di Guido Keller – Il Servizio federale di sicurezza russo (FSB) ha reso noto di aver sventato due attentati di vasta portata contro il ponte di Crimea, una delle infrastrutture strategiche più importanti per i collegamenti tra la Russia continentale e la penisola annessa nel 2014. Secondo la ricostruzione diffusa da Mosca, i servizi segreti ucraini avrebbero predisposto due veicoli imbottiti con circa una tonnellata di esplosivo di fabbricazione finlandese destinati a colpire il ponte sullo stretto di Kerc.Le autorità russe indicano come presunto organizzatore dell’operazione Vitalij Zhykovych, ufficiale della Direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino (GRU), conosciuto con il soprannome di «Pastor». L’FSB gli attribuisce la responsabilità di numerose operazioni di sabotaggio e sostiene inoltre che avrebbe coordinato il recente attentato avvenuto nel Principato di Monaco, nel quale è rimasto gravemente ferito l’imprenditore ucraino Vadym Yermolaiev. Le informazioni sono state rilanciate anche dal quotidiano russo Komsomolskaya Pravda, che riferisce di un’indagine durata circa due anni da parte dei servizi di sicurezza russi.Al momento, le accuse avanzate da Mosca non risultano verificabili in modo indipendente e non hanno trovato conferma da parte delle autorità ucraine. I principali media di Kiev non hanno dato risalto all’annuncio dell’FSB e continuano invece a concentrarsi sulle operazioni militari condotte contro obiettivi logistici e infrastrutturali russi in Crimea, rivendicando nelle ultime settimane attacchi contro ponti ferroviari, nodi energetici e installazioni militari nella penisola occupata.Il ponte di Crimea resta uno degli obiettivi simbolicamente e militarmente più rilevanti del conflitto. Dall’inizio della guerra è stato più volte colpito o minacciato da operazioni ucraine, mentre l’intelligence britannica ha recentemente osservato che il progressivo deterioramento delle difese e delle linee logistiche russe in Crimea potrebbe ampliare le capacità di Kiev di colpire nuovamente l’infrastruttura.L’episodio si inserisce in una fase di intensificazione della guerra delle infrastrutture, nella quale entrambe le parti attribuiscono crescente importanza alle operazioni di sabotaggio e agli attacchi contro i collegamenti logistici. In assenza di riscontri indipendenti, la ricostruzione dell’FSB rimane al momento una versione ufficiale russa, mentre da Kiev non sono giunti commenti né conferme sulle presunte operazioni denunciate da Mosca.