Farnborough International Airshow 2026 apre nel Regno Unito in un momento in cui l’aerospazio non è più soltanto un settore industriale ad alta tecnologia. È una parte sempre più esposta delle politiche di sicurezza, della competizione commerciale e della capacità dei Paesi di controllare le proprie filiere.Il salone dell’Hampshire conserva il suo ruolo storico nell’aviazione civile, ma l’edizione di quest’anno guarda con forza anche ai programmi militari, allo spazio e alla tenuta delle catene di fornitura. L’eredità dell’edizione 2024, chiusa con oltre 105 miliardi di dollari di accordi commerciali, si confronta ora con un’agenda più ampia. Intelligenza artificiale, sostenibilità e nuove tecnologie per il volo sono al centro di una fiera che attende oltre 1.400 espositori e più di 100.000 visitatori professionali.La presenza italiana oltre la vetrinaL’Italia arriva a Farnborough con una partecipazione ampia, coordinata da Aiad. Ci sono i grandi gruppi, le Pmi specializzate, i distretti tecnologici e le realtà territoriali. Il risultato è una rappresentanza che copre buona parte della filiera, dalle piattaforme alla componentistica, dai servizi industriali alle tecnologie più avanzate.Tra le aziende presenti figurano Leonardo, Avio Aero, MBDA Italia, ELT Group, ALA, Piaggio Aerospace, Poggipolini, Secondo Mona, Telsy, Microtecnica, Forgital Group, Elettronica, Mecaer Aviation Group, UmbraGroup e Aero Sekur. Per questa edizione Aiad ha introdotto anche il Media Space “Aiad Live from Farnborough”, dedicato a interviste, podcast e contenuti editoriali sulle imprese italiane. Giuseppe Cossiga, presidente di Aiad, lo ha definito uno strumento per “rafforzare la comunicazione del Sistema Italia” e favorire il dialogo con stakeholder e media internazionali.Leonardo e la logica dell’integrazioneLa presenza di Leonardo mostra il cambio di scala richiesto oggi ai grandi gruppi della difesa. L’azienda non porta a Farnborough una somma di prodotti, ma un portafoglio pensato per collegare domini operativi diversi. La priorità è mettere in relazione piattaforme, sensori e comando, così da raccogliere dati e usarli più rapidamente negli scenari complessi.L’offerta include Eurofighter Typhoon, Gcap, M-346 Block 20, M-345, Aw149 e Proteus. Nel dominio terrestre pesano la joint venture Leonardo Rheinmetall Military vehicles e l’acquisizione di Idv. Nello spazio, il gruppo lavora su osservazione della Terra, intelligenza artificiale a bordo dei satelliti ed elaborazione dei dati in orbita.Lorenzo Mariani, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo, ha legato questa impostazione alla necessità di rafforzare la base industriale. “Rafforzare la capacità produttiva, rendere più resilienti le catene di fornitura, accelerare lo sviluppo delle nuove tecnologie e investire nelle competenze sono condizioni essenziali per sostenere la crescita del settore e rispondere alle nuove esigenze di sicurezza”.Il Piemonte e la prova delle filiereIl Piemonte è uno degli esempi più chiari di come la presenza italiana a Farnborough non passi solo dai grandi gruppi. Accanto ai player principali, il comparto nazionale si regge su filiere regionali specializzate, capaci di offrire competenze in progettazione, meccanica di precisione, materiali innovativi, manifattura additiva e servizi per l’industria.La collettiva piemontese, con 16 Pmi nello spazio regionale inserito nella partecipazione ufficiale italiana, mostra questo modello in scala. Il territorio ospita grandi aziende e una rete ampia di fornitori, dentro un comparto che vale 8 miliardi di euro di fatturato e conta 35.000 addetti. Il rilievo di questi numeri va oltre la dimensione locale. Farnborough serve a presentare tecnologie, ma anche a verificare la tenuta di reti industriali capaci di entrare nei grandi programmi internazionali. In mercati più selettivi, la competitività dipende dalla qualità dei prodotti e dalla capacità di garantire continuità, affidabilità e relazioni industriali durature.