione che a suo avviso è “fortissima”: “I recenti conflitti ci hanno mostrato che esistono diversi tipi di conflitto nella stessa guerra. Quando c’è un conflitto tradizionale, l’economia non gira. O sei in un’economia di guerra come la Russia o non esiste più. Anche dove esiste un conflitto ibrido, il legame tra la sicurezza e l’economia è stretto”.“L“La situazione attuale ha dimostrato che l’Europa ha sofferto qualitativamente e quantitativamente”, ha aggiunto Mariani: “S’è detto che l’Italia avrebbe resistito qualche ora se fosse stata attaccata come l’Ucraina ed è e vero. Sarebbe stata la stessa cosa anche per gli altri Paesi europei. Abbiamo goduto di un dividendo della pace ed abbiamo pensato che riempire gli arsenali non fosse corretto. L’Italia ha una base industriale e tecnologica molto forte e solida, come altri Paesi europei. CI sono grandi campioni ma anche una filiera di piccole e medie imprese. Questo rappresenta sia una forza che una debolezza, perché queste PMI sono frammentate, sono sotto-capitalizzate e non sono sufficientemente aggregate dal sistema”. L’esperto ha le idee chiare sul prossimo step: “Il passo decisivo sarà far sì che le forze dei singoli Paesi vengano messe insieme”.La nascita di Ita e un percorso di crescita visibile a occhio nudo al centro dell’analisi di Sandro Pappalardo: “Tutti sappiamo cos’è successo ad Alitalia. Ita è tutt’altra cosa, ha fatto grossi sforzi per risanare quello che era il film che s’era creato intorno a questo che potevamo chiamare un fallimento dell’Italia. Ha fatto dei passi grandissimi, a gennaio si è aperta una pagina storica per l’aviazione civile italiana e per quella europea con l’ingresso di un gruppo forte come quello di Lufthansa. Siamo partiti da 52 aeromobili, oggi ne contiamo 108. Non è un dato banale. Il 74% è composto da aeromobili di nuova generazione, questo significa il 20-25% di consumo di carburante in meno. Abbiamo l’ambizione di essere la compagnia più giovane d’Europa con tutti aeromobili di nuova generazione. Il nostro piano industriale parla di italianità. Sono sicuro che nulla cambierà sotto questo profilo”.La strategia per il futuro è già delineata: “Grande attenzione ai collegamenti nazionali, ma anche all’intercontinentale: il nostro piano parla di un aumento di intercontinentale e quindi anche di un aumento di posti di lavoro”.Non sono mancati gli ostacoli. Pappalardo ha posto l’accento sulle guerre e sull’emergenza carburante: “Il carburante ha avuto delle oscillazioni impressionanti. C’è stato qualche problema, come Ita siamo stati fortunati perché alla fine del 2025 abbiamo fatto un’operazione che ha messo in sicurezza l’80% di fabbisogno di carburante per il 2026. Questo ci ha consentito di non tagliare voli”.. Ma non solo, basti pensare alla chiusura degli aeroporti o a quella degli spazi aerei: “La chiusura degli spazi aerei ha compromesso drasticamente alcune rotte. Penso al viaggio per Tokyo, che prevede tre ore di volo in più”.“Quello che impauriva tutti è il crollo della domanda”, ha proseguito Pappalardo: “Ebbene: la domanda c’è ed è ancora fortissima. SI è spostato l’asse, ma la domanda è aumentata in altre località. In Italia si continua a volare tantissimo – abbiamo avuto una domanda superiore alla nostra offerta – l’unica cosa che è cambiata è che il viaggio si prenota molto a ridosso”.Massimo Balsamo, 17 luglio 2026L'articolo L’Italia torna a volare. Ma l’Europa s’è riscoperta senza difese proviene da Nicolaporro.it.