La teoria economica ci ha abituati a termini come inflazione, deflazione e stagflazione. Adesso, però, dagli Stati Uniti arriva un neologismo che sembra uscito da una commedia romantica scritta da un economista: “dateflation”, ovvero l’inflazione applicata agli appuntamenti (date). Perché se il costo della vita continua a salire, a quanto pare anche trovare l’amore è diventato un lusso.Secondo il Real Financial Progress Index della Bank of Montreal (BMO), un appuntamento negli Stati Uniti costa oggi in media 189 dollari (165 euro). Nel conto finiscono praticamente tutte le voci di spesa: dalla preparazione prima di uscire alla cena, passando per i cocktail e il trasporto. Si tratta di un aumento del 12,5% rispetto ai 168 dollari del 2025, mentre nell’ultimo anno gli americani hanno speso mediamente 2.323 dollari in appuntamenti.A dirla tutta, il dato è persino più impressionante se confrontato con l’inflazione generale. Negli Stati Uniti l’aumento dei prezzi si è attestato al 3,5% nei dodici mesi terminati a giugno, ma la cosiddetta dateflation sta correndo molto più velocemente del costo della vita. Una dinamica che sta iniziando a influenzare le abitudini sentimentali di milioni di persone.Quando l’amore pesa sul portafoglio“Con una spesa per gli appuntamenti che supera l’inflazione, i single possono sentirsi esclusi dall’amore”, ha spiegato Paul Dilda, responsabile della strategia per i consumatori statunitensi di BMO. “Che si tratti di una relazione di lungo periodo o di un primo appuntamento, non è mai stato così difficile fare in modo che il percorso verso l’amore coincida con quello verso un reale progresso finanziario”, ha aggiunto.Le differenze geografiche, naturalmente, contano parecchio. Secondo l’indagine, le città americane più economiche per un primo appuntamento sono Philadelphia, Chicago, Seattle, Phoenix e Houston, mentre Los Angeles, San Francisco, Denver, Washington e New York occupano la classifica opposta. Per stilare la graduatoria sono stati considerati un antipasto condiviso, due portate principali e due cocktail.Ed è proprio qui che emerge uno degli aspetti più curiosi della ricerca: i cocktail sono diventati il vero nemico delle relazioni. Tra una città e l’altra, il prezzo può variare addirittura del 170%, passando da circa 7 dollari a Philadelphia a quasi 20 dollari a New York. Se qualcuno cercava una buona ragione per ordinare un’acqua frizzante con una fetta di limone, ora ne ha anche una economica.Millennials e Gen Z spendono sempre di piùA essere maggiormente colpite dalla dateflation sono le generazioni più giovani. I millennials spendono oggi in media 252 dollari per una serata romantica, con un aumento del 32% rispetto al 2025, mentre la Generazione Z è passata da 194 a 205 dollari.Non sorprende quindi che circa il 50% degli appartenenti alla Gen Z e il 40% dei millennials ritengano che il costo degli appuntamenti stia ostacolando i propri obiettivi finanziari. Una percentuale significativa, che racconta bene come il rapporto tra denaro e relazioni sia diventato sempre più stretto.Quincy Yang, co-amministratore delegato dell’app di incontri Coffee Meets Bagel, aveva già sottolineato questo aspetto parlando con Business Insider: “Oggi servono due stipendi anche solo per permettersi un appartamento o una casa di fascia media. Bisogna avere un buon lavoro, non ci si può permettere di rilassarsi troppo”.L’appuntamento perfetto non è necessariamente il più costosoI dati, tuttavia, raccontano anche altro. Secondo Hinge, l’88% delle donne afroamericane intervistate ritiene più apprezzabile un appuntamento organizzato con cura piuttosto che uno particolarmente costoso. Inoltre, il 50% sostiene che provare un’attività nuova insieme sia più significativo di una cena di lusso, preferita soltanto dall’8% del campione.Moe Ari Brown, terapista familiare e consulente di Hinge per i temi legati alle relazioni, ha spiegato: “Ecco cosa voglio che sappiate: il vero sostegno non riguarda soltanto il denaro. Riguarda anche il sostegno emotivo e la costanza. Non dovete essere perfetti per meritare una connessione autentica. Avete il diritto di essere ancora nel mezzo del vostro percorso. Avete il diritto di essere visti”.Parole condivisibili, almeno in teoria. Perché poi c’è la pratica. E la pratica, soprattutto in Italia, ha spesso sfumature leggermente diverse.La versione italiana della dateflationNegli Stati Uniti, di fronte all’aumento dei prezzi, siti come The Penny Hoarder hanno stilato lunghe liste di appuntamenti a basso costo: picnic al tramonto, serata karaoke in salotto, campeggio in giardino, caccia al tesoro domestica e perfino una serata dedicata ai puzzle da mille pezzi.Tutte idee perfettamente rispettabili, sia chiaro. Ma è difficile immaginare la stessa scena dalle nostre parti senza qualche conseguenza imprevista. Il rischio, in certi contesti, è che la persona seduta di fronte a voi inizi a chiedersi se si trovi davanti a un romantico minimalista o, più semplicemente, a qualcuno che sta cercando disperatamente di arrivare alla fine del mese.Diciamolo senza troppi giri di parole: in Italia la dateflation esiste, ma il timore di passare per uno spiantato continua a essere una variabile economica non ancora studiata dalle università. Eppure, anche nel Belpaese esistono compromessi più che dignitosi tra romanticismo e sostenibilità finanziaria.Un aperitivo ben fatto in una piazza del centro, una passeggiata sul lungomare con gelato incluso, una mostra gratuita, una sagra di paese o una visita in un museo durante le giornate a ingresso libero restano opzioni più che accettabili. Magari evitando di presentarsi al primo appuntamento proponendo una maratona di documentari economici sul divano di casa.Amore e inflazioneAlla fine, la lezione della dateflation è piuttosto semplice: il denaro conta, ma probabilmente meno di quanto siamo portati a credere. Anche perché, se è vero che negli Stati Uniti un appuntamento costa ormai quasi 200 dollari, è altrettanto vero che metà degli intervistati ha dichiarato di essere uscita meno spesso o di aver scelto alternative più economiche.Forse la soluzione sta nel trovare un equilibrio tra aspettative e realtà. Del resto, l’inflazione può aumentare il prezzo dei cocktail, ma non ha ancora trovato il modo di mettere un sovrapprezzo su una conversazione interessante. Almeno per il momento.Enrico Foscarini, 20 luglio 2026L'articolo L’amore ai tempi dell’inflazione proviene da Nicolaporro.it.