Abbiamo scoperto, grazie all’attricetta di colore Lupita Nyong’o, che Omero era patriarcale. Bene, grazie all’imperdibile punto di vista della divina Lupita (Eleonora, scansati) sappiamo adesso che“quando si leggono l’Iliade e l’Odissea, si dedica pochissimo tempo al punto di vista delle donne”.Provo a riprendere il discorso dalla scomoda posizione del genuflesso al cospetto di tanta cultura e tanta autorevolezza e profondità di pensiero per affrontare più ampiamente il difficile rapporto tra temperature da deserto e freschezza di pensiero. Partiamo dai deserti.Deserti più caldiSi ritiene che i deserti più caldi al mondo siano, in ordine decrescente, il deserto del Dasht-e Lut (Iran), col suo record assoluto per la temperatura del suolo più alta mai registrata (70,7 °C ), seguito a ruota dalla Death Valley (California, Usa) con ben 56,7°C rilevati a Furnace Creek ed un terzo posto meritatamente conquistato dallo sconfinato Deserto del Sahara (Africa Settentrionale), ove la temperatura estiva supera regolarmente i 50°C.Abbiamo dunque Iran, Stati Uniti, Africa Settentrionale. Ne deriverebbe qualche riflessione squisitamente geopolitica sugli effetti dei colpi di sole, ma non cadrò malamente nella trappola del facile assioma teste calde – guai che combinano, se non altro perché a Mosca mi risulta esserci una temperatura media annuale tra gli 11°C ed i 12°C eppure la testa dello “Zar” parrebbe financo più calda di quella dei suoi nemici.Il rassicurante carbonePossiamo dunque escludere, in linea di massima, che vi sia un rapporto diretto tra il posto in cui si vive e le cazzate che si fanno. Ma il sole fa male ed altrettanto lo fa il caldo. Se poi ci mettiamo un condimento extra, quello dei tempi senza ragione, senza regole, senza decenza che stiamo vivendo, la braciolata è fatta senza nemmeno il carbone. Chi abbia provato a fare un barbecue in giardino col solo fuoco di legna, sa quali suole immangiabili persino per Charlie Chaplin nella “Febbre dell’oro“ ne vengano fuori.Senza il rassicurante carbone, quello che brucia lento e costante, quello che permetteva a locomotive relativamente piccole di trainare treni lunghe oltre cento metri, quello che, con buona pace dei fanatici delle fonti non fossili, alimenta tuttora grandissime centrali elettriche nel mondo intero, si fa poca strada.Dal BBQ alle centrali, una fonte primaria d’energia dal costo ragionevole come il carbone è ancora qualcosa da non trascurare, soprattutto se lo si faccia per motivi puramente ideologici o di schieramento.Non si dimentichi che la Comunità economica europea nacque nel 1957 dall’evoluzione della CECA (Comunità europea del carbone e dell’acciaio). Senza un’adeguata pianificazione europea per la produzione del carbone e dell’acciaio, si diceva allora, saremmo finiti sotto il piede delle superpotenze del momento.È successo esattamente quello e la superpotenza si chiama Repubblica Popolare Cinese. Oddio, qualcuno farà pure il barbecue con gli specchi solari. Sono fatti suoi, se non m’invita al banchetto, ma gli ricorderei che quelli ustori di Archimede, nel 212 a.C. misero a fuoco l’intera flotta romana.Ognuno si faccia fare il barbecue da chi preferisce ed ognuno mangi la braciola come la preferisce, da quella sanguinolenta e poco salutare a quella, addirittura cancerogena, che piace agli americani e dall’aspetto simile al copertone bruciato. Tolte quelle di tofu e altre schifezze vegan, vanno bene tutte, alla fine.Mondiali moribondiMa lasciamo stare le braciolate, almeno fino a Ferragosto, data fatidica in cui persone che non ti hanno mai considerato nemmeno di striscio ti augurano per messaggino un improbabile ed irrituale “Buon Ferragosto”. Mi sia, invece, concesso trarre in ceppi sul banco degli imputati questa caldazza senza senso, come unica alternativa al pensiero che l’umanità sia alla frutta (cotta, in questo caso e dall’effetto lassativo).Nel moribondo (in tutti i sensi) Campionato Mondiale di Calcio abbiamo scoperto il “cooling break”, definizione tosto soppiantata da quella più salutista di “hydration break”. Probabilmente è soltanto l’occasione per propinare altri spot pubblicitari, ma ci dicono essere stato introdotto per tutelare la salute dei calciatori. Già, i calciatori…Vediamo pochi grandi campioni destreggiarsi in mezzo a vere e