In estate fa caldo, e faceva caldo anche un secolo fa. Ma fino all’ultima ristrutturazione della piazza, in occasione del giubileo, gli abitanti di Prati, di via Ottaviano, via Cola di Rienzo e strade limitrofe, trovavano in Piazza Risorgimento un oasi di freschezza, per una pausa rigenerativa prima di affrontare il ritorno a casa.Piazza Risorgimento mezzo secolo fa era ricoperta da alberi frondosi che mettevano il freno alla calura. Poi, con lavori infiniti, prima hanno abbattuto tutti gli alberi dell’isola verso le mura vaticane per arrivare a desertificare infine anche l’isola verso Cola di Rienzo, sostituendo il verde delle aiuole con il grigio dei sampietrini tolti da via Ottaviano e delle brutte mattonelline di cemento.Risultato: 52 gradi al suolo registrato in questi giorni su tutta la piazza e rapida fuga di residenti, pellegrini e turisti. In pieno giubileo, appena arrivato il primo caldo, la piazza s’è trasformata in una fornace a cielo aperto. E la chiamano riqualificazione urbanistica. (Ard)