Così la legge della Lega (votata da Meloni) ha mandato in galera Roggero

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La Lega prepara una modifica della legge sulla legittima difesa per scarcerare Mario Roggero. Eppure la modifica alla legge sulla legittima difesa voluta da Matteo Salvini quando era al governo con il Movimento 5 Stelle e votata anche da Fratelli d’Italia ha mandato in galera il gioielliere. Il 26 aprile del 2019, ricorda oggi Il Fatto Quotidiano, Salvini, all’epoca ministro dell’Interno, esultava dopo il sofferto ok di Sergio Mattarella alla modifica legislativa introdotta insieme ai grillini. «L’avevamo promesso, la legittima difesa è legge. Entri in casa mia? Posso difendermi. E non è il Far West».La nuova legge sulla legittima difesaSempre Salvini: «A me interessa che i rapinatori abbiano paura quando fanno il loro mestiere. Ascolto con interesse estremo i rilievi del Capo dello Stato, ma la legittima difesa è legge e i rapinatori da oggi sanno che se entrano in una casa, un italiano può difendersi senza rischiare di passare anni davanti a un tribunale in Italia». Il 28 marzo 2019 la Lega votò compatta per l’ok in Senato, seguita dal M5s. A votare anche i 45 di Forza Italia su 60, e ben 14 di Fratelli d’Italia su 18. E il principio sancito dalla modifica era che se il ladro resta in casa ok, ma se esce e viene ucciso la stessa difesa non è più legittima. E la legge Salvini non lo tutela più. Proprio quello che ha fatto Roggero, spiega Liana Milella: ha inseguito in strada i ladri che stavano fuggendo.L’esultanza di FdIIl partito di Giorgia Meloni votò la legge sostenendo che fosse «una storica battaglia della destra» e di «un utile cambio di passo dopo anni di lassismo della sinistra». E Salvini spiegava già a settembre 2018: «La proposta della Lega prevede il sacrosanto diritto di difendersi all’interno della propria abitazione: se mi trovo in casa una persona armata e mascherata alle tre di notte non sta a me capire se ha un’arma finta. Ho il diritto di difendermi senza sé e senza ma. Anche per ladri e rapinatori la pacchia è finita».Perché Roggero è stato condannatoC’è poi da dire, in attesa delle motivazioni dei giudici, che il comportamento processuale non ha aiutato il gioielliere di Grinzane Cavour. Nel video viene ripreso mentre estrae il revolver da un cassetto e si scontra involontariamente con la moglie prima di sparare alle spalle dei rapinatori in fuga. Ma lui ha continuato a sostenere in tribunale di aver sparato perché pensava che Mariangela Sandrone fosse stata rapita dai malviventi. E Roggero, questo è importante anche per la grazia, non ha mai mostrato resipiscenza per quello che aveva fatto. Almeno fino a quando non ha parlato di pentimento dopo essere arrivato nel carcere di Bollate.La sentenza della Corte d’assise«Non è credibile che egli non si sia reso conto di essersi fisicamente scontrato con la moglie, anche perché, se il suo timore era rivolto alle condizioni della medesima, proprio lo scontro con lei non poteva non essere percepito… Va poi aggiunto che il gesto dell’imputato, al suo ritorno nel retro della gioielleria, quando vede la moglie, è ben lontano da poter essere interpretato come il gesto di chi finalmente rivede colei che riteneva essere stata rapita», scrive infatti nelle motivazione la Corte d’assise d’Appello di Torino.Il risarcimentoInfine c’è la questione del risarcimento, che è decisiva anche in questi casi. Dopo la sentenza di primo grado proprio Roggero ha donato a Sandrone «buona parte del suo patrimonio immobiliare», e bonificato su un conto in Tunisia 50mila dei 140mila euro ricevuti dal comitato #IOSTOCONMARIOROGGERO. Secondo la procura si stava preparando a fuggire all’estero in caso di condanna definitiva. In appello i difensori di Roggero avevano invocato persino l’infermità mentale ancorandola al trauma per una precedente rapina subita nel 2015. Ma la Corte ha evidenziato che quella «modalità impulsiva di reazione agli eventi» preesisteva, «come risulta dai fatti accaduti nel 2005». Che peraltro gli erano costati la perdita del porto d’armi.Il fidanzato della figliaSecondo Il Fatto all’epoca Roggero puntò la pistola (scarica) contro i genitori dell’ex fidanzato della figlia che l’aveva presa a pugni e schiaffeggiata a causa della frequentazione con un altro. Inoltre «la condotta tenuta subito dopo i fatti» dimostrerebbe la sua «piena aderenza con la realtà». In particolare l’aver chiamato i soccorsi e l’aver riportato la refurtiva nell’auto dei rapinatori da dove l’aveva prelevata qualche minuto prima. «All’evidente scopo di non alterare la prova della avvenuta consumazione della rapina», scrivono i giudici.L'articolo Così la legge della Lega (votata da Meloni) ha mandato in galera Roggero proviene da Open.