proprie pippe da oratorio. Pochi grandi campioni (meno di dieci al mondo) trainano intere nazioni al riscatto sociale, realizzando desideri di unità nazionale vacillante, quando non s’ intenda, col calcio, dare una bella sbianchettata a veri e propri crimini contro l’umanità.Quindi, il calcio conta, eccome. Al punto tale in cui l’uomo più potente al mondo (ammesso che lo sia effettivamente) chiede un vergognoso “favorino” al padrone del vapore, prontissimo a mettersi a novanta minuti? No, gradi. Un gran bene che l’Italia non abbia partecipato a questo giro di giostra.Avremmo fatto figure barbine e dato esempio di come calciatori che cadono soltanto a guardarli e che all’inizio del secondo tempo sono spompati e confusi possano rubare molti milioni l’anno per fare quel mestiere. Perlomeno, adesso vediamo gente che di solito corre, imperversa per tutto il campo e non si perde d’animo al primo gol subito. Non è poco e prendiamo appunti come Rudi Garcia. Viva il calcio!Città sempre più violenteAmministratori pubblici e funzionari di Stato timidi. Sarà il caldo, le ferie imminenti, i condizionatori di quegli uffici che funzionano male, ma sta di fatto che la sicurezza cittadina è del tutto scappata loro di mano. Dal Ministro dell’interno al sindaco, ossia lungo l’intera dorsale della struttura della sicurezza pubblica, paiono patire anche loro il caldo.Le città bruciano, non soltanto per la temperatura atmosferica, ma per un crescendo di violenza gratuita e sempre più truculenta e loro che fanno? Temporeggiano, traccheggiano, si preoccupano unicamente di non aver la mano troppo pesante. Dimentichi che, nella nostra intera storia, il popolo (sovranissimo) ha sempre tollerato in qualche modo gli eccessi di autorità ma mai e poi mai l’inanità di fronte al pericolo al quale sia esposto.Poco avvezzi ad ascoltare le opinioni popolari perché troppo impegnati a sottolineare i loro privilegi verso chi “non può”, non danno il giusto peso alla saggezza popolare che dice “solo chi non fa non sbaglia”. In questa frase da bar risiede, tuttavia, un grande insegnamento: gli errori si perdonano a condizione che chi li ha commessi lo abbia fatto pensando al pubblico interesse.Fare, porco mondo, fare! E invece si chiacchiera, si tengono noiose concioni a margine di fatti gravissimi e si illustra con dovizia di dettagli ed inutili tecnicismi quello che si farà dal mese prossimo, quando va bene. Colpa del calore? Sicuramente, anche quello. Ma a quell’esposizione al sole hanno scelto di starci loro ed esistono cappelli per le loro teste pelate, parasole e tettoie per non buscarsi l’insolazione.Ciclisti e runner imprudentiUltimi, ma non per il fastidio che provocano: gli imperterriti ciclisti e runners fuori quota che con questo caldo devono per forza costeggiare le nostre strade asfaltate (non parlo di freschi boschi perché invasi da lupi, cinghiali e zecche). Molte migliaia di soccorritori, nel nostro Paese, svolgono con generosità un’opera, molto spesso a titolo assolutamente gratuito, per aiutare e salvare la vita ad anziani, bambini, invalidi e a chiunque necessiti di soccorso urgente.Personalmente, trovo vergognoso che debba partire un’ambulanza e relativo equipaggio sanitario e molti elicotteri ogni giorno per soccorrere sconsiderati che hanno ignorato le più elementari e ripetute norme di sicurezza in materia di giornate di caldo estremo.Quando, come chi scrive, hai abbondantemente più di 60 anni e fuori ci sono più di 30 gradi, stai al fresco e smettila di fare il giovanotto con l’app contapassi o contachilometri e ti pare che avere 150 pulsazioni al secondo sia una cosa da grandi atleti evergreen. E se tutto ciò lo fai per strada, pensa anche che potresti rovinare la vita a chi ti investe con la Punto targata “B”, mentre andava con l’impaziente moglie a far visita ai nipoti.Lo so, magari chi guidava aveva pure il cappello in testa, ma sei stato tu col tuo ridicolo caschetto in stile Grande Boucle (accorciata oggi di 30 km per il caldo) ad essertela cercata, mentre potevi rimanere al fresco e considerare che nemmeno a vent’anni è consigliabile correre o pedalare in queste condizioni climatiche. Ognuno s’ammazzi come vuole, ci mancherebbe, ma…L'articolo Colpi di calore: Lupita, i Mondiali e città che bruciano di violenza proviene da Nicolaporro.it.