Rubio: basta indulgenza verso i violenti di sinistra, nuove priorità antiterrorismo

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Washington – Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha colto l’occasione offerta dalla Ministerial on the Resurgence of Political Terrorism, tenutasi giovedì 16 luglio presso l’Harry S. Truman Building del Dipartimento di Stato a Washington, per annunciare un profondo mutamento delle priorità antiterrorismo degli Stati Uniti.Davanti ai rappresentanti di oltre sessanta Paesi, Rubio ha sostenuto che i governi occidentali hanno per troppo tempo sottovalutato la violenza perpetrata in nome del socialismo rivoluzionario, dell’anarchismo e del comunismo, riservandole un trattamento diverso rispetto ad altre forme di terrorismo ideologico.La riunione ha riunito ministri e alti funzionari degli esteri e dell’interno provenienti dall’Europa, dall’Asia e dall’emisfero occidentale. L’amministrazione ha presentato l’incontro come il primo passo di una campagna internazionale coordinata contro le reti terroristiche della sinistra radicale, comprese quelle che operano oltre i confini nazionali attraverso comunicazioni criptate, sistemi di finanziamento informali e organizzazioni militanti.Troppa indulgenzaSecondo Rubio, la violenza della sinistra rivoluzionaria ha beneficiato per decenni di un’indulgenza politica e culturale mai concessa al terrorismo di estrema destra o al separatismo violento. Gli atti compiuti sotto le insegne della rivoluzione vengono spesso descritti come proteste spontanee, eccessi giovanili o idealismo mal indirizzato, anche quando perseguono obiettivi coercitivi e ricorrono a omicidi, incendi dolosi e attacchi contro infrastrutture pubbliche.A favore dell’anticomunismoIl discorso è andato ben oltre la sicurezza nazionale. Rubio ha definito il comunismo un attacco ai presupposti stessi della civiltà occidentale: la fede, l’ambizione, il coraggio, la creatività, l’eccellenza e la libertà degli individui di distinguersi per merito.Ha inoltre respinto la tesi secondo cui il comunismo sarebbe un’idea valida in teoria ma impraticabile nella realtà. A suo giudizio, l’errore sta proprio nel presupposto: il comunismo non è nemmeno desiderabile in teoria. Il modello di società che propone è, nelle sue parole, “piccolo, piatto e grigio”, livellato verso il basso, immobile, ostile all’eccellenza, alla creatività e alla libertà individuale.Il mondo che immagina [il comunismo] è un mondo senza coraggio, senza creatività e senza ambizione; un mondo privo di eroi, di gloria e di motivi per cui valga la pena battersi; un mondo senza miracoli e senza uomini capaci di elevarsi al di sopra degli altri per compiere imprese straordinarie.Una società simile, ha sostenuto, non potrebbe mai generare il dinamismo, l’innovazione e la prosperità che caratterizzano le società libere.Il linguaggio scelto dal Segretario di Stato è stato volutamente morale. A suo giudizio, la sinistra rivoluzionaria non propone semplicemente politiche economiche sbagliate, ma mira a distruggere quelle istituzioni che testimoniano la capacità della società libera di produrre prosperità, ordine e progresso.Chiese, imprese, tradizioni storiche e simboli dell’identità nazionale diventano così bersagli perché rappresentano forme di autorità, continuità ed eccellenza incompatibili con un progetto rivoluzionario fondato sull’egualitarismo radicale.L’obiettivo finale: una società senza DioRubio ha sostenuto che il fine ultimo del comunismo sia la costruzione di una società senza Dio. Questa impostazione ha conferito alla conferenza una portata molto più ampia rispetto alle tradizionali discussioni sulla cooperazione di intelligence o sul coordinamento tra forze di polizia. Il terrorismo è stato inserito all’interno di uno scontro di civiltà, nel quale la violenza politica costituisce lo strumento operativo di un progetto ideologico più vasto.La sua analisi si inserisce nella tradizione del pensiero antitotalitario della Guerra Fredda, adattandola tuttavia a un movimento contemporaneo diffuso, transnazionale e privo di un unico centro di comando, spesso nascosto all’interno di movimenti di protesta che intrecciano rivendicazioni legittime con organizzazioni rivoluzionarie.Nuove restrizioniIn parallelo alla conferenza, il Dipartimento di Stato ha annunciato una nuova politica di restrizioni sui visti nei confronti dei membri e dei sostenitori di organizzazioni terroristiche della sinistra radicale e dei gruppi ad esse collegati. L’amministrazione ha inoltre lasciato intendere che potrebbero seguire ulteriori designazioni formali di organizzazioni terroristiche.Secondo Washington, tali gruppi sfruttano reti internazionali per reclutare aderenti, condividere tattiche operative e coordinare attacchi contro edifici pubblici, infrastrutture di trasporto, imprese e avversari politici.La posizione di Rubio si fonda anche su dati empirici. Una ricerca del Center for Strategic and International Studies rileva che gli attacchi e i complotti riconducibili alla sinistra violenta negli Stati Uniti sono aumentati nel corso dell’ultimo decennio e che, nel 2025, hanno superato per la prima volta in oltre trent’anni gli episodi attribuiti all’estrema destra violenta.Doppio standard ideologicoRubio ha individuato una debolezza reale del dibattito politico occidentale. La violenza non cessa di essere tale quando viene giustificata in nome dell’uguaglianza, dell’antifascismo o della giustizia sociale. Le democrazie liberali compromettono la propria credibilità quando applicano criteri diversi a seconda dell’ideologia degli autori, trattando alcune motivazioni politiche come aggravanti e altre come attenuanti. Lo Stato di diritto non può sopravvivere se si afferma una gerarchia informale degli estremismi ritenuti tollerabili.L’intervento di Rubio trova la sua forza maggiore nella critica alla pretesa morale della violenza rivoluzionaria.La conferenza rappresenta quindi molto più di una revisione delle priorità antiterrorismo Usa. Esprime la convinzione che la principale minaccia per le democrazie liberali non derivi soltanto dagli atti di violenza, ma anche dalle ideologie che cercano di conferirle una legittimazione politica.Rubio ha respinto la persistente tendenza a romanticizzare i movimenti rivoluzionari perché rivendicano fini ritenuti progressisti. Il suo messaggio è netto: le democrazie non possono permettersi doppi standard ideologici. Il terrorismo politico merita la medesima condanna, indipendentemente dall’ideologia che pretende di giustificarlo.Il successo dell’iniziativa americana dipenderà dalla capacità di persuadere gli alleati che il terrorismo rivoluzionario merita la stessa attenzione, lo stesso coordinamento internazionale e la stessa determinazione finora riservati alle altre forme di estremismo politico.L'articolo Rubio: basta indulgenza verso i violenti di sinistra, nuove priorità antiterrorismo proviene da Nicolaporro.it.