Veder svanire nel sottosuolo ben 70.572 metri cubi d’acqua, l’equivalente esatto di venti piscine olimpioniche, senza accorgersene, per poi trovarsi tra le mani una bolletta da 210mila euro. È l’incubo vissuto dai residenti di una palazzina di Pordenone, che hanno visto i conti del proprio condominio sull’orlo del collasso a causa di una gigantesca perdita occulta. Come scrive Il Gazzettino, la vicenda ha gettato nel panico decine di famiglie, ma si è fortunatamente conclusa con un clamoroso lieto fine grazie al decisivo intervento dell’Adoc (Associazione Difesa Orientamento Consumatori) e a una netta presa di posizione della giurisprudenza italiana.La rottura della tubaturaLe perdite occulte provocate da tubature sotterranee obsolete non sono una novità, ma a fare la differenza in questa storia è stata la tempistica dei soccorsi e delle comunicazioni. Il caso inizia a manifestarsi concretamente il 30 maggio 2025, quando durante alcuni lavori di manutenzione del giardino condominiale viene notata una strana chiazza d’acqua nei pressi della casetta della caldaia. L’amministratore dello stabile, l’ingegner Giovanni Ricci, si attiva immediatamente: allerta il gestore idrico Hydrogea (oggi confluito in Cafc spa) e chiama d’urgenza un idraulico che, nel giro di poche ore, individua la rottura nella conduttura di alimentazione principale e la ripara.L’avviso arrivato fuori tempo massimoIl vero paradosso si consuma cinque giorni dopo. Il 5 giugno 2025, a riparazione ormai ampiamente effettuata, il condominio riceve una raccomandata da parte di Hydrogea che avverte dell’esito di una lettura effettuata il 3 giugno, segnalando consumi sensibilmente superiori alla norma. Un avviso decisamente tardivo. A quel punto l’amministratore decide di riesaminare lo storico dei conti, accorgendosi che una vecchia bolletta da 7.300 euro recapitata nel 2024 — e inizialmente scambiata per un pesante conguaglio — era in realtà la prima spia della perdita sotterranea in atto.La mazzata di gennaioLa vera e propria mazzata arriva sui tavoli del condominio il 13 gennaio 2026, quando viene recapitata una bolletta da quasi 52mila euro con scadenza fissata ad appena tre giorni dopo, parte del gigantesco conteggio complessivo da 210mila euro stimato dall’azienda. Davanti al muro di gomma del gestore, che fino a quel momento aveva ignorato le Pec di richiesta di ricalcolo inviate dallo studio Ricci, l’amministratore decide di affidarsi all’Adoc per bloccare le procedure di riscossione.L’arma della CassazioneLa svolta è arrivata grazie a una precisa e consolidata normativa a tutela dei consumatori, blindata da una storica sentenza della Corte di Cassazione (la numero 24904 del 2021). La legge stabilisce infatti che il gestore idrico, avendo l’obbligo di effettuare la lettura dei contatori almeno due volte all’anno, è tassativamente tenuto a segnalare in modo tempestivo e immediato qualsiasi anomalia nei consumi. Se non lo fa, la condotta si configura come un vero e proprio inadempimento contrattuale, sollevando l’utente finale dal dover pagare cifre astronomiche causate dal ritardo della comunicazione.Il tavolo di conciliazioneForte di questo orientamento legale, la responsabile dell’ufficio Adoc di Udine, Marta Bertossi, ha riaperto i canali di comunicazione con Cafc spa per avviare una procedura di conciliazione paritetica. Al tavolo negoziale, il presidente di Adoc Veneto e conciliatore Sergio Taurino è riuscito a far valere le ragioni dei condomini: la cifra complessiva è stata interamente ricalcolata basandosi esclusivamente sulla media statistica dei consumi reali della palazzina negli anni precedenti, stornando del tutto i costi inizialmente imputati per la fognatura e la depurazione di un’acqua che, di fatto, non era mai entrata negli scarichi. L’accordo finale ha sancito un taglio notevole: la bolletta da 210mila euro è crollata a 18mila euro complessivi, una cifra che il condominio potrà ora saldare senza rischiare il default finanziario grazie a una rateizzazione in dieci tranche.L'articolo Condominio riceve bolletta da 210mila euro: la maxi perdita d’acqua e il panico delle famiglie. Come hanno fatto proviene da Open.