Messi in conferenza ha parlato di Lamine Yamal: «E’ uno dei migliori al mondo. La nostra foto rappresenta la vita»È Lionel Messi l’uomo più atteso della finale Mondiale: ancora una volta, per la terza finale iridata della sua carriera, il fuoriclasse argentino si prepara a guidare la sua nazionale in una notte che può diventare storica.In conferenza stampa, l’ex Barcellona ha analizzato la partita e ha parlato anche del suo atteso duello con Lamine Yamal, uno dei talenti più luminosi della nuova generazione.Messi ha raccontato sensazioni, aspettative e clima della vigilia, consapevole che il mondo del calcio guarda soprattutto a lui. Le sue parole: Ascolta le nostre notizie! Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio. PAROLE – «Lamine è un grande giocatore che ho seguito molto perché indossa la maglia di un club che amo e gli auguro sempre il meglio. È un punto di riferimento mondiale ad appena 19 anni, ha tutta la carriera davanti. Ha già una grande opportunità di ottenere qualcosa di storico, cercheremo di fare il massimo in modo che non mostri la sua versione migliore e debba rimandare l’appuntamento con il titolo mondiale. La Spagna, comunque, ha altri grandi giocatori, ma pure noi abbiamo le nostre armi» LA FAMOSA FOTO INSIEME – «La nostra famosa foto insieme? La verità è che quell’immagine è pazzesca perché rappresenta la vita. È stata scattata quando lui era un bambino molto piccolo e ora ci affrontiamo nella finale di Coppa del Mondo: pazzesco. Lamine è uno dei migliori al mondo»IL SEGRETO – «Siamo cresciuti giocando a calcio con molta passione, con tanta voglia di divertire e divertirci, qualunque fosse il luogo: una scuola, una strada, un campo vero. Abbiamo iniziato tutti in una squadra di quartiere e poi abbiamo scritto la nostra storia. Non pensiamo mai alla pressione, la assimiliamo come qualcosa di naturale e ci preoccupiamo solo di giocare e divertirci. Siamo un gruppo competitivo, vogliamo vincere ma ci sono gli avversari con i nostri stessi obiettivi e non sempre si può ottenere ciò che si vuole. Da ragazzo ho imparato che si perde più di quanto si vince e questo mi ha fatto crescere come persona e come giocatore».